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AUKEY EP-T25: Recensione | Le rivali delle AirDots 2

Il nome dei prodotti AUKEY non è sempre chiaro a tutti, ma stavolta lo specifico subito: parliamo di un paio di auricolari, AUKEY EP-T25, molto interessanti che vengono venduti tra i 15€ e i 25€. Specifico il prezzo variabile perché ci sono spesso offerte relative a questo brand (motivo per cui vi ricordo di seguire il canale AffariConTec su Telegram).

I motivi per cui vanno sicuramente analizzati per un acquisto in fascia economica non si esauriscono solo nel prezzo, anzi: sono auricolari True Wireless con uscita USB-C (a differenza dei Redmi AirDots 2). Se invece cercate un modello di fascia più alta, con cancellazione attiva del rumore, leggete la recensione delle AUKEY EP-N5.

La qualità del design

Sono rimasto piacevolmente stupito quando ho aperto il packaging degli auricolari EP-T25, perché AUKEY ha creato un pacchetto con ogni tipo di dettaglio, come i gommini (di tre dimensioni per adattarsi all’orecchio), così come il cavo USB-A to USB-C. I materiali degli auricolari True Wireless è plastica ABS di colore nero opaco. Il vantaggio è indubbiamente la resistenza alle impronte e anche un certo ammiccamento alla bellezza estetica. Le dimensioni sono davvero ridotte, praticamente scompaiono una volta indossate nonostante la presenza di un microfono ben orientato verso la bocca. Si tratta di auricolari in-ear.

All’orecchio stanno comodamente, una volta selezionato il giusto gommino. Potete indossarle diverso tempo e, grazie alla loro leggerezza, non sentirete fastidio di alcun genere. Promosse dal punto di vista del comfort.

Il case è veramente compatto e piccolo, seppur incorpori una batteria da 350 mAh che garantisce circa 3 ricariche complete (e anche qualcosa in più) agli earbuds in questione. I LED frontali indicano, come sempre l’autonomia residua del case, mentre all’interno troviamo un LED che ci indica se gli auricolari sono stati inseriti correttamente. In questo senso, i magneti fanno il loro dovere e agganciano perfettamente gli auricolari nel loro alloggio.

La qualità audio degli auricolari AUKEY EP-T25

Parlando di auricolari da circa 25 euro, che sempre più spesso ho visto sotto ai 20 euro, parto col presupposto che non sono dedicati agli audiofili sicuramente. Se cercate qualcosa che abbia delle frequenze cristalline, dovreste orientarvi su prodotti ben più costosi. Ciò non vuol dire che questi earbuds di AUKEY non possano fornirvi qualche spunto interessante. I bassi, che dovevano essere il punto di forza, sono buoni ma non eccezionali, ma ho potuto apprezzare di più le frequenze medie ed alte, sicuramente di buona qualità. Mi sento anche di premiare il Bluetooth 5.0 che garantisce un accoppiamento fulmineo al nostro smartphone.

Funzionano anche gli assistenti vocali

Siri, Google Assistant e Alexa funzionano comodamente con questi auricolari, basterà fare tre tap sulla parte superiore dell’auricolare (dove è posto il sensore touch) per attivarli ed impartire comandi vocali tramite il microfono.

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Accessori Recensioni

ESR cover con stand per iPhone 12/12 Pro – la RECENSIONE

Sono appassionato di cover e accessori da sempre e uno dei motivi per cui ho scelto iPhone 12 è proprio la varietà di accessori a disposizione. Mi è capitata la possibilità di provare un bundle molto interessante: si chiama ESRGear iPhone 12/12 Pro Home Theater Protection Bundle. Questo bundle comprende non solo una cover con stand molto interessante, ma anche tre pellicole in vetro temperato per la protezione del display.

Si possono acquistare separatamente, ma comprandoli insieme, ovviamente, si risparmia qualcosina. Entriamo nel vivo della recensione parlando di questa cover che mi ha attratto.

La cover con stand per iPhone 12

La cover si chiama Metal Kickstand Case ed è del produttore ESR e, come potete facilmente intuire dal nome, possiede uno stand in metallo che permetterà al vostro iPhone 12 o 12 Pro di rimanere dritto sul lato lungo o sul lato corto. Immaginatevi su un treno (ndr: magari non ora, ma tra qualche tempo) e potete facilmente intuire come potrete godere dei contenuti multimediali comodamente con questa cover.

Lo stand in metallo è decisamente di ottima qualità e apprezzo tantissimo che, una volta richiuso, si incastra perfettamente con un clic. E’ anche piuttosto rigido e questo gli conferisce un senso di robustezza davvero importante. Non dovrete temere che vi cada o non sia in grado di tenere la posizione, ho provato in più occasioni anche con botte accidentali e non mi è mai capitato di vederlo cedere.

Le peculiarità della cover con stand

La cover è poi in silicone rigido, aderisce perfettamente al vostro iPhone 12/12 Pro e crea un lievissimo spessore frontalmente, in modo da poter poggiare lo smartphone anche sul display senza farlo toccare direttamente sul piano. Questo rialzo è appositamente studiato anche per il lato posteriore, soprattutto sulla fotocamera, che viene protetta da questo dislivello. Risulta comunque piuttosto leggera perché si ferma a circa 40 grammi.

La cover con stand di ESR è una sorta di ibrido, a metà tra una cover rugged e una cover slim. E’ ovviamente testata per resistere ai graffi, mentre il materiale semi-rigido dovrebbe assorbire gli urti con una buon risultato, senza raggiungere l’eccellenza di altri prodotti rugged. I bordi sono protetti su tutti e 4 i lati, con i buchi perfettamente sagomati in modo da rendere facile l’accesso ai vari host, come quello dell’uscita Lightning o all’altoparlante o al pulsante per il “silenzioso”. Lateralmente troviamo anche una protezione per tutti i tasti fisici.

E’ ovviamente compatibile con la ricarica wireless che funziona senza problemi, anche considerato che lo stand fa uno spessore sul retro dello smartphone.

Esiste in due colorazioni, una trasparente chiara e una invece che si chiama Frosted Black, che sarebbe quella che ho scelto.

Le pellicole di ESR per iPhone 12

Le pellicole di ESR sono in vetro temperato, quindi piuttosto rigide. Il pacchetto prevede tre pezzi da applicare sul nostro smartphone ed ognuna di esse ha un kit che comprende un panno antipolvere umido, una cornice che permetterà di applicare la pellicola subito.

Partiamo subito dal presupposto che se scegliete un vetro temperato, sicuramente ridurrete un po’ la sensazione al tatto sul display: se siete consapevoli di questo, posso confermarvi che le pellicole di ESR fanno il loro dovere. Riescono a resistere ai graffi e sono effettivamente molto facili da installare. Anche se sembra scontato dirlo, ovviamente funziona benissimo anche il FaceID.

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Oppo Find X2 Neo 6 mesi dopo: adesso è best buy

6 mesi fa ho deciso di dare fiducia in Oppo, acquistando a prezzo di listino il loro Find X2 Neo e portandone una recensione sul blog. Si è trattato di uno smartphone che già nel primo mese di utilizzo mi aveva saputo convincere, ed in molti aspetti stupire, ed oggi lo reputo ancora un eccellente acquisto. Sopratutto nell’ultimo periodo, in concomitanza dell’uscita della famiglia Reno 4, il suo prezzo si è notevolmente abbassato avvicinandosi alla soglia dei 500 euro. Alla luce di questo ho deciso di effettuare questa riprova del dispositivo, utilizzando questa nuova disamina proprio per spiegarvi il perché oggi lo ritengo un best buy nella sua fascia di riferimento.

Prima di iniziare però vi invito più che mai a clickare QUI per leggere la recensione completa, che è ancora la review di riferimento e senza di essa tutto ciò che diremmo in questo articolo apparirebbe incompleto e superficiale.

Design e costruzione

Il design del prodotto è tuttora moderno ed appagante, anzi tra i nuovi usciti non c’è da segnalare nessuna particolare eccellenza in questi termini, se non per suo “cugino” Reno 4 Pro. La costruzione si è dimostrata da riferimento: 0 graffi o ammaccature, è vero che io ci presto moltissima attenzione, eppure mi sarei aspettato almeno un pò di vernice “scrostata” sul frame. Questo non per dire che sia un carro armato, non è un rugged e non si sogna di esserlo, ma è giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare.

Le dimensioni continuano ancora oggi a farmi amare il dispositivo: è una sottiletta, ed il peso di soli 171 grammi lo rende estremamente maneggevole.

Display

Il display era bello 6 mesi fa così com’è bello adesso, d’altronde un buon pannello non ha certo la scadenza. Luminosissimo, nitido e ben contrastato offre un’esperienza visiva ottima. Il refresh rate a 90Hz è un fattore da tenere bene in mente, e alla luce del prezzo attuale, direi che si tratti di un vero e proprio valore aggiunto.

Insieme a quello dello Xiaomi Mi10, il display di Find X2 Neo offre la migliore esperienza per la fruizione dei contenuti multimediali, in questo segmento di mercato. Nella precedente recensione vi avevo segnalato una certa propensione al risparmio del sensore di luminosità nel gestire il pannello, ed ancora oggi questo piccolo difetto persiste. All’epoca ero in dubbio se si trattasse di un bug, oggi mi son fatto persuaso che sia una scelta energetica di Oppo, anche perché i bug “veri” sono stati fixati (ne parleremo dopo).

Prestazioni

Già ai tempi avevo lodato le prestazioni di Oppo Find X2 Neo e l’ottimo comportamento del 765G, ma mai mi sarei aspettato un ulteriore aumento vistoso di performance… ed invece. E’ proprio quello che è accaduto con i 2 update successivi, rispetto alla build software presente sul dispositivo quando feci la recensione. C’è stato un vero e proprio passo in avanti in termini di reattività, che era già ottima, ma ora è al pari di quella di uno Snapdragon 865. La differenza fra i 2 SoC ora è, all’atto pratico, limitata alle performance grafiche che pur essendo estremamente valide non sono comunque allo stesso livello della punta di diamante di Qualcomm. Poco male, non è un gaming phone ma per il 99% dell’utenza va benissimo così.

Comparto foto e video

Lo dico già da ora: questo comparto vale da solo il prezzo del biglietto. Ma per un’analisi approfondita, e per vedere coi vostri occhi come scatta, vi rimando alla recensione di luglio.

Le foto con la principale da 48MP sono in tutto e per tutto assimilabili a quelle di un cameraphone, di giorno, mentre di notte si comporta come un top di gamma di una generazione fa. La grandangolare non brilla nel dettaglio nudo e crudo, ma dà grande versatilità al dispositivo. Il teleobiettivo non va mai a fare davvero la differenza, ma risulta comunque comodo (specialmente di giorno) in quelle situazioni in cui lo zoom ibrido 5x restituisce uno scatto sufficiente. Le macro con il sensore grandangolare, affiancato da PDAF, sono perfette. I video hanno una stabilizzazione eccellente, ma dispiace per la mancanza del 4k 60fps (dovuto ad una limitazione Qualcomm e non di Oppo). Solo i selfie peccano un pò, ma sono comunque abbastanza validi per essere condivisi sui social.

Insomma in questo ambito pur non essendoci state migliorie significative, dovute agli update, il dispositivo rimane un’eccellenza. A maggior ragion allo street price attuale, dove sbaraglia l’intera concorrenza.

Autonomia

La batteria da 4025 mAh non è enorme, ma si dimostra sufficiente per terminare una giornata più o meno tranquillamente (dipende chiaramente dal vostro uso). Nel corso di questi mesi gli aggiornamenti hanno portato ad un incremento dell’autonomia di circa un 5% a parità d’uso. La batteria probabilmente non permette di fare meglio, proprio a livello di capacità fisica, ma comunque Oppo ha fatto del proprio meglio per ottimizzarla a dovere. La VOOC Charge a 30W è fenomenale, e nel corso di questi 6 mesi non ha avuto alcuna ricaduta sulla batteria. C’è poco da dire: è una tecnologia matura, funziona da dio e vi cambia il modo di approcciarvi alla ricarica del dispositivo.

Audio e connettività

Su questo comparto non è cambiato molto. Lato audio rimangono valide le considerazioni fatte nella prima recensione: è ottimo e ben equilibrato.

Il sensore d’impronte, non troppo veloce all’epoca, ha subito qualche piccolo miglioramento nel corso dei mesi. Nulla che vada a cambiare davvero l’esperienza d’uso. Anche la connettività è rimasta praticamente invariata: era già ottima.

ColorOS 7

La ColorOS 7 è un’interfaccia valida e da noi pienamente apprezzata. In questa sua settima versione è finalmente matura ed idonea per il mercato occidentale. In questi mesi ha subito diverse correzioni dei bug, uno su tutti l’audio di registrazione dei messaggi vocali particolarmente basso. Le implementazioni sono state poche, per parlare di quelle bisogna aspettare l’arrivo della nuova versione basata su Android 11.

Per quanto riguarda il discorso aggiornamenti confermo quanto detto: Oppo ci sta davvero lavorando tanto, e si vede.

Prezzo e conclusioni

Partito con un listino alto e non certo alla portata di tutti, dopo 6 mesi Find X2 Neo si è stabilizzato parecchio a ridosso dei 500 euro. Se a questa svalutazione aggiungiamo le ulteriori migliorie che il dispositivo ha ricevuto, il risultato è chiaro: oggi come oggi è un best buy.

Se a 699 qualcuno storceva l’occhio per l’adozione di uno Snapdragon 765G, ora è impossibile preferirgli altro, fatta eccezione se non si necessita di qualcosa di davvero specifico (ad esempio un gaming phone o un battery phone).

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Pitaka MagEZ Case per iPhone 12/12 Pro: la RECENSIONE

Il mondo delle cover e degli accessori è estremamente vasto ed affascinante e, spesso, scelgo uno smartphone pensando anche a questo fattore. Ho preso un iPhone 12 e ho deciso di provare la cover Pitaka MagEZ Case perché questo produttore mi ha colpito. La cover è compatibile con iPhone 12 e iPhone 12 viste, ma è disponibile anche per gli altri due membri della serie 12. E’ disponibile in 8 colorazioni che la rendono gradevole esteticamente e perfettamente abbinabile al nostro melafonino, è leggera e protegge il dispositivo.

Ho stuzzicato il vostro appetito? Non perdete la recensione allora!

I punti di forza della cover MagEZ per iPhone 12

La MagEZ Case di Pitaka è realizzata con materiali di primissima qualità: il produttore rivendica l’utilizzo di fibra aramidica per la sua realizzazione. La caratteristica più evidente è la resistenza e la robustezza: la cover è rigida, aderisce perfettamente allo smartphone e può resistere grazie a questa fibra che si traduce in kevlar. La resistenza è garantita e possiamo proteggere, quindi, il nostro iPhone 12 con una cover estremamente leggera e resistente.

E’ leggerissima perché stiamo parlando di appena 14 grammi, qualcosa che fa anche impressione perché una volta montata sullo smartphone non si avverte affatto la differenza di peso.

Pitaka è poi attenta a molti elementi, a partire dal packaging, e ha creato una serie di accessori molto interessanti che creano un piccolo ecosistema per il caricamento rapido e sicuro del proprio smartphone, motivo per cui la cover MagEZ Case è ovviamente compatibile.

La cura nel packaging si avverte completamente quando si va ad aprire il box, realizzato con una apertura magnetica che poi offre subito un bello sguardo sulla cover appena acquistata e include anche una serie di brochure per la presentazione dei prodotti Pitaka.

Proseguendo nell’esplorazione della cover Pitaka, anche al suo interno è ben evidenziato che la cover è compatibile con gli accessori di ricarica magnetica, tra cui anche l’originale MagSafe.

La trama a texture geometrica incorpora la tecnologia 3D Grip, capace di aumentare il grip per via di questi piccoli rilievi che offrono una sensazione più piacevole al tatto e una presa molto più salda e sicura. Se dovessi segnalare un lieve difetto, la cover trattiene qualche impronta, specie se avete le mani sudate. A questo proposito vi basterà passare un panno umido per eliminare il problema.

La coverMagEZ Case, inoltre, è lievemente rialzata sulla fotocamera: questo servirà a tenerla leggermente sollevata e non far rigare la fotocamera se lo smartphone viene poggiato su un piano.

Come si comporta in termini di protezione

La forma della cover non ricopre la totalità dei bordi, difatti vengono lasciati esposti i bordi inferiori e superiori dove ci sono gli altoparlanti e l’uscita Lightning. Se siete amanti della protezione al 100%, questo può rappresentare un limite ma la parte più debole (lo spigolo) è ovviamente protetto per limitare i danni in caso di cadute. Peccato perché per altri smartphone, come per il Galaxy Note 20 Ultra, è presente una protezione migliore dei bordi.

Se lo smartphone viene urtato frontalmente o viene rigato tramite un coltello o una chiave, questa cover si comporta molto bene. Se invece dovesse subire un urto da caduta, lo smartphone potrebbe risentirne parecchio.

Il prezzo

La MagEZ Case di Pitaka è una cover che viene venduta al prezzo di 49€ sul sito del produttore, ma è disponibile anche su Amazon.it. Il prezzo lascia sottointendere la qualità premium di questa cover, ma lo reputo giustificato dall’uso di un materiale come la fibra aramidica che sicuramente non troveremo su modelli più economici.

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Recensione AUKEY PB-WL02: il powerbank con stand e ricarica wireless

Nella recensione odierna invece ci occuperemo di mettere sotto la lente d’ingrandimento un altro dispositivo di AUKEY, ma si tratta di un prodotto con caratteristiche ed un target differente che prende il nome di AUKEY PB-WL02.

Di recente vi abbiamo parlato dell’AUKEY PB-Y36, un powerbank che mi è piaciuto tantissimo e che utilizzo quotidianamente come daily driver. Proprio per questo prima di iniziare vi invito a leggerne la recensione, che trovate cliccando QUI.

AUKEY PB-WL02 è infatti un caricatore portatile dotato di ben 2 peculiarità: la prima è la ricarica wireless, fino a 10 watt (ne parleremo dopo), la seconda è che può facilmente trasformarsi in uno stand per lo smartphone. Ma non voglio spoilerarvi più di tanto, e sperando di avervi incuriositi, direi che è il momento di addentrarci nella disamina del prodotto.

Design e costruzione

Come diciamo spesso, nel 2020 è difficile trovare un gadget del genere che abbia un design veramente originale, si assomigliano davvero un pò tutti. E questo AUKEY non fa eccezione. La costruzione del prodotto è comunque molto buona: è completamente in buona plastica, non troppo rifinita a dire il vero, ma comunque trasmette una sensazione di solidità e robustezza. Il cavo è in silicone, abbastanza resistente, ed è Type-A to Type-C. Sulla parte superiore sono presenti i 4 LED che indicano la quantità di carica rimanente e le due porte USB: USB A con supporto Quick Charge 3.0 e USB Type-C con Power Delivery 3.0 a 18W. Sul fronte una piccola zona soft touch con un fulmine, ad indicare la zona in cui si trova il chip per la ricarica QI, ed una sorta di aletta da premere per trasformarla in stand. Sul retro è presente un ulteriore aletta che contribuisce al medesimo scopo. Sul lato è invece presente un tasto per l’accensione. Parlando della “funzione stand” devo dire che è davvero molto molto comoda. Permette di poggiare lo smartphone, ed eventualmente ricaricarlo, inclinandolo di circa 45 gradi. È comodissimo ad esempio per ricaricare lo smartphone durante la visione di un contenuto multimediale, oppure durante una videoconferenza (estremamente diffuse di questi tempi). E con la ricarica wireless eviterete anche fastidiosi cavetti in giro.

Peso e dimensioni

A differenza del cugino AUKEY PB-Y36, questo AUKEY PB-WL02 non può vantare la stessa compattezza e portabilità. 18.2 x 10.5 x 2.1 cm e 314 grammi. Questi numeri stanno a significare una semplice cosa: è grande e pesante. I motivi sono ovvi, è dovuto al fatto che contenga al suo interno una basetta per la ricarica wireless. Sebbene ci sia una spiegazione tecnica, sarebbe ipocrita non segnalarvi il peso che tutto ciò ha nell’uso quotidiano: la portabilità è compromessa. In tasche “normali” dei pantaloni non entra, e se anche entrasse sarebbe comunque scomodissimo visto che 314 grammi sono davvero tanti. Per uno come me che ha riscoperto la comodità di un powerbank, sempre a portata di mano, grazie proprio ad un dispositivo che fa delle sue mini-dimensioni il proprio punto di forza, ciò è stato una vera tragedia.

Capacità e prestazioni

La capacità del powerbank è di ben 10000 mAh, valore assolutamente veritiero e confermato attraverso qualche semplice calcolo. Molto interessanti anche le performance in uscita: l’USB 3.0 è certificata Qualcomm Quick Charge 3.0, mentre la Type-C è certificata Power Delivery 3.0 e garantisce fino a 18 watt in uscita.

Un valore aggiunto è senza ombra di dubbio la ricarica wireless QI, in grado di arrivare addirittura a 10W e ben 18W se si caricano contemporaneamente 2 dispositivi (chiaramente valore diviso fra i 2). E’ un dato degno di nota, sopratutto se rapportato alla concorrenza diretta che invece offre una ricarica wireless molto meno spinta. Come accennavo prima la wireless charge torna utile anche, e sopratutto, quando si utilizza il powerbank come stand.

Attraverso 4 click sul pulsante d’accensione è possibile attivare la carica a corrente limitata: una modalità speciale per caricare dispositivi a corrente limitata, per esempio i wearable, che potrebbero non essere riconosciuti dai protocolli di ricarica standard di altri prodotti.

Prezzo e considerazioni su AUKEY PB-WL02

Pur non venendo pienamente incontro ai miei gusti ed alla mia idea di powerbank ideale per le mie esigenze, questo prodotto di Aukey ha saputo dimostrare tutto il suo valore in queste settimane che l’ho utilizzato. La funziona stand + la ricarica wireless così spinta, formano una combo comodissima e se il vostro smartphone non ne fosse dotato potete comunque affidarvi alla velocissima ricarica attraverso Quick Charge o Power Delivery. L’unica controindicazione che tutta questa tecnologia a bordo ha comportato la si sente nelle dimensioni e nel peso. Non è dunque il prodotto adatto ad essere dimenticato nel taschino del giubotto ed essere tirato fuori in emergenza, per quest’uso c’è il cugino AUKEY PB-Y36. E’ perfetto per essere stipato in uno zaino, poi magari utilizzato mentre si è in treno o a casa durante un’emergenza batteria mentre siete in videoconferenza.

Il prezzo di listino è di 39.99 euro, ma su Amazon è attualmente a 29.99 euro e con ulteriore coupon del 30% in pagina. Si tratta di una cifra pienamente consona in rapporto alla qualità di questo powerbank made by AUKEY.

Nel caso prima dell’acquisto vogliate documentarvi su un’ottima alternativa, clickando QUI potrete leggere la review di un dispositivo simile, ma targato Anker.