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Come migliorare il desk setup con due accessori Satechi

Sono sempre alla ricerca di accessori che possano aiutarmi a migliorare il mio desk setup, il luogo dove passo moltissimo tempo e dove mi piace avere tutto a disposizione. Chi ama i desk setup, passandoci anche ore su Instagram, ha trovato esattamente ciò che cerca: il deskmate in eco-pelle e lo stand in alluminio per Macbook, o per altri laptop, di Satechi.

L’ordine, lo spazio a disposizione e la pulizia sono tre caratteristiche peculiari per far rendere al top un desk setup, in piena sintonia con il trend minimal che sta conquistando sempre di più molti utenti. Il deskmate di Satechi permette di avere un punto individuabile in cui posizionare il proprio laptop o mouse e tastiera (o molte altre combinazioni di prodotti) e aiuta a proteggere la propria scrivania da graffi e usura. Lo stand in alluminio possiede l’indubbio vantaggio di permettere di lavorare a Macbook chiuso, risparmiando notevole spazio sulla scrivania.

Il video

https://youtu.be/Jlg3mx7_9Lo

Ora vi racconterò perché adoro questi accessori di Satechi, evidenziando gli eventuali punti di debolezza.

Il tappettino in eco-cuoio di Satechi

Che si chiami deskmate o tappetino per la scrivania poco cambia nel significato e nel suo ruolo e nel comfort che produce quando ci si lavora. E’ realizzato in un tessuto ecologico che somiglia chiaramente al cuoio, ha un appeal molto elegante ed è molto liscio nella parte superiore. E’ caratterizzato da bordi arrotondati con cucitura a vista, con filo chiaramente in pendant con i colori prevalenti del tappetino. La superficie inferiore è invece realizzata in Poliuretano, ma sempre con un estetica che richiama il cuoio per avere una certa omogeneità visiva. E’ disponibile in tre colorazioni: marrone, nero o blu.

Il primo appeal richiama sicuramente quello dei tappetini che spesso si vedono negli uffici più lussuosi, su mirabolanti scrivanie in vetro. Questo sicuramente merita anche se avete, come me, una classica ed economica scrivania IKEA.

L’attenzione ai dettagli viene anche dalla confezione: la stragrande maggioranza dei tappetini che ho comprato in passato mi è arrivata a casa in una confezione arrotolata. Il deskmate di Satechi arriva in una confezione rettangolare pari almeno alla sua lunghezza e larghezza, in modo che il tessuto non venga deteriorato o piegato.

Se avete una scrivania in legno o in vetro, il tappetino Satechi è sicuramente il partner perfetto per evitare i graffi o i segni che, volenti o nolenti, capita di provocare alla propria scrivania.

Il vantaggio più grande che mi sento di consigliare riguarda la possibilità di lavare con un panno umido e con un sapone delicato il tappetino. Troppo spesso con i panni in tessuto mi è capitato di doverli togliere quando si sporcavano, in questo caso ho avuto la possibilità più volte di usare un panno umido e l’ho visto tornare come nuovo.

Mia personale opinione: fosse stato un po’ più largo si sarebbe adattato ancora meglio alla mia scrivania. Le dimensioni si sposano con scrivanie abbastanza piccole e forse, fossi stato in Satechi, avrei pensato a produrre qualche variante più grande.

Potete acquistare il deskmate di Satechi sul sito ufficiale a poco meno di 30€ oppure su Amazon.

Lo Stand per laptop in alluminio di Satechi

Ci sono diversi motivi per scegliere uno stand per portatili piuttosto che un altro. Nel mio caso ha vinto una scelta che premiasse sia l’estetica che la comodità. Lo stand in alluminio permette di utilizzare il mio Macbook Pro in verticale da chiuso e collegato alla docking station. Lo spazio risparmiato è decisamente tanto.

Questa scelta si sposa bene al fatto che ho una docking station con relativa combinazione di tastiera e mouse. Se avessi, ad esempio, la necessità di lavorare con il laptop direttamente preferirei una soluzione diversa, magari rialzata, che permetta di lavorare a portatile aperto.

Lo stand è realizzato in alluminio e sfrutta un meccanismo a vite che permette di adattarlo a portatili delle dimensioni più disparate, perché si può allargare o stringere secondo le proprie esigenze. E’ uno stand verticale che misura 9,85 x 17,93 cm di profondità e larghezza, mentre l’altezza è di quasi 7 cm ma quest’ultima, come potrete immaginare, non avrà grande impatto nella scelta.

Per quanto riguarda la dimensione minima del laptop vi segnalo 1,12 cm fino ad un massimo di 2,87 cm. All’interno non ci sono dei gommini per evitare di rigare il proprio laptop, ma onestamente l’ho tirato fuori e dentro in tantissime occasioni e non mi è capitato di vedere deteriorarsi lo chassis del Macbook.

La robustezza dei materiali lo rende davvero uno stand adatto a durare nel tempo. E’ curato nell’aspetto estetico e il suo peso permette di avere la certezza che non si sposterà sulla scrivania, nemmeno se urtato per sbaglio. Potete decidere di posizionarlo a lato del vostro schermo o addirittura dietro, qualora aveste una scrivania sufficientemente profonda.

Potete acquistare lo stand di Satechi su Amazon al prezzo di circa 35€ (grazie ad uno sconto in fase di checkout) oppure sul sito ufficiale Satechi.

Desk setup: come migliorarli?

Se anche voi siete alla ricerca di accessori per migliorare il vostro desk setup venite a scrivermi su Instagram al mio account personale Simplyzod. Potremo farci due chiacchiere sulle ultime tendenze o sui nuovi bellissimi accessori da provare.

Ovviamente non mancate di seguire il canale Telegram AffariConTec, dove segnalo le migliori offerte del web e gli ultimi pubblicati su Tecnologici.net e sul canale TeamTech!

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Recensione Oppo Find X2 Neo: non azzardatevi a dargli del medio-gamma!

Oppo Find X2 Neo appartiene alla nuova line-up 2020 del brand cinese. Insieme al top di gamma Find X2 Pro, sono stati rilasciati anche 2 ulteriori device: Find X2 Neo e Find X2 Lite. Abbiamo dedicato un articolo ad analogie e differenze tra questi dispositivi, ma nella recensione odierna ci concentreremo esclusivamente sul Find X2 Neo: un dispositivo che ci ha estremamente sorpreso e che consigliamo (quasi) ad occhi chiusi.

Design e costruzione

Anche l’occhio vuole la sua parte, in particolar modo in un mondo in cui lo smartphone è sempre meno uno strumento e sempre di più un accessorio. Find X2 Neo in questo ci sa sicuramente fare con un design bello e tutto sommato elegante.

La back cover in vetro satinato è attraente e funzionale, in quanto non trattiene le impronte, e nella colorazione blu ha anche un tocco giovanile che male non fa. Peccato per la disposizione delle fotocamere, che ricorda una miriade di altri smartphone, e che quindi rende questo X2 Neo un device che non spicca per originalità.

In quanto a costruzione non c’è n’è per nessuno: è eccellente. Finiture, materiali ed assemblaggio tali e quali a quelle di un top di gamma vero e proprio. C’è da sottolineare fra l’altro che X2 Neo è uno degli ultimi “compatti” rimasti: ok 6.5″ di display, ma comunque 159,4 × 72,4 × 7,7 mm e 171 grammi di peso. Dimensioni dunque davvero contenute se si tiene conto dell’ampia diagonale del pannello.

Display

Il display è senza ombra di dubbio uno dei primi dettagli che salta all’occhio quando si impugna uno smartphone e quello di Find X2 Neo sa lasciare il segno. Si tratta di un bellissimo pannello OLED FHD+, rapporto 20:9 e refrash rate a 90Hz. La luminosità è molto alta, il che rende il testo perfettamente leggibile sotto la luce del sole (anche estremamente intensa); i colori sono vivaci e ben riprodotti e il tutto regala un’esperienza di visione assolutamente assimilabile a quella di un qualsiasi top di gamma del 2020. L’unica critica da segnalare riguarda il sensore di luminosità: a primo impatto verrebbe da definirlo troppo “pigro”, ma se si pone attenzione al suo comportamento ci si rende conto che così non è. Il sensore infatti è repentino nell’adeguare la luminosità automatica alla quantità di luce esterna, semplicemente ha “il braccino corto” nell’erogazione della luminosità (la quale rimane generalmente un pelo più bassa del dovuto) ed è così che un pò troppo spesso ci si trova a doverla regolare manualmente. Si tratta in tutto e per tutto di un approccio conservativo del sensore, il quale alle volte finisce per essere fin troppo esasperato.

La frequenza di aggiornamento di 90Hz contribuisce a migliorare l’esperienza d’uso, in particolar modo nello scrolling e nel quotidiano, ma il nostro consiglio è di impostare la selezione automatica in quanto così si avrà il perfetto connubio fra performance e risparmio energetico.

Prestazioni

La dotazione hardware del Find X2 Neo consiste in uno Snapdragon 765G, 12GB di RAM LPDDR4 e 256GB UFS 2.1. Le prestazioni sono convincenti? Assolutamente si, con il nuovo SoC di Qualcomm che concede prestazioni inaspettatamente entusiasmanti. Con una serie 8xx che da diverse generazioni vede aumentare i consumi a fronte di un’efficienza energetica via via sempre peggiore e performance non troppo distanti, da qualche anno a questa parte è la 7xx a regalare sorprese. Quest’anno come non mai. Il Find X2 Neo è sempre fluido: 0 lag e 0 impuntamenti o rallentamenti di sorta, un fulmine nelle operazioni quotidiane.

La più grande differenza rispetto alla scorsa generazioni è situata però nelle performance grafiche, e lo si nota in giochi estremamente pesanti e mal ottimizzati come Fortnite: uno Snap 730G viene messo in seria difficoltà mentre il 765G se la cava egregiamente anche a dettagli alti, insomma uno scarto prestazionale davvero evidente. Questo chipset in conclusione ha prestazioni grafiche assimilabili ad un top SoC di un paio d’anni fa (kirin 980, Snapdragon 845), ma con consumi da serie 7xx di ultima generazione. A ciò si aggiungono temperature generalmente basse, è molto difficile sentire scaldare lo smartphone. Impossibile non ritenerlo uno dei migliori (se non il migliore) SoC dell’anno. 12 GB di RAM son poi un’enormità, assolutamente future proof, e 256GB di memoria son sufficienti per il 99% dell’utenza.

Comparto foto e video

  • 48MP Sony IMX586 f/1.7 con OIS e nuovo ISP
  • 13MP tele f/2.4 con zoom ottico 2x e ibrido 5x
  • 8MP grandangolare f/2.2
  • 2MP black and white
  • 32MP selfie camera

Di carne al fuoco c’è n’è tanta, anzi tantissima, ma si sa che quantità non corrisponde necessariamente a qualità tuttavia in questo caso potremmo proprio di si. Come vedremo a breve gli scatti ottenuti con Find X2 Neo sono estremamente validi e solo utilizzando lo smartphone in condizioni tragiche (es. totale assenza di luce) lo si mette davvero in difficoltà.

Il sensore principale è il buon “vecchio” IMX586, estremamente utilizzato nel 2019, ma è su questo smartphone che ha il proprio canto del cigno. Gli scatti ottenuti di giorno sono ineccepibili, indistinguibili da un qualsiasi top di gamma, mentre di sera la qualità cala leggermente pur mantenendo comunque un livello assimilabile a quello di un cameraphone dell’anno scorso.

Lo zoom ottico 2x sa farsi rispettare, tornando utile in svariate occasioni, ma è l’ibrido 5x ad aver regalato sorprese: di giorno il livello di dettaglio per uno zoom ibrido così spinto è assolutamente convincente, e di notte può comunque rivelarsi utile all’occorrenza.

La grandangolare è “divertente”: di giorno si ottengono foto belle e con una buona gestione dell’aberrazione cromatica, anche se manca quella manciata di dettaglio in più che la metterebbe al pari dei top di gamma. Di notte fa quel che può, con la night mode che effettivamente spesso si rivela incisiva sulla foto permettendo di portare a casa scatti più che sufficienti. Ultra-grandangolare la quale torna molto utile per le macro: grazie al PDAF è possibile realizzare ottime macro semplicemente sfruttando una fotocamera già presente sullo smartphone, con risultati drasticamente migliori rispetto a quei brutti sensori dedicati da 2MP presenti su moltissimi device.

Inutile la camera Black e white, è letteralmente presente solo per fare numero.

I selfie sono molto buoni: i 32MP frontali si comportano bene ed infatti i risultati sono ricchi di dettaglio, perfetti per i social.

Camera grandangolare
Teleobiettivo con zoom 5x
Camera principale
Macro con grandangolare + PDAF
Teleobiettivo con zoom 2x
Camera principale

Per quanto riguarda i video si tratta di un vero e proprio campione. Sono strepitosi, con una stabilizzazione che è probabilmente la migliore nel panorama Android e si piazza al pari di iPhone. Dalle impostazioni è possibile scegliere se avvalersi della “Ultra Steady”, e dunque un ottimo connubio di dettaglio e stabilizzazione, o se optare per l’estrema “Ultra Steady Pro” la quale sacrifica un filo di dettaglio in favore di una stabilizzazione impeccabile. In entrambi i casi non c’è nulla da recriminare ai risultati ottenuti, di ottimo livello ed al pari (se non migliori) dei top di gamma attuali. In questo va fatto un plauso ad Oppo, senza se e senza ma. Dispiace per la mancanza del 4k 60 FPS: in questa risoluzione lo smartphone si ferma ai 30, i quali permettono comunque risultati estremamente convincenti, ma con i 60 il device sarebbe stato al vertice della categoria. Badate bene, non si tratta di una scelta di Oppo bensì di Qualcomm in quanto lo Snapdragon 765G non offre il supporto al 4k 60 FPS.

I video con la camera frontale si fermano invece al 1080p 30fps, tra l’altro manca la stabilizzazione ottica. I risultati son comunque buoni: c’è tanto dettaglio e luci e colori sono gestiti in modo ottimale, ma a causa dei compromessi elencati poco fa i video con la camera frontale son dunque un gradino sotto a quelli con le posteriori.

Autonomia

L’autonomia è convincente, la batteria da 4025 mAh fa il proprio lavoro e consente di avere buone soddisfazioni. Non è un super risultato, ma si arriva in tranquillità a fine giornata e con un uso molto social e poco stress non è raro affrontare anche la mattinata successiva. Mal che vada con il caricatore in confezione, compatibile con la ricarica VOOC 4.0 a 30W, si porta lo smartphone dallo 0 al 100% in soli 50 minuti. Assente la ricarica wireless, ma con una VOOC così veloce sarebbe davvero difficile preferire la wireless.

Audio e connettività

L’audio è stereo ed è ottimo. Molto potente, con una buona riproduzione ed abbastanza bilanciato. Dalle impostazioni è inoltre possibile attivare e gestire il Dolby Atmos, una chicca per nulla scontata. Manca purtroppo il Jack da 3.5 mm, Oppo ci mette una pezza attraverso un discreto paio di auricolare type-c in confezione, ma il rimpianto del Jack non sarà facile da scacciare.

Presente lo sblocco col volto, fulmineo, ma non troppo sicuro in quanto è solamente 2D. Il lettore d’impronte è posizionato sotto il display: è affidabile, ha un’ampia area di sblocco ma non è istantaneo. In generale non presenta comunque problemi di sorta.

Ricezione di buon livello, non al top come Huawei e Motorola, ma lo smartphone prende indiscutibilmente bene. Infine connettività da top di gamma: presenti 5G e WI-FI 6, Bluetooth 5.1 ed USB C 3.1.

In questo comparto Oppo ha spinto davvero forte, anzi fortissimo.

ColorOS 7

Oppo Find X2 Neo arriva sul mercato con ColorOS 7, l’ultima interfaccia grafica di Oppo, basata su Android 10 ed aggiornata alle patch di Marzo. Per quanto riguarda il discorso update ne parleremo a breve, ora occupiamoci dell’UI.

La ColorOS 7 è stata una vera e propria svolta per i dispositivi Oppo, e sarebbe erroneo non ritenerla una delle migliori interfacce nel panorama Android. Esteticamente curata, fluida e ricchissima di utili funzioni, fra l’altro con una gestione dei servizi in background molto meno aggressiva rispetto a tante interfacce di brand concorrenti. Una delle “chicche” che ci ha colpito maggiormente è la barra laterale intelligente: si tratta di una piccola barra laterale facilmente richiamabile attraverso uno swipe verso il centro, essa consente di accedere rapidamente ad altre applicazioni delle quali si è inserita una shortcut nella barra. E’ estremamente personalizzabile, e se ne può impostare la scomparsa durante la visione di contenuti a schermo intero, ma la “schiccheria” più interessante è la possibilità di avere alcune app in pip ( picture in picture). E’comodissimo, immaginate ad esempio di star vedendo un video ed a un certo punto arriva una notifica Whatsapp. Di norma dovreste bloccare il video ed entrare in app per rispondere, ma richiamando Whatsapp dalla barra laterale vi si attiverà il pip e potrete comodamente interagire col servizio di messagistica senza dover uscire da Youtube e dunque senza interrompere la visione del video.

Gli aggiornamenti son sempre stati il tallone d’Achille dei dispositivi Oppo, ma finalmente c’è stata un’inversione di marcia. Oppo ha cominciato ad aggiornare con costanza i propri terminali, ed a dimostrazione di ciò Find X2 Neo ha già ricevuto l’update con le patch di Giugno. C’è ancora del lavoro da fare, ma le fondamenta sono solide.

Prezzo e conclusioni

Il listino è di 699 euro, non è un prezzo contenuto ma questo è proprio il caso di fermarsi e riflettere. La sola scheda tecnica fa pensare che si tratti di un medio gamma “maxato”, nulla di più sbagliato. Questo device è un top di gamma, ma con un SoC non di fascia alta. E non è detto da nessuna parte che sia necessariamente un male: i consumi sono più contenuti, le prestazioni sono ugualmente valide ed ha permesso all’azienda di dedicare gran parte del budget nelle altre componenti. L’Oppo Find X2 Neo è uno di quei dispositivi che la scheda tecnica ed un listino elevato ti portano a snobbare, ma poi quando li provi te ne innamori. Perchè noi c’è ne siamo innamorati, a tal punto che io lo utilizzo quotidianamente come mio smartphone personale. Se il vostro budget vi permette di acquistarlo, allora dategli una possibilità perchè merita tantissimo, lo consigliamo assolutamente. E’sconsigliato soltanto ai gamers ed a chi cerca prestazioni estreme, in quel caso serve un 865, ma bisogna scendere ad altri inevitabili compromessi. Questo invece è uno di quegli smartphone che qualsiasi cosa fa, la fa bene ed anche molto.

Design8.5
Display9
Prestazioni8.5
Autonomia8
Fotocamera9
Interfaccia8.8
Audio e Connettività9
Prezzo7.5
8.5
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Reolink Argus 2 + pannello solare: la RECENSIONE

Quando arriva l’estate, seppur diversa dal solito come questo anno, è sempre bene dare un’occhiata a cosa offre il mondo della tecnologia per preservare la propria abitazione. Oggetto della recensione di oggi è la videocamera di sorveglianza Reolink Argus 2, a cui ho abbinato il pannello solare e che ho utilizzato per creare un mini-sistema di protezione di casa.

Le caratteristiche principali che saltano all’occhio sono sicuramente la possibilità di installare la videocamera sia all’interno che all’esterno, la capacità di registrare in Full HD e sfruttare la rete Wi-Fi di casa per il trasferimento dei dati, la batteria ricaricabile e l’audio a due vie.

Basta prendere in mano la Reolink Argus 2 per identificare l’assenza di fili come uno dei principali punti di forza di questa videocamera di sorveglianza: infatti si può decidere se caricare la batteria estraibile a parte oppure se collegare il pannello solare alla videocamera e quindi sfruttare proprio la luce del sole. Questa peculiarità la rende sicuramente una delle migliori videocamere di sorveglianza sul mercato, a maggior ragione se consideriamo il rapporto qualità/prezzo. Ci arriveremo con calma scoprendo i punti di forza e di debolezza di questa videocamera.

La videorecensione

https://youtu.be/jISoZb24mOU

La confezione di vendita di Reolink Argus 2

L’unboxing di questa videocamera di sorveglianza è piuttosto ricco perché all’interno troviamo gli ovvi manuali, di guida rapida per iniziare ad utilizzarla, e alcuni adesivi che certificano la registrazione 24/7. All’interno del box non manca ovviamente la videocamera di sorveglianza, separata dalla batteria, una cover in silicone per proteggere la camera in esterna con una sorta di visiera che dovrebbe preservare le gocce di pioggia dirette sul sensore. Non è certo questa cover che la rende impermeabile, ma di sicuro è una ratifica della qualità nei dettagli da parte del produttore Reolink. A completare la dotazione troviamo due tipi di stand per la camera, uno adatto all’installazione interna, di tipo magnetico, ed uno invece dedicato all’installazione esterna, sicuramente di fattura più grezza ma fatto per resistere agli eventi avversi. Il pannello solare comunque presenta il cavo microUSB integrato, che quindi non si può rimuovere, e il suo apposito stand da esterno. Ultimo, ma non per questo meno importante, è una sorta di laccetto che si può attaccare alla cover in silicone della Reolink Argus 2: questo dovrebbe aiutare ad appendere la videocamera dove preferiamo.

La costruzione della videocamera

La qualità costruttiva, specialmente per un dispositivo che può essere montato in esterna, è di sicura rilevanza: la Reolink Argus 2 mostra un certa cura nei dettagli per mantenere l’impermeabilità: gli slot sono coperti da piccoli tasselli in silicone e, in generale, non ho ravvisato parti non a filo. Ogni piccolo sistema di aggancio funziona molto bene, la batteria si aggancia e rimane fissa in modo saldo. Frontalmente troviamo il cuore di questo dispositivo perché c’è il sensore per la registrazione dei video (o delle foto), contornato dai LED a infrarossi che servono per la visione notturna. Lo speaker altoparlante è posto sotto il sensore e serve per far ascoltare la nostra voce alla persona di fronte alla videocamera di sorveglianza. Lateralmente, invece, trova spazio lo slot microSD coperto dal guscio in silicone che ho menzionato sopra. Il LED di stato è posto centralmente e assumerà varie colorazioni: blu se è tutto OK, rosso se ravvisa qualche problema di funzionamento. E’ fin troppo ben visibile se acceso e diminuisce il senso di “occultamento” se vogliamo conferirne alla videocamera, ma tramite app si può disattivare tranquillamente.

La prima configurazione è davvero semplice: basterà inquadrare dall’app il QR Code posto sul retro della fotocamera e poi collegarci al Wi-Fi di casa, saremo subito online con questi semplici passaggi. Una configurazione che la rende pari ad altri competitor come D-Link.

La qualità di immagine della videocamera Reolink Argus 2

Osserviamo subito un certo lag tra ciò che inquadra la camera e ciò che accade di fronte alla camera, ma stiamo parlando di una frazione di secondo e, pertanto, non è nulla che possa limitare la fruizione della camera. La qualità di immagine è sufficiente per lo scopo: il numero di FPS può essere talvolta non sufficiente per avere l’immagine fluida, ma considerato che lo scopo è relativo alla sicurezza non mi sento di segnalarlo come un limite.

L’app Reolink

Un sistema di videosorveglianza trova le sue fondamenta in un app ben sviluppata e ben studiata, per organizzare tutte le videocamere a disposizioni ed offrire spunti smart all’utente. E’ questo il caso di Reolink che ha distribuito sia App Store che su Play Store un app ben fatta, intuitiva e con una buona grafica moderna.

L’app conferma il supporto degli assistenti vocali Alexa e Google Assistant, ma anche il supporto all’app IFTTT (che vi consiglio di approfondire perché per creare un ambiente smart è veramente eccezionale).

L’app è davvero intuitiva nei comandi: troviamo la possibilità di scattare screenshot di ciò che sta visualizzando la Reolink Argus 2, la possibilità di far partire una registrazione video che rimarrà in memoria della SD. Altra opzione prevista è quella di visualizzare a colori o in bianco e nero (consigliato di notte).

Da app possiamo attivare il microfono per sfruttare il famoso audio a due vie e quindi farci sentire nella stanza o nel luogo dove è installata la videocamera. Gli spunti di utilizzo per il microfono possono essere diversi: magari comunicare con il postino per dare indicazioni su una consegna oppure semplicemente attivare la campanella di allarme che arriva a 75 decibel. Sulla cifra non ho effettuato una misurazione precisa, ma posso assicurarvi che il rumore è molto molto forte e si fa sentire anche dai vicini e dovrebbe “aiutare” a far allontanare malintenzionati. Sempre in merito alla sicurezza, si può attivare o disattivare rapidamente il sensore di movimento che rileva appunto i movimenti. Tutto ciò, sensibilità compresa, può essere regolata dalle impostazioni dove si attivano le notifiche push ma anche le modalità di invio, come ad esempio gli orari in cui vogliamo riceverli. Chiaramente se siamo in casa, è inutile tenerle attive.

La batteria e il pannello solare

La batteria è molto capiente e, da specifiche, è una unità da 5200 mAh: la sua autonomia è molto variabile e dipende sicuramente da quanto funziona in modalità “attiva”. Se voi siete soliti aprire l’app spesso, attivate sempre la modalità di rilevamento del movimento, allora avrete un consumo differente. In linea di massima ho ravvisato un consumo di circa il 10% (controllabile da app) al giorno in questi casi, quindi ogni circa 10 giorni si può ricaricare. Ovviamente se programmate bene l’app, l’autonomia può salire sicuramente come rendimento e si scende anche a circa il 5-6% al giorno. Qui si può scegliere tra due possibilità: se tenete la Reolink Argus 2 collegata al pannello solare, non avrete mai necessità di ricaricarla a parte perché la luce (anche in giornate nuvolose) è sufficiente per ricaricare il dispositivo. Viceversa vi basterà smontare la batteria e procedere alla ricarica, la cui velocità dipenderà dall’alimentatore che utilizzerete.

Punti di debolezza

In questo paragrafo vi racconterò i principali limiti della Reolink Argus 2, ma vi faccio presente che si tratta di limiti soggettivi e che questi sono insiti nella natura di molte videocamere analoghe presenti sul mercato. Infatti la Reolink Argus 2 funziona grazie al protocollo Wi-Fi e non si basa su un sistema PoE

Se sentite la necessità di queste caratteristiche, probabilmente dovreste cercare direttamente un sistema di videosorveglianza diverso, come ad esempio uno capace di registrare 24/7 e che si basi sul protocollo PoE.

Un possibile limite riguarda la visualizzazione di immagine della videocamera, sicuramente non all’altezza dei modelli più costosi. Tenuto conto del prezzo, però, non ha nulla da invidiare ai diretti competitors, guadagnandone in altri fattori come il pannello solare e la batteria estraibile.

Il prezzo e le conclusioni

La videocamera di sorveglianza Reolink Argus 2 punta molto forte sulla versatilità, proprio per questo è diventata praticamente il best buy della casa produttrice. E’ indicata a chi sta cercando una videocamera che può essere installata indifferentemente all’interno o all’esterno e, sfruttando la vite inferiore, può essere spostata rapidamente secondo le proprie esigenze.

Il prezzo di questa videocamera è di circa 80€ sul sito ufficiale e potete sfruttare un codice sconto del 5% con questo codice ytb5offteam. Il pannello solare costa circa 20€. In alternativa potete acquistare la Reolink Argus 2 su Amazon.it al seguente link al prezzo di 114€. per il pacchetto videocamera+pannello. Solitamente sono presenti anche codici sconto, per questo motivo vi invito a seguire il canale Telegram AffariConTec.

Personalmente sono molto soddisfatto dell’esperienza con la videocamera Argus 2, molto comoda e versatile. Ovviamente tutto sta nelle vostre esigenze, perché qualora aveste bisogno di una soluzione più sofisticata dovreste rivolgervi a sistemi PoE.

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Cinturino Civilian Silicon UAG Apple Watch: la RECENSIONE

Urban Armor Gear è un marchio di qualità per i prodotti destinati a durare a lungo: ho comprato alcuni accessori nel corso del tempo e posso affermare che la durata è garantita. E’ per questo che ho provato il cinturino Civilian Silicone UAG per Apple Watch, realizzato in silicone ma con cura nei particolari e nei dettagli. La confezione di vendita è minimal: un piccolo box in cartone che contiene il cinturino separato nelle due parti, che si apre a libretto e che fa presagire la qualità del prodotto.

Tra le caratteristiche da menzionare riguardo al cinturino Civilian Silicon UAG c’è sicuramente il fatto che sia certificato contro il sudore, peculiarità che già ho potuto sperimentare in questi primi giorni caldi. Non finisce qui perché il cinturino resiste anche alle bassissime e alle altissime temperature, rendendolo adatto anche alle attività sportive di ogni genere.

Tra le caratteristiche più interessanti che mi sento di menzionare c’è il trattamento anti-microbico del cinturino, vale a dire che UAG è stata particolarmente attenta al fatto che questo cinturino può essere indossato tutto il giorno, anche d’estate, magari anche da sportivi. Non pensate all’idea di CoronaVirus, qui stiamo parlando di microbi e batteri che possono addensarsi comunemente nei posti umidi e può capitare spesso d’estate.

Le qualità del cinturino Civilian Silicon UAG

Il cinturino Civilian Silicone UAG è progettato per Apple Watch: si inserisce con estrema facilità e rimane saldo non appena viene collegato ad Apple Watch. Il sistema di chiusura è con i buchi, con la fibbia realizzata in metallo e colorata di nero, e poi si riprende quanto abbiamo osservato con i cinturini made by Apple, dato che il cinturino si infila all’interno. E’ realizzato in un silicone ben trattato, dato che comunque garantisce il comfort dato dalla morbidezza, mi verrebbe quasi da definire “setoso”. Al polso non infastidisce affatto, rimane molto leggero e sobrio.

La fibbia in metallo è ben realizzata, infatti non sono riuscita a staccarla anche in condizioni delicate e fortunatamente non si è mai agganciato a qualcosa (positivo anche in caso tentassero di rubarvi l’Apple Watch al polso).

Texture a nido d’ape all’interno, di un bel colore arancione, che contrasta ed aumenta l’appeal di questo cinturino. Ho preso anche la versione Civilian Silicon Scout UAG che si differenzia invece per essere monocolore, di un sobrio colore nero. Quindi Urban Armor Gear garantisce una serie di cinturini che si può adattare allo stile e all’esigenze di ognuno.

Vorrei soffermarmi sulla qualità del TPU utilizzato per realizzare questo cinturino: non si è mai rigato, nemmeno con l’unghia, non trattiene le impronte e, anche dopo averlo utilizzato praticamente ogni giorno per un mese, non ha perso un colpo in lucidità. E’ rimasta la stessa tonalità di colore del momento in cui lo ho acquistato. Mi preme anche sottolineare che si può pulire con un panno umido, qualora lo sporco sia esagerato.

Il prezzo e la mia opinione

Il prezzo del cinturino Civilian Silicone di UAG è di 34,49€, lo potete acquistare sia sul sito Amazon.it che sul sito ufficiale dell’azienda. Personalmente ritengo che il rapporto qualità/prezzo sia assolutamente adeguato, data l’ottima sensazione che mi ha restituito il materiale con cui è realizzato e la robustezza della fibbia.

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D-Link DCS-8515LH: la RECENSIONE

Quando arriva l’estate, viene quasi spontaneo pensare alla sicurezza della propria abitazione. Per questo motivo ho deciso di testare la videocamera di sorveglianza D-Link DCS 8515LH, un modello veramente interessante, in grado di soddisfare molte esigenze dei consumatori. Non è il primo modello di D-Link che provo, per questo motivo posso confermare da subito l’avanzamento tecnologico osservato rispetto al passato. Il modello DCS 8515LH è caratterizzato dalla comodissima funzione Pan&Tilt e, soprattutto, dalla presenza del Motion Tracking automatico. E’, come sempre, l’app D-Link che offre il meglio delle funzioni, sia su Android che su iOS, per garantire una buona personalizzazione.

Il design

L’aspetto estetico di una videocamera di sorveglianza da interno non dovrebbe colpire particolarmente, anche per rimanere al sicuro da occhi indiscreti e, magari, mescolarsi con l’arresamento già esistenza. La D-Link DCS 8515LH riesce a nascondersi soprattutto grazie alle dimensioni ridotte, pur mantenendo l’aspetto assolutamente tipico. Base bianca di appoggio, superficie superiore di colore nero lucido. E’ realizzata quasi esclusivamente in plastica, ma non per questo si può considerare meno durevole dato che la sua funzione sarà quella di rimanere immobile dove la posizionerete. Non mancano ovviamente i piedini in gomma per renderla stabile su un piano di appoggio, ma è comunque possibile appenderla in qualsiasi posizione.

A livello visivo, con una rapida ispezione, potrete identificare due LED a infrarossi per la visione notturna, posti a lato del sensore della videocamera, un sensore di luminosità posto sopra di essa. A completare la videocamera troveremo uno slot per la card microSD per salvare i nostri filmati e poi un microfono sulla parte anteriore e uno speaker altoparlante nella parte posteriore, per la comoda funzione di audio a due vie.

All’interno del box di vendita troveremo la videocamera di sorveglianza, una guida rapida per l’utilizzo, il certificato di garanzia, un alimentatore con formato microUSB per la connessione alla videocamera e la staffa di fissaggio a parete, se la vorrete utilizzare.

I requisiti minimi e il primo utilizzo

La videocamera D-Link DCS 8515LH è caratterizzata da una grande usabilità: l’intuitività dei comandi è alla base dell’esperienza d’uso che vuole offrire il produttore. Questa videocamera è di tipo Wi-Fi, quindi richiede che ci sia una rete funzionante (ed elettricità in casa), con protocollo minimo g/n. In questo senso posso rassicurarvi che si tratta di un protocollo molto comune sul 99% dei modem in circolazione ma potete comunque controllare il vostro per conferma. Inoltre dovrete avere a disposizione un dispositivo Android o iOS con almeno il Bluetooth 4.0 per poter gestire l’app rispettivamente da Play Store o App Store.

Il primo utilizzo è davvero intuitivo: si parte posizionando la videocamera di sorveglianza dove vogliamo, la colleghiamo all’alimentatore e, successivamente, scarichiamo l’app mydlink. Una volta scaricata, utilizzate il comodo QR code presente nella guida rapida e collegate la D-Link DCS-8515LH alla rete Wi-Fi. Una volta eseguito l’accesso (è richiesta la registrazione a D-Link per fruire dei servizi), tutto sarà immediato: selezionate la videocamera di sorveglianza e iniziate a vedere cosa sta filmando e quali sono le opzioni principali.

Le funzioni principali di DCS 8515LH

La videocamera da sorveglianza da interni di D-Link fornisce diverse funzioni. Per comodità vi farò un breve elenco qui di seguito:

  • motion tracking automatico, ossia potrete tracciare e seguire un oggetto (più verosimilmente una persona) in movimento in modo automatico. Ovviamente va configurato in modo da evitare che segua in automatico sempre il vostro animale domestico, se lo avete.
  • potrete selezionare alcuni angoli specifici nella modalità panoramica e poi con un click ingrandire proprio quelle zone.
  • Si possono registrare i video e salvarli o sulla microSD card o sul cloud proposto in abbonamento da D-Link.
  • E’ compatibile con gli assistenti vocali di Google, di Amazon e funziona perfettamente con l’app IFTTT.
  • Attiva le notifiche in caso di rivalemento di rumori e di movimento.
  • E’ prevista la visione notturna fino a 5 metri con i LED a infrarossi di cui vi ho parlato in precedenza.
  • Si può utilizzare la funzione di pinch to zoom.
  • E’ presente la modalità di audio a due vie, grazie alla presenza del microfono e dello speaker.
  • La risoluzione è HD: 1280×720 pixel.
  • La funzione che ho maggiormente apprezzato riguarda la rotazione della videocamera di sorveglianza, infatti monta un sensore grandangolare che amplia molto la visione ed inoltre si può spostare a 340 gradi in orizzontale e 105 gradi in verticale: l’ambiente è quasi totalmente coperto. In questo caso vale la pena segnalare che il rumore del motore durante la rotazione si può avvertire anche a qualche metro di distanza.

La mia opinione finale su D-Link DCS 8515-LH

La videocamera da interni di D-Link è uscita sul mercato con un prezzo che si aggirava intorno ai 130€, in questo momento si può acquistare anche a 85€ direttamente su Amazon con le ovvie garanzie del caso e ciò fa sicuramente migliorare il rapporto qualità/prezzo.

Le numerose caratteristiche accrescono la fruibilità di questa videocamera che risponde all’esigenza di mantenere al sicuro la propria abitazione in caso di assenza. Si collega tramite Wi-Fi e, quindi, richiede energia elettrica per funzionare. L’app è un punto a favore, a patto che magari compriate più di una videocamera da interno e anche altri dispositivi di D-Link: in questo modo apprezzerete al 100% l’esperienza offerta dall’esperto produttore.

La videocamera D-Link DCS85x15LH mi ha mostrato tutti i suoi pregi e gli avanzamenti tecnologici, personalmente non ho capito bene l’assenza della risoluzione Full HD, presente invece su modelli passati.

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