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Acer TravelMate X5 – la RECENSIONE del laptop per professionisti in mobilità

Acer ormai è una realtà nella produzione dei laptop dedicati a professionisti, infatti la serie TravelMate è particolarmente indicata a chi lavora spesso in mobilità e necessità di un laptop compatto e prestante.

Acer TravelMate X5 è un notebook con display da 14 pollici 1080p in grado di accompagnare nella vita quotidiana lavorativa, senza avere troppe mancanze.

In questa recensione scopriremo i vantaggi e gli svantaggi di questo laptop, in modo da farvi comprendere a pieno le sue potenzialità.

Specifiche e le diverse configurazioni

Il modello in prova è Acer TravelMate X514-51

  • Intel Core i5 – 8265U @1.60GHz – 1.8GHz
  • Intel UHD Graphics 620
  • 8GB di RAM
  • 256GB SSD Kingston RBUSNS8154P3256GJ1
  • Display da 14 pollici con risoluzione Full HD (157 PPI)
  • Batteria da 36W
  • 980 grammi

Acer TravelMate X5 è disponibile in diverse configurazioni che potete trovare direttamente sul sito ufficiale, tra queste le principali differenze sono la capacità di memoria ed il processore Intel i5 o i7. Esiste una versione con 8GB e 512GB di SSD o anche una caratterizzata dal chip Intel Core i7 8565U da 16GB di RAM e 512GB di SSD che rappresenta la configurazione top. Sulla con

 

Acer TravelMate X5: costruzione e design

Lo spessore massimo raggiunge appena i 15 mm, è davvero ridotto all’osso ed è probabilmente il laptop più leggero che abbia mai provato in questa categoria. Siamo intorno ai 980 grammi. Questo è giustificato dall’uso del policarbonato e, in parte, da una lega di magnesio che riduce il peso all’osso. Il vantaggio è indubbiamente la leggerezza del portatile, il contro è che l’Acer TravelMate X5 flette un po’ se forzato. La tastiera è retroilluminata e questo rappresenta un importante vantaggio se vi capita di lavorare in condizioni di scarsa luminosità: tenete conto che se il laptop è alimentato a parete, la retroilluminazione è sempre attiva. Se fate affidamento alla batteria integrata, allora dovrete attivarla tramite Fn+F8. La tastiera presenta una corsa ridotta tra i tasti ed il feedback è molto liscio, pertanto usando la tastiera avremo la stessa sensazione usando i tasti laterali (come la barra spaziatrice o il backspace) piuttosto che lettere centrali. Il layout è italiano e manca il tastierino numerico, come prevedibile viste le dimensioni complessive del portatile. Il trackpad è di ottima fattura, risponde in modo sempre preciso e convincente ed inoltre integra anche una serie di gestures molto utili. Avendo una superficie liscia riesce a offrire una ottima comodità di esecuzione delle gestures.

Sotto alla tastiera trova luogo il lettore di impronte digitali, molto comodo per aumentare la sicurezza nel caso vi capiti di lasciare incustodito il vostro portatile. Purtroppo su circa 10 tentativi, soltanto il 70% va a buon fine: dato che si tratta di una tecnologia ormai più che rodata mi aspettavo una precisione maggiore. Sempre rimanendo in tema di sicurezza, sul bordo sinistro troviamo anche un host per il cavo Kensington.

Le ventole sono davvero silenziose e la temperatura non è mai elevata. Le griglie di dissipazione sono posizionate vicino alla cerniera di apertura del display e stupisce per la quantità ridotta di rumore che producono: questo è facilmente spiegato dalla frequenza mai troppo elevata del processore. Troviamo altre tre griglie nella parte inferiore del laptop, motivo per cui vi consiglio di usare supporti di questo genere per mantenere sempre il laptop molto freddo.

Le cerniere sono molto solide sono molto solide e permettono di aprire il display fino a 180 gradi: davvero comodo per mostrare ai propri colleghi al volo ciò su cui si sta lavorando.

 

Acer TravelMate X5: display

Il display è un pannello IPS LCD da 14 pollici con una risoluzione Full HD con effetto opaco. Personalmente mi sento di apprezzare questa scelta perché si riducono notevolmente i riflessi rispetto a molti altri pannelli lucidi che mi è capitato di provare. Nella configurazione provata non era un pannello touch, pertanto analizzando la qualità del pannello mi posso riferire solamente alla qualità complessiva.

La fedeltà dei colori è molto naturale, non ci sono esagerazioni in termini di saturazione dei colori. Il contrasto dei neri non è esagerato e ve ne renderete conto già osservando il nero della barra di Windows 10. Per poter guardare una puntata su Netflix o Prime Video, però, potete stare più che tranquilli perché il risultato è più che godibile. La luminosità complessiva non supera i 300 nits, ma risulta abbastanza omogenea in tutte le parti dello schermo.

I tempi di risposta del display fanno sì che sia adatto tranquillamente alla riproduzione multimediale, quindi potete godervi puntate e serie TV, ma ovviamente non è propriamente consigliato per il gaming: questo è quasi scontato dato che non è pensato per questo fine.

Acer TravelMate X5: connettività

Questo aspetto è senza dubbio uno dei più rilevanti per chi lavora con il proprio PC ed in questo il laptop Acer non delude affatto, difatti propone anche una porta USB C 3.1 Gen1, una porta HDMI, due porte USB-A (ancora fondamentali in molti circostanze), il jack da 3.5mm e il connettore per l’alimentazione proprietario.

Il Bluetooth è in versione 5.0 e il funzionamento è risultato ottimo anche con diversi device a cui ho accoppiato il PC, tra cui l’ottima MX Keys o il mouse MX Master 3. Il Wi-Fi supporta anche il protocollo ac ed è risultato molto stabile, seppur con una velocità media di caricamento di circa 500Mb/s.

 

Acer TravelMate X5: considerazioni e esperienza d’uso

Trovo che il laptop di Acer sia un interessantissimo prodotto per chi cerca un dispositivo con cui lavorare soprattutto sul web o con suite di lavoro, pertanto ci si gode al meglio tutti i punti di forza. Spendendo, però, circa 1000€ si mettono sul piatto diverse considerazioni: se non vi interessa minimamente il gaming, data anche l’assenza di una scheda grafica distinta (non sarebbe nemmeno entrata in uno spessore così ridotto) oppure l’editing video (per quello grafico qualcosa si può fare), allora la scelta di TravelMate X5 è consigliata.

Gli altoparlanti sono posizionati sotto allo chassis, questo implica una qualità non eccellente perché la superficie su cui poggia il laptop sicuramente non aiuta moltissimo nella diffusione nel suono. Se il vostro dubbio riguarda, però, la riproduzione di contenuti multimediali come, ad esempio, da YouTube, Netflix, Prime Video allora su questo potete stare più che sereni perché la qualità è più che accettabile. Infatti, in queste circostanze, io mi sento sempre di consigliarvi cuffie (anche con cavo dato che c’è il jack da 3.5mm).

Nella vita lavorativa però trova il suo focus indiscusso: ho lavorato con tutta la suite Office senza difficoltà, provando sia alcune soluzioni proprietarie (Microsoft), sia alcune soluzioni open source (LibreOffice), per rendermi conto delle potenzialità e i risultati hanno pienamente soddisfatto le attese. Non raggiungendo temperature piuttosto elevate, la CPU si comporta bene pur non raggiungendo picchi di frequenza che avrebbero dato un pizzico di sfrontatezza e velocità in più. Con ciò però si evita il fenomeno del throttling che su una macchina da lavoro si rivela piuttosto importante.

Non ho mai rilevato malfunzionamenti o bug o freeze improvvisi, a fronte di qualche rallentamento o apertura di app e programmi.

 

Archiviazione e Autonomia

Il laptop Acer TravelMate X5 è un ottimo laptop che presenta diversi tagli di SSD a disposizione, si tratta di unità Kingston che si comportano bene come tempistiche di apertura e . Se confrontato con altri laptop sicuramente può far meglio in termini di prestazioni (ad esempio contro lo Swift della stessa casa), ma è anche possibile aumentare lo spazio di archiviazione tramite una unità SSD M.2 2280.

L’autonomia invece è guidata da una batteria da 36Wh che, secondo quanto dichiarato dal produttore, promette di arrivare a 10 ore. Onestamente mi sono sempre assestato sulle 8 ore circa con una range di 30 minuti in più ed in meno. L’utilizzo ha previsto quasi sempre la riproduzione di contenuti multimediali (YouTube e Spotify), molto lavoro con le suite Office e, in parte, anche navigazione web. Per caricare il laptop c’è un compatto alimentatore da 45W in confezione, molto rapido per avere una carica piena in poco tempo.

 

Disponibilità e prezzo

Acer TravelMate X5 TMX514-51T-73SW Notebook con Processore Intel Core i7-8565U, Ram 16GB DDR4, 512GB PCIe NVMe SSD, Display 14
Prezzo consigliato: 1330.99€
Risparmi: 16€ (1%)
Prezzo: 1314.99€

Il laptop Acer TravelMate X5 può essere acquistato nelle differenti configurazioni a circa 1000€ per la versione base fino a circa 1400€ per la versione top di gamma.

 

E' fondamentale comprendere che questo laptop non è dedicato ai professionisti del graphic design, ai videomaker o agli artisti: è un laptop pensato in tutto e per tutto a chi cerca un laptop davvero leggero, pensato per la produttività in mobilità. L'Acer TravelMate X5 pesa meno di 1 kg, è comodissimo per chi viaggia molto e utilizza il laptop per utilizzare la suite Office, si vuole godere qualche episodio di una serie di Netflix mentre si è in treno oppure programma abitualmente senza necessità di avere una scheda grafica. Il prezzo è di circa 1000€ per la versione base, comprensibile se guardiamo la scheda tecnica e se pensiamo al tipo di laptop.
Design7.8
Schermo8
Prestazioni7.5
Autonomia7
PRO
E' incredibilmente leggero
Le prestazioni sono convincenti
Lo schermo presenta colori molto naturali
Buon numero di porte a disposizione
Il display presenta colori molto precisi
CONTRO
Lo chassis flette delicatamente se posto a forzatura
Arriva fino a sera se non utilizzate molto i media
Manca la porta Ethernet
7.6
Acquista da qui!
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Accessori Recensioni

Amazon Echo Dot con orologio (3a gen) e Amazon Echo (3a gen): RECENSIONE

Alexa o Google Assistant? Il quesito è sempre più forte, anche sul finire del 2019. Finalmente ho avuto modo di provare ben due dispositivi Echo: Amazon Echo Dot di 3a generazione con la nuova integrazione di un orologio e Amazon Echo di 3a generazione.

Il mio assistente vocale è stato finora Google Assistant, un po’ perché avevo approfittato della disponibilità di offerte incredibili appena uscito, un po’ per la comodità di averlo sempre sul proprio smartphone. Questo articolo vuole essere a metà tra una recensione dei nuovi prodotti Echo e una constatazione sullo stato dell’arte degli assistenti virtuali all’alba del 2020.

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Amazon Echo Dot con orologio

Il lancio del piccolino Dot è stato quello che ha permesso l’ingresso di Alexa in tantissime case nel mondo, specialmente con i prezzi del Black Friday. La riedizione del Dot integra un orologio all’interno dello speaker e una serie più ricca di colorazioni del tessuto: grigio melangé, grigio scuro, malva (una sorta di bordeaux) e il classico antracite. Non cambiano le dimensioni, non cambiano le specifiche tecniche dello speaker e continuiamo a parlare di un dispositivo che misura 43 x 99 x 99 mm. La sua qualità minimal è indubbia in entrambe le versioni e la principale differenza è riscontrata nella presenza dell’orologio integrato sotto alla cover in tessuto: l’orologio è costituito da LED che sfruttano un sensore di luminosità. Questo sensore è in grado di regolarsi automaticamente in base alla luce circostante e, specialmente se lo montate in camera da letto, non vi darà noie al buio riducendo al minimo l’emissione di luce.

Lo speaker mostra l’ora in modo fisso, ma può mostrare anche la temperatura se chiedete ad Alexa informazioni sui gradi esterni oppure il countdown se fissate un timer (comodissimo quando buttate la pasta, è forse una delle cose che chiedo di più).

Nuovo Echo Dot (3ª generazione) - Altoparlante intelligente con orologio e Alexa - Tessuto grigio chiaro
Prezzo consigliato: 69.99€
Risparmi: 25€ (36%)
Prezzo: 44.99€

La qualità dell’Echo Dot è indiscutibile: lo speaker integra microfoni direzionali a 360 gradi ed è in grado di catturare la vostra voce anche se siete in stanze differenti (ovviamente dipende dalle dimensioni della casa) e monta degli altoparlanti che riescono ad emettere un suono davvero potente e pulito, quasi da non credere viste le dimensioni. Le funzionalità di Alexa sono davvero al top e non si avvertono reali mancanze, da questo punto di vista, rispetto ai modelli di fascia superiore.

Negli Stati Uniti la differenza di prezzo era di circa 10 dollari, in Italia si parla di 69.99€ per il prezzo di listino. Fortunatamente le offerte non mancano ed è stato possibile acquistarla a 24.99€ nei giorni di prezzo minimo, mentre attualmente costa intorno ai 35€. Il prezzo è sicuramente allettante per acquistare il dispositivo con orologio, infatti costa circa 10€ in più.

Quale dovreste preferire tra i due Echo Dot? L’orologio è comodo, ma se parlate con Alexa vi dirà l’ora esatta senza problemi.

A mio avviso l’integrazione dei LED per l’ora, il timer o la temperatura probabilmente non vale 10 euro, ma sicuramente è un tocco minimal in più che può dire la sua se poggiato sulla scrivania oppure su un comodino. Se Amazon avesse integrato qualche piccolo cambio nelle specifiche tecniche, probabilmente sarebbe diventato il vero best buy.

 

Amazon Echo 3a Gen

Il modello Echo è sicuramente più pregevole se parliamo di qualità tecnica: lo speaker è più grande e sicuramente la riproduzione musicale è di qualità superiore, tanto da rendere l’ascolto della musica un piacere importante. Una cosa che dovete fare assolutamente se avete più dispositivi Amazon Echo in casa è quella di configurare un gruppo “Multistanza” e riprodurre la musica come se fosse un impianto stereo multicassa. Questo tipo di caratteristica è utilizzabile se e solo se caricate musica dalla rete (non è valido quindi usare il cavo AUX).

La terza generazione di Amazon Echo è disponibile in diverse colorazioni: rossa (edizione limitata, perfetta per le festività), antracite, blu-grigio, grigio chiaro e grigio melangé. Queste colorazioni permettono di adattare perfettamente lo stile estetico del dispositivo a qualsiasi tipo di arredamento, più moderno o classico che sia.

Echo Dot (3ª generazione) - Altoparlante intelligente con integrazione Alexa - Tessuto antracite
Prezzo consigliato: 59.99€
Risparmi: 25€ (42%)
Prezzo: 34.99€

Esteticamente si presenta identico alla generazione precedente, con lo stesso tessuto a contraddistinguere la presenza estetica sui vostri mobili. Anche dal punto di vista hardware integra gli stessi altoparlanti, perché monta un woofer da 3 pollici e un tweeter da 0,8 pollici (contro l’altoparlante unico da 1,6 pollici del modello Echo Dot). Questo fa intuire come le dimensioni maggiori servano a garantire una qualità audio maggiore e Amazon non lesina informazioni relativamente alla scheda tecnica.

Personalmente affiancherei per un confronto non Echo Plus di ultima generazione, ma quello della generazione precedente, con cui condivide molto dell’architettura hardware degli altoparlanti. Personalmente sceglierei Echo di ultima generazione perché integra una migliore equalizzazione a livello musicale, anche se i bassi rimangono un po’ morbidi e si poteva osare un po’ di più su queste frequenze. Se però avete dentro casa un impianto home theatre sicuramente non rimarrete colpiti dalla qualità audio e potreste valutare di sfruttare altri canali di riproduzione. La vera differenza rispetto al modello Plus rimane il protocollo Zigbee integrato per il controllo di alcuni dispositivi di Smart Home e il sensore di temperatura.

Valutate bene quanto avete bisogno di queste due caratteristiche (Zigbee e sensore di temperatura) per decidere se avete bisogno del modello Echo o Echo Plus: sono queste a fare davvero la differenza.

 

Alexa vs Google Assistant: considerazioni

Inizialmente avevo pensato di raccontarvi solo le funzionalità di Alexa per capire se questo tipo di dispositivi poteva fare al caso vostro, ma continuando l’esplorazione delle skills e delle capacità dell’assistente virtuale di Amazon mi sono trovato spesso a confrontare quest’ultimo con Google Assistant.

La mia impressione è che Amazon continui a investire su questa realtà virtuale, incentivando gli sviluppatori a creare skills utili per migliorare la fruibilità quotidiana.

Spesso e volentieri mi sono ritrovato a pensare che la differenza tra Google Assistant e Alexa sia dovuta al fatto che continuamente Amazon mi ricorda quali sono le potenzialità di Alexa, cosa gli si può chiedere, come può essere davvero integrata all’interno della vita quotidiana.

Ho provato a tirare giù le domande che gli pongo più spesso e vi faccio un breve riepilogo:

  • Alexa, che ora è?
  • Alexa, che temperatura c’è fuori?
  • Alexa, come sono le previsioni meteo oggi?
  • Alexa, riproduci le notizie del giorno? Qui ho avuto un po’ di difficoltà perché avrei gradito come fonte il Giornale Radio di Radio2, ma è una mia questione soggettiva.
  • Alexa, imposta led scrivania bianco caldo.
  • Alexa, spegni luce scrivania.
  • Alexa, chiama Flavietta.
  • Alexa, imposta timer a 10 minuti (per la cottura della pasta)!
  • Alexa, stop.
  • Alexa, vai alla prossima canzone.
  • Alexa, ripeti la canzone precedente.
  • Alexa, riproduci This is Mumford and Sons su Dappertutto (è il gruppo di altoparlanti in cui ho unito i due dispositivi Amazon Echo).
  • Alexa, quali sono i miei impegni oggi? Dovrete sincronizzare il vostro calendario.
  • Alexa, aggiungi alle cose da fare “lavatrice”.
  • Alexa, ha vinto la Roma?

L’integrazione con gli altri dispositivi mi è sembrata molto più rapida e intuitiva rispetto a quanto mi era capitato di provare con Google Home Mini, dove ad esempio le Yeelight le avevo configurate con IFTTT.

Personalmente poi ho apprezzato l’idea di aggiungere la lista della spesa, avendo uno store ecommerce alle spalle chiaramente Amazon ha sviluppato e integrato al meglio questo tipo di caratteristica. Dovete stare piuttosto attenti perché altrimenti potresti ritrovare ad ordinare molte più cose di quelle di cui avete bisogno. Potete creare quante liste volete, sono sicuramente comode.

Di per sé non ci sono tantissime cose che discriminano Alexa rispetto a Google Assistant, ma spesso e volentieri mi sento ripetere da quest’ultimo “scusami, non ho capito” e ho l’impressione che Google si sia un po’ fermata nell’evoluzione di questo progetto interessante.

Personalmente apprezzo quando Alexa comprende meglio il gergo colloquiale, specialmente rispetto alla controparte di Google.

Spesso a fare la differenza è chiaramente il modo in cui date un comando all’assistente vocale di riferimento, tenete sempre conto prima di fare la domanda.

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Fotografia Recensioni

Andycine A6: Recensione del Field Monitor per fotocamere

La mia Sony A6300 è una ottima fotocamera mirrorless, ma ha un difetto che purtroppo reputo grave: lo schermo non è ruotabile e per questo motivo mi sono orientato sull’acquisto di un monitor esterno che mi aiuti sia a vedermi nel caso di vlogging, sia nel caso voglia riprendere all’aperto e avere uno schermo più ampio.

Nel gergo tecnico questo si chiama field monitor e, fortunatamente, nel corso degli anni sono diventati prodotti più accessibili.

Dopo tanto tempo e tanta indecisione, dopo aver valutato tanti brand, mi sono orientato sul monitor Andycine A6: un display esterno venduto con braccio di sostegno per l’aggancio alla propria macchina. La caratteristica principale che cercavo era un compromesso tra dimensioni (non più di 6 pollici) e risoluzione Full HD. Fortunatamente i pregi non finiscono qui, anzi molte altre chicche le ho scoperte usandolo.

Cosa troviamo all’interno della confezione

Prima di procedere alla recensione completa, ecco costa troviamo quando effettuiamo il primo unboxing di Andycine A6:

– monitor andycine A6
– cavo HDMI
– ombrellone parasole
– un braccio magico

Qualità di costruzione

Il monitor Andycine A6 è costruito in plastica, molto rigida per garantire una buona durabilità. L’obiettivo primario è quello di avere un peso contenuto: il risultato ottenuto è un monitor molto compatto e comodo da trasportare in giro, non solo per lavoro ma anche in vacanza.

All’interno della confezione troverete un tilt-arm, ossia un braccio su cui potrete montarlo, in modo da avere a disposizione non solo il monitor ma anche uno slot per un microfono esterno (il mio setup prevede anche un Rode Video Micro).

Esteticamente è molto semplice: un monitor da 5,7 pollici con rapporto 16:9 che si adatta benissimo alla risoluzione Full HD o, eventualmente, 4K della propria macchina. Sul bordo include poi 8 bottoni fisici per l’accensione/spegnimento, il tasto menù, tasti di navigazione del menù e 4 tasti personalizzabili. Non mancano poi 3 host per la vite da 1/4 di pollice tipica dei treppiedi.

Alimentazione e connettività

Andycine A6 è un field monitor con una buonissima connettività per lo scopo a cui serve; infatti arriva con un cavo HDMI che permette la connessione diretta da fotocamera a monitor con supporto fino al 4K in fase di registrazione.

Come alimentazione abbiamo due possibilità: quella di base è ovviamente l’alimentazione a muro con cavo e alimentatore forniti in confezione, ma per avere la massima portabilità meglio comprare una batteria NPF.

Vanno bene di più tipi, io ho sfruttato quella di un altro LED ed è una NPF-970. Con questa, in termini di autonomia sono riuscito a fare discrete ore di video senza dovermi preoccupare. Se siete interessati, potete acquistare qui direttamente su Amazon.it.

Proseguendo l’esplorazione della connettività troviamo un jack audio da 3,5 mm per ascoltare in cuffia la riproduzione audio (anche se è presente un po’ di latenza, ma per controllare le riprese a posteriori va benissimo), più una porta USB per eventuali upgrade firmware.

Qualità di Andycine A6

Il punto forte di questo on-camera monitor è sicuramente il display da 5.7 pollici con risoluzione 1920 x 1080 pixel, più che luminoso anche in ambienti esterni.

Può arrivare fino a un massimo di 460 nits di luminosità, inoltre in confezione troviamo il tipico “ombrellone parasole” che aiuta nel caso di giornate assolate come quelle estive.

Rispetto ad altri monitor che avevo valutato, ha anche una buonissima riproduzione dei colori con le giuste temperature e il giusto bilanciamento del bianco. Ci sono una serie di funzionalità interessanti che aiutano a migliorare i nostri video: schermo ruotabile (se lo guardi da dietro la fotocamera o frontalmente), funzioni di false color per gestire al meglio l’esposizione, esposizione zebra per evitare sovraesposizioni, ma anche possibilità di avere lo zoom a tre step fino a 16X.

Nella vita quotidiana ho trovato poi utilissimo avere a disposizione i display marker per avere le giuste informazioni circa i nostri frames. Il Focus Peaking ci aiuta poi a mettere sempre a fuoco i nostri oggetti/soggetti.

La latenza non è il suo punto forte, ma quando viene utilizzato per vlog o per riprendere all’aperto, il ritardo di qualche frazione di secondo non è assolutamente limitante.

Considerazioni generali

Rispetto ad altri camera-monitor, Andycine A6 non ha la rotazione automatica ma è un problema che si risolve rapidamente assegnando questa funzione ad uno dei tasti fisici. Trovo che abbia la dimensione perfetta per rimanere piccolo in dimensioni, ma essere sufficientemente grande per farmi capire se ho gli oggetti messi a fuoco. Se poi attivate il focus peaking, allora questa funzione agirà anche su tutte le scritte e su tutti i menù. Si tratta di un limite software, di poco conto ma sempre un limite.

Personalmente sono più che soddisfatto di questo monitor e mi sento di consigliarlo a chi ha necessità di un monitor in-field per le sue attività di videomaking.

A chi lo consiglio?
Andycine A6 è una soluzione economica che rappresenta un pratico compromesso per chi si avvicina al mondo del videomaking e non può permettersi spese poco ragionevoli. Con al massimo 200€ ci si può portare a casa un monitor da camera con diverse funzionalità interessanti, con lo schermo flippabile e i colori ben tarati. Pronto ad aiutare in riprese all'esterno, ad aiutare i vloggers che non hanno una fotocamera con schermo ruotabile, Andycine A6 è la giusta soluzione grazie anche al peso ridotto e la solida costruzione. Il rapporto qualità/prezzo è sicuramente adeguato a quanto state davvero acquistando!
Costruzione7.5
Funzioni7.5
Prestazioni7.5
Qualità/prezzo8.2
7.7
Acquista da qui!
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Audio Recensioni

JBL Tune 120TWS: la recensione degli auricolari True Wireless

Ciascuno di noi, nel mondo tecnologico ma in tutti i settori in generale, quando deve acquistare/provare un prodotto cerca di affidarsi a brand di esperienza e qualità. Nel mondo dell’audio, soprattutto “mobile”, non c’è dubbio che uno dei brand più affidabili sia rappresentato da JBL. La recensione di oggi riguarda gli auricolari True Wireless JBL Tune 120TWS, disponibili da pochi mesi sul mercato italiano al prezzo di listino di 99€. Personalmente, sono sempre stata scettica sul true wireless. Certamente controcorrente rispetto alle tendenze degli ultimi anni, arrivate al culmine con gli AirPods (diventati uno status symbol, come sempre), non mi fidavo della mancanza dei cavi, mi trasmettevano poca sicurezza ed il costante timore di perdere gli auricolari.

Videorecensione JBL Tune 120 TWS

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Saranno riusciti JBL e questi auricolari a convincere una affezionata dell’ “old style” come me? Scopriamolo insieme più avanti!

JBL Tune 120TWS: unboxing e design

Il primo impatto con JBL Tune 120TWS è stato molto positivo: belli gli auricolari e ancor più bella la loro custodia. Il case contiene gli auricolari con un sistema a calamita per l’aggancio magnetico dei due elementi che, quando riposti all’interno, vengono mantenuti in carica. Il livello di carica è controllabile tramite i 3 LED presenti sulla custodia, che indicano appunto il livello di batteria della stessa.

Il design degli auricolari JBL Tube 120TWS è in-ear e ciascun elemento pesa circa 73 grammi. Per l’adattamento alla dimensione delle orecchie di ognuno, all’interno della confezione sono riportate 3 differenti grandezze dei gommini. Su ciascun auricolare è presente una spia luminosa orizzontale, che assume colorazioni e intermittenze diverse in base al comando che si sta eseguendo.

L’unboxing è completato dal cavo USB di alimentazione per il case e dai manuali d’uso. 

JBL Tune 120TWS: integrazione bluetooth e comfort

Gli auricolari JBL Tune 120TWS sfruttano la connettività Bluetooth 4.2, che permette di associarli ai più disparati dispositivi e, in particolare, con gli smartphone. L’associazione è molto semplice: quando le sorgenti si connettono gli auricolari emettono un caratteristico suono e la spia luminosa posta su ciascuno di essi si illumina. A livello di stabilità, devo dire che i risultati sono stati soddisfacenti, anche allontanandosi dal dispositivo connesso o cambiando stanza (a patto che i muri non fossero troppo spessi). Mi sento, però, di esprimere un po’ di scetticismo sulla tecnologia BT 4.2, quando ormai la versione 5.0 è d’uso comune e permette un minor battery draining.

Dal punto di visto del comfort, invece, devo dire che mi aspettavo maggiore praticità. Sicuramente, la possibilità di cambiare i gommini adattandoli alla dimensione del proprio orecchio è un buon punto di partenza. Tuttavia, dopo ore di utilizzo, l’auricolare si fa sentire e mi ha cominciato a dare una sensazione di fastidio. In generale, poi, non avendo un design flat, ho avuto ogni tanto qualche scivolamento (ad esempio indossando o levando un indumento). E’ in definitiva questo l’aspetto che mi ha convinto meno degli auricolari JBL Tune 120TWS.

JBL Tune 120TWS: qualità dell’audio e utilizzo

Qualità: c’è davvero bisogno di dirlo? Basato sulla tecnologia JBL Pure Bass Sound, l’audio è pulito e complessivamente equilibrato, genericamente tendente verso l’esaltazione dei bassi. I driver dinamici 5.8 mm permettono di spaziare da una frequenza di 20Hz a 20kHz, con massimo SPL raggiungibile pari a 96 dB. 

Dal punto di vista dell’utilizzo, devo dire che è stato divertente imparare a conoscere ed utilizzare tutte le gesture di questi auricolari. Innanzitutto, va precisato che non esiste una app di utilizzo dedicata per la gestione degli auricolari e le azioni sono controllabili tramite i tasti fisici presenti su ciascun elemento per cui, in base a che si tocchi l’auricolare destro o il sinistro, cambiano i comandi. Ad esempio, è utilizzando il destro che potrete attivare Siri o Google Assistant e quindi comandare direttamente con la vostra voce lo smartphone, per avviare la musica o chiamare qualche contatto. Con il sinistro invece, potete dare l’input per la riproduzione avanti o indietro di un brano. O, ancora, premendo un pulsante a scelta per circa 2 secondi potete accendere gli auricolari. Insomma, diverse funzionalità di comando veloce e manuale, che trovate tutte sulla guida nella confezione e che renderanno gli auricolari certamente più pratici, anche per comandare lo smartphone. 

JBL Tune 120TWS: autonomia e ricarica

Uno degli aspetti cruciali per definire dei buoni auricolari True Wireless è sicuramente la possibilità di utilizzarli a lungo. L’autonomia dei JBL Tune 120TWS è di circa 4 ore di utilizzo continuo (fermo restando che il volume ha un notevole impatto sull’autonomia) e la custodia ricaricabile garantisce tre ricariche complete, fino quindi a 12 ore complete di utilizzo. Per ricaricare completamente il case ci vogliono circa 2 ore. 

La ricarica è di tipo Micro-USB, quindi è importante, soprattutto quando si è in giro, ricordarsi di portare il cavo specifico, presente nella confezione. 

JBL Tune 120TWS: disponibilità e conclusioni

Scopri la migliore offerta su Amazon.it  

Gli auricolari JBL Tune 120TWS sono disponibili nelle tre colorazioni bianco, blu e nero. Nonostante il prezzo di listino sia 99€, è facilissimo trovarle online ad un prezzo minore, che si aggira intorno ai 70€, anche su Amazon.it.

Il giudizio complessivo di questi auricolari è certamente positivo e sono contenta di averli provati ed essermi convertita alla tecnologia True Wireless. Ci sono degli aspetti migliorabili, primo fra tutti il comfort, aspetto che meno mi ha convinta, ma la qualità audio, le pratiche gesture e la buona autonomia fanno certamente spostare la bilancia verso la totale promozione.

A mio parere, gli JBL Tune 120TWS sono adatti a tutti: dagli sportivi a chiunque voglia passare al True Wireless con la garanzia della qualità di JBL. 

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Huawei Nova 5T: RECENSIONE

E’ uno smartphone Huawei o uno smartphone Honor? Senza troppi giri di parole, chi si avvicina al Huawei Nova 5T riconoscerà sicuramente Honor 20 nelle linee inconfodibili: 3 fotocamere allineate sulla back cover, seguite dal Flash LED, sensore di impronte digitali posizionato sul bordo e fotocamera frontale come foro del display.

Se vi siete persi la recensione di Honor 20, vi invitiamo a leggere l’articolo dedicato. Huawei Nova 5T è il nuovo smartphone dedicato per il mercato italiano, caratterizzato da una serie di specifiche tecniche da medio gamma.

 

Huawei Nova 5T: le principali specifiche tecniche

  • Display da 6.26 pollici FHD+ (412PPI)
  • Huawei Kirin 980 – GPU Mali G76
  • 6 GB RAM + 128 GB ROM
  • Batteria da 3750mAh
  • 48 MP (apertura f / 1.8 AF) – 16 MP(f / 2.2 FF)- 2 MP(f / 2.4 FF)- 2 MP(f / 2.4 FF).
  • Fotocamera frontale da 32 MP
  • Bluetooth 5.0, USB-C

 

Huawei Nova 5T: la videorecensione

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Huawei Nova 5T: design e display

Le considerazioni sono praticamente le medesime che si possono fare per il gemello Honor, difatti si presenta con le stesse dimensioni e le stesse peculiarità: assente il jack da 3.5 mm (ma è presente in confezione l’adattatore USB-C per le cuffie), presente il sensore di impronte sul bordo laterale che avevo già molto apprezzato ai tempi. I colori sono cangianti e assolutamente brillanti, conferiscono un tocco premium e interessante che permette a questo dispositivo di farsi notare nella mischia degli smartphone di fascia media del mercato.

Si conferma tutto ciò che avevamo detto nell’altra recensione: fotocamera foro frontale sul display ampio, abbinata a cornici molto ridotte ed una soluzione che permette di avere davvero un rapporto display/superficie veramente elevato. Questo permette infatti di godersi al meglio i propri contenuti su smartphone.

Il display è uno dei punti forti di Huawei Nova 5T perché è molto ampio (6,26 pollici), ma grazie all’ottimizzazione delle cornici non fa risultare lo smartphone un padellone. Mi sento di dire che la riproduzione dei colori è davvero impeccabile, infatti la tecnologia IPS LCD riesce a trasmettere le giuste tonalità dei colori. Va segnalato anche si possono modificare via software sia temperatura che tonalità dei colori, nondimeno c’è anche la possibilità di programmare una colorazione più calda (verso il giallo) in modo da non affaticare la vista durante le ore notturne.

 

Huawei Nova 5T: prestazioni e software

Il chip Huawei HiSilicon Kirin 980 con 6GB e 128GB di RAM offrono veramente una base solida su cui posare tutte le prestazioni di questo smartphone: rispetto a Honor 20 noto che è stato fatto un ulteriore passo in avanti in termini di velocità e di prestazioni senza esitazioni. Difficile incontrare qualche lag nei giorni di prova e questo è un dato di merito che va considerato al momento dell’acquisto.

Con questo smartphone si può comodamente giocare con qualsiasi gioco presente sullo store e la GPU Mali G76 non va in difficoltà apertamente con nessuno. Può far girare comodamente giochi come Real Racing 3, il cui tempo di apertura è di circa 9-10 secondi, così come giochi più leggeri e casuali. E’ interessante infatti notare, come in termini di prestazioni, la differenza la faccia una volta in più il software.

Se dal punto di vista hardware, 6GB di RAM sono attualmente un buonissimo compromesso, ci si rende conto facilmente che i 12 GB di RAM presenti su altri smartphone non sono realmente utili. Ho osservato come poi i social girino fluidamente e i bug sono presenti solo se è l’app ad essere un po’ deficitaria (chi ha parlato di Instagram per Android?).

Come vi avevo accennato nell’altra recensione, l’audio di Huawei Nova 5T è di tipo mono e mi sento di dire che è nella media: è un aspetto a cui ho dato poco peso dato che utilizzo quasi sempre le cuffie o gli auricolari a seconda delle circostanze.

Lato software riscontriamo la presenza di EMUI 9.1, basata su Android 9: non presenta novità rispetto a quanto potete aver visto su altri smartphone Huawei, fatta eccezione per la presenza delle app di Google. Tenete conto che, a causa del ban di Trump Huawei non può far certificare nuovi smartphone, ma quelli usciti sul mercato offrono comunque le app aggiornate.

Le patch di sicurezza, al momento della recensione, sono di Settembre 2019.

Huawei Nova 5T: fotocamera

Il comparto fotografico non è affatto cambiato rispetto a Honor 20, quindi cito testualmente ciò che avevo già scritto: “troviamo un sensore principale da 48MP (Wide) da f/1.8, un sensore ultra-grandangolare da 16MP f/2.2 per il grandangolo a cui si affiancano altri due sensori, uno per macro da 4cm e l’altro per la profondità di campo“. La presenza di un hardware così robusto permette di ottenere buoni scatti e di avere una grandissima versatilità quando ci si trova in giro: tramite app è un lampo il poter switchare da grandangolare, a zoom e tornare al sensore principale. Questo permette di divertirsi molto e sbizzarrirsi anche nelle foto delle vacanze.

E’ proprio qui che ho notato passi in avanti, direttamente nell’interfaccia dell’app fotocamera troviamo dei tasti che ci fanno selezionare la modalità preferita e che aggiungono molta più semplicità nei nostri scatti. La qualità delle foto è molto buona perché è ricca di dettagli (grazie allo zoom), effettivamente potete osservare che sgrana solo quando ingrandite molto le immagini scattate.

Mi ha soddisfatto anche nella registrazione video, provato anche di notte: si può switchare tra i vari sensori anche in questo caso e l’impatto è assolutamente positivo. Forse non rapidissima la messa a fuoco, ma in certi casi era più dovuto alla difficoltà della situazione (con poca luce).

 

Huawei Nova 5T: batteria

E’ il punto di forza più importante che ho riscontrato durante i miei test, anche perché sono veramente un fautore di questo importante parametro nella scelta degli smartphone. Grazie alla batteria da 3750 mAh lo smartphone Huawei riesce a traghettare l’utente in giornate stressantissime e pesanti senza perdere colpi. Nei giorni più intensi ho superato con agilità le 5 ore di schermo attivo, utilizzandolo sempre in 4G all’esterno.

Spiace che manchi la ricarica wireless che comincia a diventare un fattore per la decisione di acquistare uno smartphone. In compenso la ricarica può arrivare fino a 22.5W e significa avere tempi davvero veloci per ricaricare lo smartphone, anche quando si è fuori casa.

 

Disponibilità e prezzo

Huawei Nova 5T è lanciato sul mercato a 429€, ma differentemente dal gemello, è acquistabile con uno speaker Bluetooth allo stesso prezzo. Amazon già sconta un po’ il suo prezzo e potete acquistarlo direttamente da questo link.

 

429€: stavolta il prezzo è giusto
La citazione del prezzo giusto fa riferimento che avevo criticato Honor 20 per il prezzo di lancio troppo elevato: Huawei Nova 5T arriva con il prezzo giusto (visto anche il regalo all'acquisto) e che verrà svalutato rapidamente come spesso capita agli smartphone Android.
Se c'è un aspetto che mi sento di segnalare per i dubbiosi, questo è l'autonomia: un medio gamma che sa farsi rispettare, che non ha bisogno di powerbank aggiuntivi e che presenta un hardware degno di nota.
Design8
Display7.5
Prestazioni8.5
Autonomia9.5
Fotocamera7.7
Sistema7.2
PRO
Sempre reattivo e fluido
L'autonomia è davvero invidiabile: spettacolare!
Display ottimo, seppur LCD
Software leggermente migliorato rispetto a Honor 20
CONTRO
Manca il jack da 3.5mm
Troppi sensori per le fotocamere, almeno uno è eccessivo
Manca la ricarica wireless
8.1