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Redmi Note 9: la Recensione – il migliore tra i fratelli?

È possibile comprare un buon cellulare con meno di 200 euro? Ni. In generale quando parliamo di smartphone vi sconsigliamo di scendere sotto la soglia dei 250 euro (leggasi Redmi Note 9 Pro), a patto di non essere interessati troppo alla qualità dello schermo o delle foto.

Oggi vogliamo portarvi le nostre impressioni sul Redmi Note 9, venduto su Amazon a 169 euro. Il Redmi Note 9 è il modello più economico della serie che include il Redmi Note 9S e Redmi Note 9 Pro, venduti rispettivamente a circa 50 e 80 euro in più.

La videorecensione di Redmi Note 9

Il prezzo è davvero invitante ma a cosa bisogna rinunciare? Ne vale la pena o conviene spendere qualcosa in più per puntare sulle alternative più costose proposte dal brand Redmi?

Design

Dal punto di vista estetico Redmi Note 9 è di buon livello, forte di un design moderno che non lascia trapelare la fascia di prezzo a cui è venduto. La scocca è di plastica ma nel complesso sembra piuttosto solido e robusto. In mano può sembrare pesante (200g esatti) ma il motivo è da ricercarsi nell’ampia batteria di cui è dotato.

Le particolarità rispetto agli altri modelli della stessa serie sono due: la fotocamera anteriore, presente con un foro in alto a sinistra dello schermo e il lettore di impronte posizionato sul retro sotto la fotocamera, anzichè di lato come nel Redmi Note 9 Pro e Note 9S. La posizione del lettore è quella che ritengo più congeniale e comoda, dato che consente di sbloccare il telefono nel mentre che lo tiriamo fuori dalla tasca.

Da segnalare che si tratta di uno smartphone realmente Dual-SIM dato che il triplo slot offre la possibilità di utilizzare due SIM senza rinunciare alla microSD per l’espansione della memoria.

È presente il jack per le cuffie, ormai introvabile negli smartphone di fascia alta, mentre manca il LED di notifica che avrebbe fatto comodo. Infine, non manca il sensore infrarossi per controllare molti dispositivi come TV, condizionatori e proiettori.

Display

Quando si acquista uno smartphone sotto i 200 euro, il compromesso da accettare è la qualità dello schermo. In questo purtroppo il Redmi Note 9, non è un’eccezione. Il display è di tipo IPS, e manca quindi quel livello di contrasti e profondità dei neri che sono uno schermo OLED è in grado di offrire. Manca quindi anche l’Always-On Display, che mi avrebbe permesso di guardare orario e notifiche senza sbloccare lo schermo. La luminosità non è ai livelli degli smartphone più costosi, motivo per cui, soprattutto in spiaggia, la visibilità dello schermo è appena sufficiente. Oltre ad essere poco luminoso lo schermo tende a riflettere la luce, peggiorando ancora di più la visibilità sotto il sole. Nonostante questi difetti, in condizioni normali, la qualità dello schermo è accettabile risultando godibile anche a fronte di un utilizzo prolungato, come un film su Netflix.

Il display è infatti ampio 6.53 pollici con una risoluzione 2340×1080 pixel che consente di avere una buonissima nitidezza nella fruizione dei contenuti multimediali.

Prestazioni

L’hardware di Redmi Note 9 è votato al risparmio: a far girare la MIUI non c’è un chip Snapdragon ma Mediatek Helio G85 studiato per i modelli di fascia economica. Inoltre 3 GB di RAM su Android ormai sono pochi e non bastano per sopperire ad un sistema operativo sempre più avido di risorse. Le mie impressioni iniziali sono state confermate da un’esperienza d’uso non impeccabile, continuamente viziata da tanti piccoli “lag” che può può far storcere il naso chi è abituato ad utilizzare uno smartphone Android di fascia anche poco più alta.

Queste piccole incertezze diventano sempre più evidenti all’aumentare della temperatura, cosa da non trascurare soprattutto in queste giornate assolate e decisamente calde. Per sopperire alle prestazioni non ottimali non manca la modalità gaming “Game Turbo“, da attivare con i giochi più pesanti. Tuttavia vi sconsiglio di utilizzarlo per giocare con giochi come Real Racing, per i problemi di temperatura che vi ho appena descritto.

L’esperienza d’uso è forse l’aspetto che meno mi ha convinto di questo Redmi Note 9 e che mi hanno fatto preferire di gran lunga i suoi fratelli maggiori, il Redmi Note 9S e il Redmi Note 9 Pro. Se avete sogno di un muletto o di un secondo cellulare, Redmi Note 9 può essere una scelta giustificata. Ma se siete in cerca di uno smartphone principale è forse il caso di valutare di spendere almeno 50 euro in più per il Note 9S (il Note 9 Pro a 249€ è un best buy).

Lato software segnalo che Redmi Note 9 viene venduto con MIUI 11 nativa, ma, proprio in questi giorni in cui è stata scritta la recensione, è in corso l’aggiornamento alla MIUI 12 Global stabile.

Fotocamera

L’altro compromesso inevitabile da accettare è la qualità delle foto. C’è da dire che rispetto agli smartphone di fascia bassa di qualche anno fa la qualità è migliorata molto, ma il divario con i modelli più costosi resta piuttosto evidente. Una possibile alternativa è provare il Redmi Note 9 con la Google Camera, app sviluppata da Google e capace di catturare foto molto dettagliate con una gestione migliore dell’HDR rispetto all’app stock.

Redmi Note 9 è dotato di 4 fotocamere: quella principale da 48 MP (f/1.79), la grandangolare da 8 MP (f/2.2) e altri due sensori, rispettivamente per la macro e l’effetto bokeh. Manca quindi l’ottica zoom, che tendo ad utilizzare molto spesso, ma che viene spesso sacrificato nei modelli più economici.

La fotocamera principale riesce a scattare foto di buona qualità, a patto di avere una buona luce. Nel rapido punta e scatta senza troppe pretese si comporta abbastanza bene rendendolo ideale per chi si limita a fare qualche foto da condividere su Whatsapp o sui social. Difficile però pretendere di più. La riproduzione dei colori a tratti è discutibile, la messa a fuoco è un po’ lenta ed imprecisa e di sera, con poca luce, mostra tutti i suoi limiti. L’effetto bokeh è quasi del tutto inutile dato che non riesce a “scontornare” le foto in modo naturale, così come la macro che restituisce colori che differiscono molto dalla realtà. Appena sufficiente la qualità dei video e della fotocamera anteriore.

Insomma la fotocamera di Redmi Note 9 va bene per fare qualche scatto senza nessun pretesa, e difficilmente può andar bene per chi vuole utilizzarlo anche in vacanza o vuole immortalare momenti significativi. In quel caso, come è prevedibile, è meglio orientarsi su smartphone di fascia superiore o su fotocamere mirrorless.

Autonomia

L’autonomia è un sicuro punto di forza di Redmi Note 9. I bassi consumi del processore, il display non luminosissimo ma soprattutto l’ampia (e pesante) batteria da 5000 mAh di cui è dotato consentono di arrivare a sera con un’autonomia superiore al 30% anche usandolo per molte ore durante la giornata.

I tempi di ricarica sono nella norma e pari a circa un paio di ore per una carica completa. In realtà il fast charging è presente (carica a 18W), ma è la batteria da 5000 mAh allunga notevolmente i tempi di ricarica. Manca la ricarica wireless chiaramente, opzione riservata ai soli smartphone di fascia più alta.

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Conclusioni e opinioni

Se siete arrivati qui in fondo, sicuramente avrete compreso che consiglio più caldamente il Redmi Note 9S o, ancora meglio, il 9 Pro per rimanere nella stessa famiglia.

Redmi Note 9 è uno smartphone con una splendida autonomia, capace di soddisfare anche gli utenti più esigenti in questo ambito (come me!), ma pecca un po’ rispetto alle prestazioni generali. Non è uno smartphone che ti fa pesare le mancanze in modo eccessivo, funziona in modo onesto, ma lo sviluppo della serie Redmi Note vede altri modelli più interessanti a prezzi solo leggermente più elevati.

Il chip Mediatek è un onesto mestierante, riesce a far girare tutte le app e in generale anche l’interfaccia MIUI si comporta bene, però a lungo andare, guardando alla situazione tra un anno, forse vale la pena investire qualche soldo in più.

Il Redmi Note 9 rischia di soccombere sotto i colpi della forte concorrenza, soprattutto se lo paragoniamo al Redmi Note 8T di un anno fa o al fratello 9S.

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LG Velvet: recensione | Solido, divertente e versatile

Era da un po’ di tempo che non vedevamo delle novità interessanti nel campo degli smartphone: novità che vadano oltre le specifiche tecniche, l’hardware o la qualità delle fotocamere, ma volte ad offrire un’esperienza d’uso differente.

Stavolta a stupirmi è stata LG con il suo nuovo LG Velvet, che con il suo doppio schermo porta sugli smartphone un multitasking simile a quello a cui siamo abituati su un PC. A stupirmi ancora di più il fatto che il Dual Screen non è da acquistare a parte, ma, con la promozione attuale (che spero vivamente verrà prolungata) sia compreso nei 649€ di listino.

Ho provato LG Velvet per circa 3 settimane prima di scrivere questa recensione, in cui ho provato a riassumere tutte le mie considerazioni. Vale la pena dare una chance ad LG o, allo stesso prezzo, è meglio puntare ad altri brand che sono riusciti a farsi apprezzare negli ultimi anni nella fascia media?

Scopritelo leggendo questa recensione.

La video recensione

Design

In LG Velvet c’è tutta l’intenzione della casa coreana di distinguersi dalla concorrenza, a partire dal design. L’estetica di LG Velvet è senza dubbio tra le più accattivanti nel panorama attuale. I riflessi cangianti, l’alternanza di materiali premium come vetro alluminio e un profilo sottile (7.9 mm) fanno del design un sicuro punto di forza di questo dispositivo. Non solo. Le curvature del display lo rendono ancora più elegante, senza essere eccessive come su altri modelli e senza creare quei riflessi sui bordi che a molti, me compreso, danno fastidio. In mano è comodissimo e la sensazione al tatto è quella di una robustezza senza eguali, sensazione tra l’altro confermata da una più unica che rara certificazione MIL-STD-810G, a garanzia di una conformità ad urti e vibrazioni secondo gli standard militari. Non manca, chiaramente, la certificazione IP68 che ne garantisce l’impermeabilità. Dal punto di vista estetico mi sono piaciute molto anche la conformazione e la disposizione delle fotocamere sul retro, ultimamente sempre più grandi, vistose ed ingombranti, soprattutto sui modelli top. In ultimo troviamo anche il jack per le cuffie, che non ci costringe ad utilizzare delle cuffie Bluetooth.

Insomma, il design di LG Velvet è semplicemente perfetto: un connubio tra eleganza, resistenza e comodità che attualmente non ha eguali sul mercato. Un primo segno distintivo per fare anche un passo avanti rispetto a quanto avevamo visto in passato con LG G8s ThinQ.

Display

Lo schermo di LG Velvet è abbastanza grande, date le dimensioni di 6.8 pollici. Il design ben ottimizzato, però, non lo fa sembrare eccessivamente grande ed ingombrante, e si tratta di dimensioni ormai nella media. Se cercate però uno smartphone utilizzabile a mano singola, piccolo e comodo da tenere in tasca dovrete optare per modelli diversi. Se invece utilizzate lo smartphone per guardare film su Netflix o video su Youtube, o apprezzate la comodità di una tastiera più grande, LG Velvet vi saprà regalare una buona godibilità multimediale in tutte le occasioni.

Si tratta di un display POLED (plastic OLED), ovvero un normale schermo OLED ma che consente una curvatura sui bordi. I vantaggi quindi sono del tutto comparabili a quelli di uno schermo OLED, che risiedono nella profondità dei neri e negli ottimi contrasti (fondamentale per la visione di film e serie TV e in molti giochi). I colori possono essere tarati a proprio piacimento attraverso le impostazioni: in tutte le modalità la riproduzione dei colori mi è sembrata molto buona.

Ho notato qualche pecca invece sui livelli di luminosità massima. All’aperto infatti, soprattutto nelle giornata assolate, impostando la luminosità massima la leggibilità è stata un pelo inferiore rispetto ad altri smartphone che ho avuto modo di provare. Ma leggendo le specifiche tecniche ho notato che il livello massimo di luminosità è di 800 nits, valore che comunque lo pone sopra alla media.

Il display è a 60Hz, anche se in questa fascia di prezzo è difficile trovare schermi con una frequenza di refresh a 90Hz (l’unica eccezione è rappresentata dall’opportunità Find X2 Neo con un prezzo di poco superiore a quello di LG Velvet).

Apprezzatissimo l’Always On Display, funzionalità che ho sempre ritenuto utile per controllare le notifiche o l’orario senza dover sbloccare lo schermo. Utilissimo se non avete uno smartwatch o una smartband, che mi sento di consigliarvi in ogni caso. Tra l’altro il consumo in termini di autonomia non pesa assolutamente.

In generale la qualità dello schermo è molto buona ma non ai livelli dei modelli top, soprattutto di Samsung, che su questo aspetto rappresenta lo stato dell’arte della tecnologia.

Il vantaggio di LG Velvet è chiaramente la possibilità di sfruttare il doppio schermo, aspetto che approfondirò successivamente.

Hardware

LG Velvet ha un processore Snapdragon 765G, una CPU molto utilizzata dai modelli di fascia medio-alto (come anche l’opposizione Find X2 Neo) che, nell’esperienza d’uso quotidiana, non mostra alcuna differenza rispetto allo Snapdragon 865, montato sui top di gamma. La GPU Adreno 620 si comporta bene anche davanti ai giochi più impegnativi come Real Racing, senza tra l’altro scaldare eccessivamente il dispositivo.

Lato hardware non si può non menzionare il fatto che i 128 GB di memoria interna, già ampiamente sufficiente per una archiviazione massiva di foto e video, possono contare anche sull’espansione tramite microSD, utile per tutti coloro che salvano una grande quantità di contenuti video e che solo di rado trasferiscono i file su cloud o su altri supporti di archiviazione.

Segnalo che nell’utilizzo quotidiano mi è capitato di notare qualche piccolo lag, soprattutto quando aggancio il secondo schermo, o quando passo troppo rapidamente da un’applicazione all’altra in modalità multitasking. Nulla di preoccupante chiaramente, ma che inserisco in questa recensione per completezza di informazione.

Nota importante: LG Velvet supporta il 5G, che, sebbene ora non sia ancora un plus importante, diventerà un aspetto imprescindibile nei prossimi anni, garantendo quindi una buona longevità al dispositivo.

Fotocamera

Il comparto fotografico è ciò che attualmente distingue uno smartphone di fascia medio-alta, con un prezzo massimo di 700-800 euro, da uno smartphone top con un prezzo di listino superiore ai 1000 euro. In questo chiaramente anche LG Velvet non è un’eccezione, dato che rinuncia ad un’ottica zoom 2X che per molti può essere utile, al posto del quale troviamo un sensore per il bokeh, meno utile, e che offre risultati altalenanti. Sarebbe stato molto più utile avere un sensore 2X nativo, invece di essere simulato (con conseguente perdita di un po’ di dettagli). Anche con la rinuncia ad un effetto bokeh che non sempre riesce a scontornare bene oggetti e volti in primo piano o a distinguere l’oggetto da mettere a fuoco rispetto al resto. Chiaramente sto solo sottolineando degli aspetti perché quando si va a spendere una cifra consistente, il livello di qualità richiesto è molto elevato.

Nel complesso il comparto fotografico è così composto:

  • Sensore principale da 48 MP con apertura f/1.8, che scatta foto a 12 MP grazie al pixel binning
  • Sensore grandangolare da 8 MP con apertura f/2.2.
  • Sensore da 5 MP per l’effetto bokeh con apertura 2/2.4

Le considerazioni sulla qualità fotografica dipendono dalle situazioni di luce purtroppo, come in molti altri smartphone in questa fascia di prezzo. Di giorno, o più in generale quando le condizioni di luce sono buone, la qualità è davvero impeccabile, sia del sensore principale che della grandangolare. Tra l’altro anche lo zoom “simulato” si comporta molto bene anche fino a 5X, con una perdita di dettagli davvero limitata. Ottime anche le macro. La situazione cambia di sera, o nelle foto dentro luoghi coperti, in cui si può percepire un livello di rumore digitale superiore ai modelli top.

Lato video quello che mi ha impressionato è la capacità di stabilizzazione. Se siete soliti registrare dei video in movimento, mentre camminate ad esempio, il risultato è da applausi. Video sempre godibili in ogni occasione, facendo evitare il mal di testa alle persone che lo guarderanno. Meritano di essere menzionate anche la modalità ASMR, per catturare ed isolare suoni anche a distanza, e il bokeh vocale che permette di filtrare la propria voce rispetto al rumore ambientale.

Insomma, tolto il bokeh non del tutto perfetto e gli scatti notturni, si tratta di una fotocamera divertente e che permette una buona qualità di scatti e video.

Esperienza d’uso

Nell’esperienza d’uso quotidiana quello che ho apprezzato maggiormente, come prevedibile, sono i vantaggi offerti dal Dual Screen. La possibilità di avere in dotazione un secondo schermo infatti, amplia realmente le possibilità di utilizzo di uno smartphone, permettendo quel multitasking a cui siamo abituati solo su PC. Qualche esempio? Rispondere ai messaggi su Whatsapp mentre guardiamo un video su Youtube, tenere aperti i risultati di Google su uno schermo, aprendo le singole pagine sull’altro o ancora lasciare sempre fissa una pagina, come ad esempio un particolare capo di abbigliamento su uno schermo, e cercare offerte migliori sull’altro. Le occasioni in cui il dual screen si rivela utile sono davvero tante.

La pecca è che chiaramente quando agganciate la cover con il secondo schermo, si perdono tutti i vantaggi di maneggevolezza e comodità. In tasca il doppio schermo è davvero ingombrante, pertanto o lo tenete dentro lo zaino, o vi limitate ad utilizzarlo solo a casa o in ufficio.

L’impronta di sblocco sotto al display funziona molto bene: preciso e fulmineo in tutte le occasioni. Manca purtroppo la possibilità di sbloccare il dispositivo con il volto, ma visto l’ottimo sensore di sblocco sotto al display non ne ho sentito la mancanza.

Infine la ricezione è nella media, ma questo si traduce in bassi livelli di SAR, aspetto per molti non trascurabile.

Autonomia

La batteria da 4300mAh offre un’autonomia nella media, ovvero sufficiente ad arrivare a sera con un utilizzo intenso ma non eccessivo. Per una ricarica completa con il charger in dotazione (da 16W) occorre circa un’ora e mezza, ma fortunatamente supporta la ricarica fino a 25W, che consente una ricarica completa in un’ora. Non manca il supporto alla ricarica wireless (da 9W), più lenta ma decisamente comoda.

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Conclusioni

LG Velvet è uno smartphone che non deve passare in sordina perché sfrutta bene le sue peculiarità. Impossibile non pensare ad una architettura hardware longeva e futuribile, design molto ricercato e possibilità di usare il Dual Screen. E’ vero che non è uno smartphone perfetto per via di qualche tentennamento software o di una fotocamera non sempre all’altezza nelle occasioni a bassa luminosità.

Però è altrettanto fondamentale sottolineare la sua versatilità: la fotocamera produce video stabilizzati di ottima qualità, con molte modalità (anche la apprezzatissima ASMR), il Dual Screen permette di usarlo anche in ambito lavorativo o di svago liberamente. Il design è curato e si ha tutta la percezione di uno smartphone premium. L’impressione è che LG abbia scelto la strada su cui puntare, cercando di creare uno smartphone divertente e curato. I miglioramenti sono sempre possibili e gli aggiornamenti software futuri non faranno altro che far salire il livello di questo smartphone.

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Offerte

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Smartphone

Redmi Note 9 vs Note 9s vs Note 9 Pro [Tutte le differenze]

Con l’uscita dei nuovi Note 9 e Note 9 Pro, Redmi completa la gamma della famiglia Note 9, andando ad offrire più opzioni nella fascia bassa di mercato. La confusione però è tanta e vogliamo quindi fare chiarezza con questo articolo in modo da illustrarvi tutte le principali differenze tra questi modelli.

Peso e dimensioni

Redmi Note 9: 199 g – 162,3 x 77,2 x 8,9mm
Redmi Note 9s / 9 Pro: 209 g – 165,75 x 76,68 x 8,8mm

Il Redmi Note 9S e il Redmi Note 9 Pro sono esteriormente identici ed indistinguibili e sono leggermente più pesanti ed ingombranti rispetto al Note 9, dato che lo schermo è di soli 0,14 pollici più grande.

Display

Redmi Note 9: 6,53″ FHD+ (1080 x 2340 pixel) con Corning Gorilla Glass 5, luminosità 450 nit
Redmi Note 9s /9 Pro: 6,67″ FHD+ (1080 x 2340 pixel) con Corning Gorilla Glass 5, luminosità 450 nit

Gli schermi sono pressoché identici e si differenziano solo per le dimensioni, leggermente più grandi per le varianti 9S / 9 Pro. Stessa luminosità e stessa tecnologia. Si tratta di schermi LCD mentre DotDisplay (che leggerete nelle varie specifiche tecniche) non si riferisce alla tecnologia (non ha nulla a che vedere con il quantum dot delle TV di Samsung) ma semplicemente al foro sul display per la fotocamera anteriore.

Hardware

Redmi Note 9:
– CPU: MediaTek Helio G85
– RAM: 3/4 GB
– Storage: 64/128GB, espandibile fino a 512GB tramite microSD

Redmi Note 9s /9 Pro:
– CPU: Qualcomm Snapdragon 720G
– RAM: 6 GB
– Storage: 64/128GB, espandibile fino a 512GB tramite microSD

Redmi Note 9 monta un processore più economico, MediaTek Helio G85 che offre prestazioni leggermente inferiori rispetto al Qualcomm Snapdragon 720G, frutto di una velocità di clock più alta ma anche di un processo produttivo migliore (8nm invece dei 12 nm). C’è da dire che in generale un processore Snapdragon è sempre da preferire rispetto al Mediatek dato che gli sviluppatori tendono ad ottimizzare i giochi per i chip Snapdragon, ben più diffusi ed utilizzati.

Inoltre il Redmi Note 9s / 9 Pro ha una maggiore dotazione di RAM, a supporto di una più intensa attività in multitasking e una maggiore spensieratezza nel lungo periodo.

Connettività

Redmi Note 9 e Redmi 9 Pro sono dotati di NFC, mentre l’unico modello della gamma a non averlo è il Redmi Note 9s. Tra le pochissime caratteristiche che differenziano il Redmi Note 9s dal Redmi Note 9 Pro è proprio la dotazione dell’NFC da parte di quest’ultimo.

Fotocamera

Tutti e tre i dispositivi hanno una configurazione del comparto fotografico molto simile, composto da una quadrupla fotocamera: un sensore principale, una grandangolare e due sensori, una per la macro e una per la profondità. Nessuno dei 3 dispositivi è dotato di ottica zoom, considerata la fascia di prezzo a cui sono destinati.

Redmi Note 9

  • Principale: 48 MP, 1/2″, f/1,79, 1,6um (4 in 1), 0,8um ciascuno
  • Grandangolare: 8 MP, f/2,2, FOV 118°
  • Macro: 2 MP
  • Profondità: 2 MP

Redmi Note 9s

  • Principale: 48 MP, f/1.79, 1,6μm (4 in 1), 0,8um ciascuno
  • Grandangolare: 8 MP, 1,12μm, f/2.2, FOV 119°
  • Macro: 5 MP, f/2,4, 1,12μm
  • Profondità: 2 MP, f/2.4, 1,75μm

Redmi Note 9 Pro

  • Principale: 64 MP, f/1,89, 1/1,72″, 1,6um 4-in-1, 0,8um ciascuno
  • Grandangolare: 8 MP, f/2,2, FOV 119°
  • Macro: 5 MP
  • Profondità: 2 MP

Il Note 9S e il Note 9 Pro si differenziano per il sensore principale, da 64 MP nel Note 9 Pro.

Anche la fotocamera anteriore è diversa. Nel Redmi Note 9 è da 13MP (1,12um, f/2,25) mentre nel Redmi Note 9s / 9 Pro da 16MP, anche se con un’apertura peggiore (f/2,48).

Prezzi

I prezzi non sono ancora ufficiali (tranne per il Note 9s che è già sul mercato) ma si può ipotizzare che saranno i seguenti:

Redmi Note 9: TBD (< 199€)
Redmi Note 9s: 4/64 GB 229,90 € – 6/128 GB 269,90 €
Redmi Note 9 Pro: TBD (< 299€)

Redmi Note 9 / 9s / 9 Pro: quale conviene comprare?

Considerata la differenza di prezzo dei 3 modelli, è ragionevole puntare al Redmi Note 9s / 9 Pro rispetto al Redmi Note 9 standard, per la dotazione di un processore più performante ma soprattuto di una RAM più capiente. La scelta tra il Note 9s e 9 Pro dipende esclusivamente dal prezzo a cui si riesce ad acquistarli e dall’esigenza di avere o meno l’NFC, fondamentale per i pagamenti contactless.

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Guide

Memorie UFS 3.0 vs UFS 2.1: quali sono le differenze?

Quando leggiamo le specifiche tecniche di uno smartphone, e in particolare le dimensioni della memoria interna, capita spesso di imbattersi nella dicitura “UFS”. In particolare ci sono modelli che hanno uno storage di tipo UFS 2.1 e altri (pochi) di tipo UFS 3.0. Qual è la differenza?

UFS: di cosa di tratta?

UFS è la sigla di Universal Flash Storage ed è una specifica per le memorie di tipo flash utilizzate nei dispositivi elettronici di consumo. Si tratta di uno standard sviluppato dalla JEDEC Solid State Technology Association, la quale aggiorna lo standard secondo parametri quali l’ampiezza di banda o le caratteristiche di sicurezza. A partire dalla prima versione UFS 1.1 del 2012, JEDEC ha rilasciato la versione UFS 2.0 nel 2013, UFS 2.1 nel 2016 ed infine UFS 3.0 nel 2018.

UFS 3.0: perchè è importante

I primi smartphone dotati di memoria UFS 3.0 sono stati i OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro, portando alla ribalta l’importanza di questo standard. Lo standard UFS 3.0 supporta in modo efficiente le interconnessioni tra il chip e la memoria, migliorandone la velocità e l’affidabilità. In altre parole la memoria UFS 3.0 può gestire una larghezza di banda doppia (e quindi il doppio della velocità) a fronte di un consumo inferiore. Non è da trascurare il fattore affidabilità, dato che le memorie 3.0 possono gestire un range di temperatura più ampio, cosa che le rende adatte ad applicazioni dove l’affidabilità è critica, come quelle automotive.

Altra funzionalità importante dello standard 3.0 è il supporto alle chiavi multiple per le RPBM (Replay Protected Memory Block), partizioni hardware volte ad immagazzinare informazioni critiche come le chiavi di protezione per i contenuti protetti dal diritto di autore (DRM, Digital Rights Management) o i dati relativi ai pagamenti.

UFS 3.0 vs UFS 2.1: tutte le differenze

Le domande a cui vogliamo rispondere però sono le seguenti: cosa cambia tra uno smartphone con una memoria UFS 3.0 rispetto ad uno smartphone con memoria UFS 2.1?

Velocità

Il primo vantaggio del nuovo standard UFS 3.0 è la velocità. Se la confrontiamo con la UFS 2.1 la velocità è doppia (in teoria), essendo progettato e studiato per sfruttare il doppio della larghezza di banda. Sempre a livello teorico quindi, può raggiungere una velocità di trasferimento di 23.2 Gbps, come somma delle velocità massime supportate dai due canali (11.6 Gbps ciascuno). Nella pratica però è difficile superare la velocità di 15 Gbps.

Temperature

L’altro vantaggio delle memorie UFS 3.0 è nei consumi energetici, il che si traduce in una migliore gestione termica. Questo aspetto nella pratica lo si riscontra durante la registrazione dei video a 4K per esempio, in cui vengono trasferiti e salvati un gran numero di dati al secondo, facendo aumentare sensibilmente le temperature. Se pensate di registrare un gran numero di video a 4K è preferibile scegliere modelli con memoria UFS 3.0, al fine di garantirvi una buona affidabilità e un maggiore tempo di vita della memoria.

Lista degli smartphone con memoria UFS 3.0

Qui di seguito vi elenchiamo i dispositivi che al giorno d’oggi sono dotati di memoria UFS 3.0: