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C’è chi dice sia meglio del S20 Ultra e che sia lui il vero top di gamma Samsung. A distanza di meno di 3 mesi dall’uscita il prezzo del Samsung Galaxy S20+ scende al minimo storico.

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Il prezzo su Amazon è di 789,52 €. Una ghiotta occasione per chi non vuole scendere a compromessi.

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Smartphone

Redmi Note 9 vs Note 9s vs Note 9 Pro [Tutte le differenze]

Con l’uscita dei nuovi Note 9 e Note 9 Pro, Redmi completa la gamma della famiglia Note 9, andando ad offrire più opzioni nella fascia bassa di mercato. La confusione però è tanta e vogliamo quindi fare chiarezza con questo articolo in modo da illustrarvi tutte le principali differenze tra questi modelli.

Peso e dimensioni

Redmi Note 9: 199 g – 162,3 x 77,2 x 8,9mm
Redmi Note 9s / 9 Pro: 209 g – 165,75 x 76,68 x 8,8mm

Il Redmi Note 9S e il Redmi Note 9 Pro sono esteriormente identici ed indistinguibili e sono leggermente più pesanti ed ingombranti rispetto al Note 9, dato che lo schermo è di soli 0,14 pollici più grande.

Display

Redmi Note 9: 6,53″ FHD+ (1080 x 2340 pixel) con Corning Gorilla Glass 5, luminosità 450 nit
Redmi Note 9s /9 Pro: 6,67″ FHD+ (1080 x 2340 pixel) con Corning Gorilla Glass 5, luminosità 450 nit

Gli schermi sono pressoché identici e si differenziano solo per le dimensioni, leggermente più grandi per le varianti 9S / 9 Pro. Stessa luminosità e stessa tecnologia. Si tratta di schermi LCD mentre DotDisplay (che leggerete nelle varie specifiche tecniche) non si riferisce alla tecnologia (non ha nulla a che vedere con il quantum dot delle TV di Samsung) ma semplicemente al foro sul display per la fotocamera anteriore.

Hardware

Redmi Note 9:
– CPU: MediaTek Helio G85
– RAM: 3/4 GB
– Storage: 64/128GB, espandibile fino a 512GB tramite microSD

Redmi Note 9s /9 Pro:
– CPU: Qualcomm Snapdragon 720G
– RAM: 6 GB
– Storage: 64/128GB, espandibile fino a 512GB tramite microSD

Redmi Note 9 monta un processore più economico, MediaTek Helio G85 che offre prestazioni leggermente inferiori rispetto al Qualcomm Snapdragon 720G, frutto di una velocità di clock più alta ma anche di un processo produttivo migliore (8nm invece dei 12 nm). C’è da dire che in generale un processore Snapdragon è sempre da preferire rispetto al Mediatek dato che gli sviluppatori tendono ad ottimizzare i giochi per i chip Snapdragon, ben più diffusi ed utilizzati.

Inoltre il Redmi Note 9s / 9 Pro ha una maggiore dotazione di RAM, a supporto di una più intensa attività in multitasking e una maggiore spensieratezza nel lungo periodo.

Connettività

Redmi Note 9 e Redmi 9 Pro sono dotati di NFC, mentre l’unico modello della gamma a non averlo è il Redmi Note 9s. Tra le pochissime caratteristiche che differenziano il Redmi Note 9s dal Redmi Note 9 Pro è proprio la dotazione dell’NFC da parte di quest’ultimo.

Fotocamera

Tutti e tre i dispositivi hanno una configurazione del comparto fotografico molto simile, composto da una quadrupla fotocamera: un sensore principale, una grandangolare e due sensori, una per la macro e una per la profondità. Nessuno dei 3 dispositivi è dotato di ottica zoom, considerata la fascia di prezzo a cui sono destinati.

Redmi Note 9

  • Principale: 48 MP, 1/2″, f/1,79, 1,6um (4 in 1), 0,8um ciascuno
  • Grandangolare: 8 MP, f/2,2, FOV 118°
  • Macro: 2 MP
  • Profondità: 2 MP

Redmi Note 9s

  • Principale: 48 MP, f/1.79, 1,6μm (4 in 1), 0,8um ciascuno
  • Grandangolare: 8 MP, 1,12μm, f/2.2, FOV 119°
  • Macro: 5 MP, f/2,4, 1,12μm
  • Profondità: 2 MP, f/2.4, 1,75μm

Redmi Note 9 Pro

  • Principale: 64 MP, f/1,89, 1/1,72″, 1,6um 4-in-1, 0,8um ciascuno
  • Grandangolare: 8 MP, f/2,2, FOV 119°
  • Macro: 5 MP
  • Profondità: 2 MP

Il Note 9S e il Note 9 Pro si differenziano per il sensore principale, da 64 MP nel Note 9 Pro.

Anche la fotocamera anteriore è diversa. Nel Redmi Note 9 è da 13MP (1,12um, f/2,25) mentre nel Redmi Note 9s / 9 Pro da 16MP, anche se con un’apertura peggiore (f/2,48).

Prezzi

I prezzi non sono ancora ufficiali (tranne per il Note 9s che è già sul mercato) ma si può ipotizzare che saranno i seguenti:

Redmi Note 9: TBD (< 199€)
Redmi Note 9s: 4/64 GB 229,90 € – 6/128 GB 269,90 €
Redmi Note 9 Pro: TBD (< 299€)

Redmi Note 9 / 9s / 9 Pro: quale conviene comprare?

Considerata la differenza di prezzo dei 3 modelli, è ragionevole puntare al Redmi Note 9s / 9 Pro rispetto al Redmi Note 9 standard, per la dotazione di un processore più performante ma soprattuto di una RAM più capiente. La scelta tra il Note 9s e 9 Pro dipende esclusivamente dal prezzo a cui si riesce ad acquistarli e dall’esigenza di avere o meno l’NFC, fondamentale per i pagamenti contactless.

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Memorie UFS 3.0 vs UFS 2.1: quali sono le differenze?

Quando leggiamo le specifiche tecniche di uno smartphone, e in particolare le dimensioni della memoria interna, capita spesso di imbattersi nella dicitura “UFS”. In particolare ci sono modelli che hanno uno storage di tipo UFS 2.1 e altri (pochi) di tipo UFS 3.0. Qual è la differenza?

UFS: di cosa di tratta?

UFS è la sigla di Universal Flash Storage ed è una specifica per le memorie di tipo flash utilizzate nei dispositivi elettronici di consumo. Si tratta di uno standard sviluppato dalla JEDEC Solid State Technology Association, la quale aggiorna lo standard secondo parametri quali l’ampiezza di banda o le caratteristiche di sicurezza. A partire dalla prima versione UFS 1.1 del 2012, JEDEC ha rilasciato la versione UFS 2.0 nel 2013, UFS 2.1 nel 2016 ed infine UFS 3.0 nel 2018.

UFS 3.0: perchè è importante

I primi smartphone dotati di memoria UFS 3.0 sono stati i OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro, portando alla ribalta l’importanza di questo standard. Lo standard UFS 3.0 supporta in modo efficiente le interconnessioni tra il chip e la memoria, migliorandone la velocità e l’affidabilità. In altre parole la memoria UFS 3.0 può gestire una larghezza di banda doppia (e quindi il doppio della velocità) a fronte di un consumo inferiore. Non è da trascurare il fattore affidabilità, dato che le memorie 3.0 possono gestire un range di temperatura più ampio, cosa che le rende adatte ad applicazioni dove l’affidabilità è critica, come quelle automotive.

Altra funzionalità importante dello standard 3.0 è il supporto alle chiavi multiple per le RPBM (Replay Protected Memory Block), partizioni hardware volte ad immagazzinare informazioni critiche come le chiavi di protezione per i contenuti protetti dal diritto di autore (DRM, Digital Rights Management) o i dati relativi ai pagamenti.

UFS 3.0 vs UFS 2.1: tutte le differenze

Le domande a cui vogliamo rispondere però sono le seguenti: cosa cambia tra uno smartphone con una memoria UFS 3.0 rispetto ad uno smartphone con memoria UFS 2.1?

Velocità

Il primo vantaggio del nuovo standard UFS 3.0 è la velocità. Se la confrontiamo con la UFS 2.1 la velocità è doppia (in teoria), essendo progettato e studiato per sfruttare il doppio della larghezza di banda. Sempre a livello teorico quindi, può raggiungere una velocità di trasferimento di 23.2 Gbps, come somma delle velocità massime supportate dai due canali (11.6 Gbps ciascuno). Nella pratica però è difficile superare la velocità di 15 Gbps.

Temperature

L’altro vantaggio delle memorie UFS 3.0 è nei consumi energetici, il che si traduce in una migliore gestione termica. Questo aspetto nella pratica lo si riscontra durante la registrazione dei video a 4K per esempio, in cui vengono trasferiti e salvati un gran numero di dati al secondo, facendo aumentare sensibilmente le temperature. Se pensate di registrare un gran numero di video a 4K è preferibile scegliere modelli con memoria UFS 3.0, al fine di garantirvi una buona affidabilità e un maggiore tempo di vita della memoria.

Lista degli smartphone con memoria UFS 3.0

Qui di seguito vi elenchiamo i dispositivi che al giorno d’oggi sono dotati di memoria UFS 3.0:

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I migliori 8 podcast di tecnologia [Italiani]

Il 2019 è stato senza dubbio l’anno dei podcast. Secondo il primo Report Italia di Voxnest, se ad inizio anno gli ascoltatori giornalieri di podcast erano 60 mila sono diventati oltre 160.000 a fine anno, e gli ascolti mensili sono passati da 1,8 milioni a 4,5 milioni.

Alla base del boom dei podcast c’è la comodità di poterli ascoltare in qualsiasi momento della giornata: mentre siamo a casa, in ufficio, mentre ci rilassiamo leggendo le notizie online o navighiamo sul web o anche mentre facciamo sport.

Quali sono i podcast più interessanti da seguire per gli appassionati di tecnologia?

C’è da dire che non solo molti i podcast in italiano che offrono approfondimenti verticali sul tema della tecnologia e delle ultime novità in campo tech. A differenza di Youtube, dove proliferano recensioni, unboxing, opinioni e commenti agli ultimi device o novità tecnologiche, per i podcast la quantità dei contenuti è ancora scarsa. Tra questi però ci sono dei fiori all’occhiello che vale la pena seguire, a seconda del tipo di intrattenimento e di informazione che preferite. Abbiamo raccolto qui tutti i podcast più seguiti dagli appassionati del mondo Apple, Android o di tutta la tecnologia in generale.

Caffè 2.0

È il podcast che pubblica nuovi episodi con maggior frequenza oltre ad essere quello più longevo. Nato nel lontano 2008, Caffè 2.0 pubblica quotidianamente uno o due episodi, in genere con una durata da 5 a 10 minuti. Il podcast è rivolto a tutti gli appassionati di tecnologia e mondo digital a 360°. Le tematiche spaziano dalle app, ai social, alle nuove tecnologie, nonché alle questioni legali e di privacy collegate alla tecnologia. D’altronde l’autore, Valentino Spataro, è uno sviluppatore ma anche un consulente legale, che riesce a spiegare in modo semplice, scorrevole e per nulla noioso i temi più discussi in ambito tecnologico.

Tech.is.it

Si tratta del nuovo podcast di Riccardo Palombo, volto molto conosciuto tra gli appassionati di tecnologia per le sue recensioni di altissimo livello tecnico, prima su HDBlog e poi sul suo canale Youtube. Purtroppo la frequenza di pubblicazione non è molto alta, circa di un nuovo episodio al mese, ma in ogni puntata c’è un ospite di eccezione: Maurizio Natali di Saggiamente, Andrea Galeazzi, Paolo Corsini di HWUpgrade, Giorgio Taverniti dello storico GTForum a Emanuele Cisotti di Androidworld. Gli argomenti spaziano dai device, agli approfondimenti tecnici (davvero di livello quella su Intel vs AMD con Paolo Corsini) alle puntate di scuola di recensioni.

EasyApple

Se siete appassionati del mondo Apple e cercate un podcast rilassante da ascoltare nel tempo libero, EasyApple è un podcast che vale sicuramente la pena seguire. La frequenza di aggiornamento e la costanza con cui vengono rilasciate le varie puntate sono i punti di forza di questo podcast. Non si tratta infatti di un podcast nato dalla costola di un web magazine o di un canale Youtube, ma frutto di un progetto che nasce come podcast nel 2012 da un’idea di Federico Travaini e Luca Zorzi. Ogni settimana esce un nuovo episodio e, nonostante il nome, approfondisce tutti gli argomenti collegati al mondo Apple, dalle app, alla domotica, ai nuovi device o alle funzionalità dell’ecosistema Apple. Un servizio a tutto tondo per tutti coloro che hanno dei dispositivi Apple e che amano la tecnologia.

Smartworld News

È un podcast atipico che si limita a riassumere le notizie principali pubblicate su Smartworld attraverso delle pillole informative. Ciascuna puntata dura solo 3-4 minuti e non è quindi l’ideale per chi vuole rilassarsi lasciando il podcast in sottofondo mentre ci si dedica ad altro. Se lo scopo però è solo quello di ritagliarsi qualche minuto durante la giornata per tenersi aggiornati sulle principali novità può fare al caso vostro. Gli argomenti trattati ruotano attorno alla tecnologia a 360°, dal mondo Android a quello Apple, dai giochi al mondo PC ai servizi di streaming come Netflix e Disney+. Peccato per la durata di ciascun episodio, perchè gli argomenti trattati meritano sicuramente un approfondimento più accurato.

Mister Gadget

È il podcast di Luca Viscardi, speaker radiofonico della rubrica di Radio Number One, tutta dedicata al mondo della tecnologia. Tra tutti i podcast è sicuramente la voce più radiofonica e piacevole da ascoltare. Le puntate durano mediamente 15 minuti e tratta argomenti legati al mondo tech, con un focus rivolto principalmente ai device, ma non solo. La frequenza di pubblicazione è calata un po’ negli ultimi mesi rispetto alla cadenza settimanale dello scorso anno, ma ogni puntata è ricca di contenuti e spunti davvero interessanti.

Io & tech

Io & Tech è il podcast per tutti coloro che seguono sia le novità nel campo Apple che Android. Ogni episodio dura 45 minuti circa, durata perfetta per metterla come sottofondo mentre si è davanti al pc o in macchina. Gli episodi vengono pubblicati ogni mercoledì alle 17.00 e il focus è principalmente sui dispositivi e sulle nuove uscite. Questo podcast è consigliato per tutti coloro che vogliono sentir parlare di tecnologia senza troppi fronzoli e distrazioni, che possiedono sia dispositivi Apple che Android e che oscillano continuamente tra le novità in un campo e nell’altro.

IphoneItalia

Il podcast del noto blog iPhoneItalia è forse quello più costante e quello che, tra tutti i blog focalizzati sulla tecnologia, dedica maggiore attenzione a questo canale di comunicazione. Il target sono i soli appassionati del mondo Apple che vogliono tenersi costantemente aggiornati sulle novità. Approfondimenti sui device iOS e attualmente sul mercato e sull’intero ecosistema Apple, rumors sui prossimi dispositivi, analisi del mercato e delle strategie di Apple e tanto altro. Ogni puntata dura circa un’ora, il tempo necessario per dedicare sufficiente attenzione e cura all’argomento del giorno.

Intervallo

Si tratta del nuovo podcast di HDBlog, sito di riferimento per gli appassionati di tecnologia. Contrariamente a quanto si possa pensare non tratta nello specifico argomenti di tecnologia, ma tutto ciò che ruota attorno alla cultura digitale. È pensato infatti come uno show, a tratti irriverente, una pausa dal flusso di informazioni tecnologiche di HDblog. Gli ospiti variano di continuo e le tematiche sono imprevedibili. La parola d’ordine del nuovo podcast di HDBlog è intrattenimento, dove la tecnologia e il mondo web sono solo un pretesto per intrattenere tutti gli appassionati dei podcast e non necessariamente appassionati di tecnologia.

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Smartphone

Oppo Find X2 Neo, X2 Lite, X2 Pro [tutte le differenze]

Con il Find X2 Neo e il Find X2 Lite, Oppo completa la gamma X2, dando ulteriori opzioni di scelta per chi cerca uno smartphone ritagliato sulle proprie esigenze.

Peso e dimensioni

Oppo Find X2 Pro: 207 g – 165,2 x 74,4 x 8,8 mm
Oppo Find X2 Neo: 181 g – 160,3mm x 74,3mm x 7,96mm
Oppo Find X2 Lite: 171 g – 159 x 72,4 x 7,7mm

Oppo Find X2 Pro è il modello più performante e costoso ma anche quello più pesante, offrendo un ampio display da 6,7 pollici contro i 6,4 pollici degli altri due modelli della gamma X2. Si tratta comunque di smartphone dalle dimensioni generose: nessuno dei 3 modelli è adatto per l’utilizzo a mano singola. Se cercate uno smartphone compatto è meglio virare su altri modelli.

Display

La qualità dello schermo è probabilmente l’aspetto che, dal punto di vista pratico, differenzia maggiormente i 3 modelli.

Oppo Find X2 Pro ha uno schermo OLED da 6.7 pollici a 120 Hz con risoluzione QHD+ (1440×3168) ed è capace di una luminosità di ben 1200 Nit durante la riproduzione di video in HDR. E’ indubbiamente tra i migliori schermi presenti sul mercato, forte anche di una frequenza di campionamento al tocco di 240 Hz, per la massima reattività, e di un processore di immagine dedicato all’elaborazione video: lo 01 Ultra Vision Engine.

Leggermente inferiore la qualità del display dell’Oppo Find X2 Neo, il cui display OLED da 6,5″ ha una densità di pixel inferiore (FHD+, 1080×2220 pixel) un refresh rate di 90Hz, e una frequenza di campionamento al tocco di 180 Hz. Resta una luminosità massima di altissimo livello, che si ferma però a 1100 nit.

L’Oppo Find X2 Lite, il modello più economico, sacrifica la qualità dello schermo adattandosi a quella di molti competitor nella stessa fascia di prezzo. 6,4 pollici, risoluzione FHD+ (1080 x 2400 pixel) e un refresh rate a 60 Hz.

Inoltre gli schermi dell’Oppo Find X2 Pro e Find X2 Neo sono curvi sui bordi, aspetto che migliora l’estetica e sfrutta al massimo la superficie disponibile ma che non a tutti piace. Oppo Find X2 Lite offre invece uno schermo piatto.

Connettività

Tutti e tre i modelli supportano il 5G. Se per un flagship come il Find X2 Pro può apparire quasi scontato, non lo è per il Find X2 Neo, destinato alla fascia di mercato medio-alta, nè tantomeno per il Find X2 Lite, il primo ad introdurre il supporto al 5G anche in questa fascia di prezzo. Questo è stato possibile grazie alla dotazione del chip Snapdragon 765G, dotato del modem SD X52 (SA/NSA, sub-6GHz + mmWave).

Hardware

Qui di seguito le principali differenze lato hardware:

Oppo Find X2 Pro

CPU: Qualcomm Snapdragon 865
RAM: 12 GB LPDDR5
Memoria interna: 512 GB UFS 3.0

Oppo Find X2 Neo

CPU: Qualcomm Snapdragon 765G
RAM: 12 GB LPDDR4
Memoria interna: fino a 256 GB UFS 2.1

Oppo Find X2 Lite

CPU: Qualcomm Snapdragon 765G
RAM: 8 GB LPDDR4
Memoria interna: fino a 128 GB UFS 2.1

Oppo Find X2 Pro è dotato di un potente processore Snapdragon 865, con GPU Adreno 650, affiancato da ben 12 GB di RAM. Se volete uno smartphone per giocare ai giochi che richiedono un’elevata elaborazione di poligoni Oppo Find X2 Pro è lo smartphone su cui puntare.

Da notare anche che i 512 GB di memoria interna sono di tipo UFS 3.0, che hanno una velocità doppia rispetto alla UFS 2.1 degli Oppo Find X2 Neo e dell’Oppo Find X2 Lite, che non possono dotarsi della 3.0 per il mancato supporto di tale tecnologia da parte dello Snapdragon 765G.

Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: la velocità della RAM. Mentre lo Snapdragon 865 dell’Oppo Find X2 Pro supporta le memorie di tipo LPDDR5, Oppo Find X2 Neo e Lite hanno la RAM di tipo LPDDR4 fino a 2.133 Mhz.

Audio

Il Find X2 Pro e il Find X2 Neo hanno l’audio stereo Dolby Atmos mentre nel Find X2 Lite è solo mono. Nessuna differenza per chi è solito utilizzare le cuffie. Ma se passate molto tempo a guardare video su Youtube o su Netflix senza cuffie, il doppio altoparlante è altamente consigliato.

Fotocamera

Il comparto fotografico di Oppo Find X2 Pro è composto da 3 sensori: un sensore principale Sony IMX689 da 48 MP f/1.7 con stabilizzazione ottica, un sensore da 48 MP f/2.0 per il grandangolo e un sensore da 13MP f/3.0 per lo zoom a 5X.

Su un gradino più basso la fotocamera dell’Oppo Find X2 Neo il cui comparto fotografico ruota attorno alla fotocamera principale Sony IMX586 da 48 MP, con stabilizzazione ottica, un’ottica grandangolare da 8 MP, e un sensore da 13 MP per lo zoom ottico ibrido da 5X.

Nell’Oppo Find X2 Lite manca il sensore per lo zoom, al posto del quale troviamo un sensore da 2 MP per la profondità di campo ed un sensore per le macro. Il sensore principale è Sony IMX586 f/1.7, non manca l’ottica grandangolare da 8MP f/2.2, anche se di qualità più bassa.

E’ chiaro che se volete foto di qualità super, probabilmente solo l’Oppo Find X2 Pro sarà in grado di soddisfare le vostre esigenze. La qualità si abbassa nell’Oppo Find X2 Neo, soprattutto della grandangolare, che però conserva il sensore per lo zoom, che sparisce invece nell’Oppo Find X2 Lite.

Oppo Find X2 Pro è in grado di registrare video fino a 4K a 60fps, cosa possibile sia con il Find X2 Neo che con il Find X2 Lite ma ad un framerate più basso (30 fps).

Molto simile la qualità dei selfie. Tutti e tre i modelli sono dotati di una fotocamera anteriore da 32 MP con la stessa apertura (f/2.4). Da notare come nel modello più economico, Oppo Find X2 Lite, troviamo lo stesso sensore (Sony IMX616) utilizzato nel modello top.

Prezzi

Oppo Find X2 Pro: 1199 €
Oppo Find X2 Neo: 699 € (versione 12/256 GB)
Oppo Find X Lite: 499 €

Conclusioni: quale conviene comprare?

I tre modelli della gamma X2 di Oppo sono molto diversi tra loro. Oppo Find X2 Pro è chiaramente quello più completo e adatto a far fronte a qualsiasi esigenza ma è per pochi, e a quel prezzo è difficile non orientarsi su brand più affermati in Italia, come Samsung con il suo Galaxy S20 Ultra.

Il prezzo di partenza dell’Oppo Find X2 Neo è ancora troppo alto, considerando che si tratta di uno smartphone con un hardware da mid-range e che la qualità fotografica è inferiore ad altri modelli venduti nella stessa fascia. Infine Oppo Find X Lite rinuncia allo schermo a 90 Hz e all’ottica zoom, e dovrà scontrarsi con il Pixel 4a quando uscirà.

Di buono però c’è che Oppo ha sdoganato il 5G anche nella fascia media di mercato. Se cercate uno smartphone di fascia media con il supporto al 5G al momento è tra le poche opzioni di scelta disponibili.