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Come avere il Night Mode anche sull’iPhone X / XS e sui vecchi iPhone

Alle numerose critiche mosse nei confronti dei nuovi iPhone 11 subito dopo l’evento di presentazione ne abbiamo dovuta aggiungere un’altra: la nuova modalità Night Mode, capace di garantire migliori condizioni di luce, ridurre il rumore ed offrire colori più naturali agli scatti notturni sarà un’esclusiva degli iPhone 11

Una decisione che ci ha lasciati di stucco, perchè i tanti possessori degli iPhone delle generazioni precedenti si aspettavano questa novità tra quelle integrate nella prossima release di iOS (iOS 13). a quanto pare nonostante sia tecnicamente possibile implementare il nuovo Night Mode anche sui vecchi iPhone, la nuova modalità notturna sarà uno dei vantaggi per cercare di convincere gli utenti ad acquistare i nuovi iPhone 11. 

Ma per chi avesse pensato, anche solo per un attimo, di sostituire il proprio iPhone X / XS per acquistare un iPhone 11 per fare scatti notturni di qualità superiore, consiglio di valutare un’app disponibile su App Store, capace di replicare la stessa qualità offerta dal Night Mode.

Si tratta di NeuralCam, disponibile per iPhone 7 Plus, iPhone 8 Plus, iPhone X, iPhone XS e iPhone XS Max e premiata dal sito 9toMac come la migliore app per fare le foto in notturna con l’iPhone. Purtroppo non si tratta di un’app gratuita ma piuttosto che comprare un iPhone 11 solo per le foto di notte vale la pena spendere i 3,49 € chiesti dallo sviluppatore. 

neuralcam

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Il nuovo Night Mode sarà un’esclusiva degli iPhone 11

Tra le note positive dei nuovi iPhone 11 c’è il rinnovato comparto fotografico che può contare, oltre che sul nuovo sensore ultra-wide, anche su interessanti novità lato software.

Tra tutte la nuova modalità Night Mode è quella che ha destato maggiore curiosità tra chi ha seguito la presentazione, durante la quale Apple ha mostrato la differenza tra due scatti in notturna: una con il night mode attivato e l’altra con il night mode disattivato, con quest’ultima non solo visivamente molto più luminosa ma anche, a detta di Apple, con un livello di rumore più basso. 

In sostanza con i nuovi iPhone 11 non appena la fotocamera rileva scarse condizioni di luce, attiva in automatico il nuovo Night Mode, garantendo migliori condizioni di luce, riducendo il rumore digitale e offrendo allo scatto notturno colori più fedeli e naturali

Questa nuova modalità è resa possibile dal Neural Engine di nuova generazione ma pare che, dal punto di vista tecnico, sia una questione relegata solo al software e che quindi sia teoricamente implementabile anche sugli altri iPhone con supporto all’iPhone 11.

La triste novità di oggi per tutti i possessori di un iPhone X / XS e di altri iPhone precedenti che riceveranno l’aggiornamento ad iOS 13 è che il nuovo Night Mode sarà una funzionalità esclusiva dell’iPhone 11

Se tutto questo fosse confermato si tratterebbe di una decisione, quella di Apple, alquanto discutibile, soprattutto sulla base del customer care e dell’attenzione del cliente che da sempre la contraddistinguono, mirata ad aumentare le vendite di uno smartphone che ha ben poche novità rispetto alla generazione precedente.

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iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max: 11 motivi per NON comprarli

E’ da poco terminata presentazione dei nuovi iPhone 11, tanto attesa quanto deludente, scialba e a tratti anche noiosa. L’assenza di particolari novità stavolta non era del tutto scontata visti i tantissimi rumors che si sono susseguiti negli ultimi mesi anticipando per i nuovi iPhone 11 funzionalità inesistenti. Dov’è la ricarica inversa di cui si parlava? E il sensore sotto al display? Non si dava per certa la presenza dell’USB-C? A rendere tutto ancora più grottesco i soliti applausi comandati, conditi stavolta anche da confronti diretti con la concorrenza come da consuetudine dei brand cinesi (Huawei/Honor in primis) e dalle solite riprese fighissime con l’iPhone in obliquo, con sfondo studiato ad hoc, volte a nascondere il notch. 

C’è anche qualche elogio da fare, soprattutto sul fronte fotografico, ma vale la pena di spendere così tanto? Qui di seguito ho voluto riassumere in 11 punti quello che penso dei nuovi iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max

1. “Pro Max” non si può sentire

Già lo scorso anno la dicitura “Max” aveva destato molte perplessità, vista l’assonanza con i cinesoni da 200 euro venduti su Gearbest e TinyDeal. Stavolta Apple decide non solo di usare il “Pro”, tanto caro a Huawei, Honor e Xiaomi, ma di usarli ENTRAMBI nel modello di punta. BAH. Manca solo “Turbo” e la cinesaggine è al top.  

2. La scelta dei colori dell’iPhone 11 è opinabile

I colori dell’iPhone XR erano molto, molto più belli. I colori di quello che dovrebbe essere un modello che strizza l’occhio agli utenti più giovani appaiono stavolta più sbiaditi. Incomprensibile la scelta di rinunciare alla colorazione blu (ne avranno venduti pochi?), al posto del quale troviamo una colorazione tendente al violetto. 

3. Che fine ha fatto il 3D Touch?

Che il 3D Touch “rivoluzionario”, almeno per come ce l’avevano venduto dall’iPhone 6S in poi, non fosse così utilizzato, si era già capito dal fatto che l’avessero tolto nell’iPhone XR. Nessuno però si aspettava che Apple abbandonasse del tutto questa tecnologia. Eppure tante app in iOS utilizzano questa funzionalità, a cui Apple ha rinunciato per scarso utilizzo da parte degli utenti. Evidentemente sono tanti gli utenti che hanno un iPhone ma non sanno bene come utilizzarlo. 

4. Memoria da 64 GB del modello base anche nelle versioni Pro..

Ok nell’iPhone 11 ma quello che sconvolge è che anche per l’iPhone 11 Pro e Pro Max si parte da un taglio di memoria di 64 GB. Insomma, per avere una versione decente e utilizzabile spensieratamente bisognerà puntare direttamente al modello dal 256 GB dell’iPhone 11 Pro (1.359 €) o dell’iPhone 11 Pro Maxv(1.459 €). Resta da capire l’utilità del modello da iPhone 64 GB se non quella di tendere la mano verso gli utenti che vogliono la versione Pro a tutti i costi. 

5. Grazie Apple per i 50 euro in meno

Si chiama iPhone 11 ma in realtà è un nuovo iPhone XR. Quest’ultimo lo scorso anno era uscito a 889€ nella versione base, stavolta i prezzi in Italia dell’iPhone 11 (che preferisco chiamare “nuovo XR”) partiranno da 839€. Non è ironico, è un ringraziamento sincero il mio, nella speranza che questa corsa verso prezzi di anno in anno sempre più alti possa finalmente finire. O almeno lo era, dato che poi ho visto i prezzi dell’iPhone 11 Pro e Pro Max. 

6. Si chiama display LCD, non Liquid Retina

Questa folle tendenza di Apple a dare nomi altisonanti a tecnologie già esistenti, se da un lato penso che sia geniale e mi fa sorridere, dall’altra penso sia un non-sense volto solo a generare confusione nell’utente medio. La verità è che l’iPhone 11 (il nuovo XR) non ha il display OLED, che tutti ci auspicavamo, ma (ancora una volta) un classico display LCD retro-illuminato a LED. In un confronto con la controparte Android (S10e) ne esce con le ossa rotte. 

7. All’alba del 2020 la risoluzione del display dell’iPhone 11 è inaccettabile

Passi il XR dello scorso anno, ma vorrei ricordare che siamo quasi nel 2020, e nel 2020 una risoluzione di 828 x 1792 pixel è semplicemente inaccettabile. E stiamo parlando di un telefono da 839€ (modello base). Possibile che escano ancora oggi telefoni con cui non è possibile guardare nemmeno contenuti a 1080p? Accanto ad un XS / XS Max i pixel si notano tutti. 

8. L’innovazione la fanno altri 

I rumors fin troppo ottimistici hanno fatto emergere ancora di più la desolante assenza di innovazioni: oltre alla (assurda) rinuncia al 3D Touch, 
mancano all’appello anche l’USB-C, il sensore sotto al display, la ricarica inversa, il taglio da 128 GB e il 5G, che vedremo probabilmente il prossimo anno. Ah.. e il caricatore rapido sarà da 18w, tutto questo mentre Xiaomi presenta la ricarica WIRELESS da 30W. Per un possessore di un iPhone X o di un iPhone XS/XS Max questa generazione è da saltare a piè pari. 

9. 4 ore in più di autonomia rispetto all’iPhone XS? 

Il boost di autonomia rispetto alla generazione precedente è stato tra i pochi aspetti che ho apprezzato dei nuovi iPhone 11 Pro e 11 Pro Max. Quello che sorprende però sono le 4 ore di autonomia in più rispetto all’iPhone XS. Non si sa in quali condizioni (standby forse?), ma 4 ore sono tante e il fatto che non sia stata avvalorata durante la presentazione da qualche altra considerazione quantitativa fa sorgere non pochi dubbi sull’effettiva durata della batteria. 

10. Il supporto all’Apple Pencil si è rivelata una delle tante fake news

Erano in tanti ad aspettarsi il supporto alla Apple Pencil, soprattutto alla luce delle potenzialità esaltate dalla serie Note da qualche anno a questa parte. Nonostante l’ampio display da 6.5 pollici evidentemente l’esperienza d’uso di un iPhone è ancora ben distinta e separata rispetto a quella di un iPad. Peccato, ma c’era da aspettarselo. 

11. I veri punti di forza dei nuovi iPhone saranno sempre l’assistenza e il supporto

Ancora una volta il vero punta di forza dell’iPhone e di tutti i prodotti Apple è l’assistenza post-vendita. Il supporto telefonico è impeccabile, così come l’assistenza presso l’Apple Store in cui potete recarvi per qualsiasi problema hardware o richiesta di riparazione, previo appuntamento. E’ solo pensando ai servizi e al supporto di Apple che passa la voglia di spendere oltre 1000 € per uno smartphone Android, con cui invece bisogna incrociare le dita nella speranza di non incappare in difetti di fabbrica o problemi hardware. 

Nonostante le mie critiche non mancano elementi positivi oggettivamente condivisibili, come l’eccellente lavoro svolto sul lato fotografico, con la tripla fotocamera che potrà contare su un costante miglioramento lato software, a partire dalla modalità Deep Fusion, che arriverà presto con un aggiornamento di iOS 13 volta a garantire la massima resa fotografica. Che sia sufficiente per giustificare i prezzi elevatissimi delle versioni Pro?

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Smartphone

Motorola One Zoom è già su Amazon a 399 €

Presentato ad IFA nei giorni scorsi, Motorola One Zoom è già disponibile su Amazon al prezzo di 399€

Se parliamo di smartphone di fascia media Motorola è tra i produttori più attivi anche sul mercato italiano, grazie ad ottimi dispositivi venduti soprattutto attraverso Amazon, come la fortunata serie G7. 

One Zoom è l’ultimo smartphone presentato da Motorola in occasione dell’IFA. La versione venduta su Amazon.it è quella esclusiva per l’Europa, con Amazon Alexa integrato. Sarà sufficiente dire “Alexa” (o in alternativa premere due volte il pulsante di accensione) per ascolta la musica o le ultime notizie, chiedere informazioni sul meteo o controllare i dispositivi Echo. 

Il nome One Zoom deriva dal fatto che una delle ottiche di cui è dotata la fotocamera è di tipo zoom (ottica tele 3X), che arriva fino a 10X sfruttando lo zoom ibrido, da 8MP f/2.4 e stabilizzazione ottica (OIS). Gli altri sensori includono:

  • un sensore principale (wide) da 48 MP f/1.7, (wide) e dimensione dei pixel 0.8µm, anch’esso con OIS;
  • un sensore ultra wide da 16 MP, f/2.2, 13mm (ultrawide)
  • un sensore da 5MP per la profondità di campo

La fotocamera anteriore per i selfie è invece da 25 MP e, sulla carta, dovrebbe offrire una buona qualità anche in scarse condizioni di luce grazie alla tecnologia del Pixel Binning che unisce 4 pixel in 1. 

Le altre specifiche sono le seguenti: 

  • Display Super AMOLED da 6.39 pollici e risoluzione 1080 x 2340 pixel (403 ppi)
  • Processore Qualcomm Snapdragon 675 con GPU Adreno 612
  • 4 GB di RAM
  • 128 GB di memoria interna espandibile tramite microSD fino 512 GB
  • Batteria da 4000 mAh con charger da 15 W
  • Android 9.0 (Pie)

Aldilà delle specifiche tecniche gli smartphone Motorola si distinguono dalla concorrenza per due caratteristiche peculiari: 

  • Rapidità e sicurezza, grazie agli aggiornamenti di sicurezza garantiti da Android ogni due mesi per tre anni, durante i quali è possibile mantenere il sistema sempre aggiornato con l’ultima versione di Android; 
  • L’ottima ricezione, grazie ad un’antenna che, a parità di operatore e posizione, garantisce un’elevata capacità di ricezione e un’ottima qualità delle chiamate; 

 

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Ricarica wireless lenta? Ecco il charger wireless da 30W

La ricarica wireless è comoda e sempre più apprezzata da chi ha uno smartphone che supporta questa tecnologia. Basta infatti poggiarlo sul pad di ricarica evitandoci la scomodità di staccare e riattaccare il cavo ogni volta che vogliamo utilizzare lo smartphone mentre è in carica o più in generale la scomodità di avere cavi di mezzo. 

Il wireless charging ha però un grosso limite: i tempi di ricarica. E’ infatti molto più lenta di quella tradizionale. Citiamo un paio di esempi: il Galaxy Note 10 plus e il P30 Pro supportano il fast charging rispettivamente fino a 45 watt e 40 watt, che consentono di caricare il dispositivo in circa un’ora.

Se si parla di wireless charging però la potenza con cui si caricano scendono a circa 10 watt, che tra l’altro non sono effettivi, dato che bisogna considerare l’efficienza del charger. Alcuni siti americani hanno testato l’effettiva potenza del wireless charging dei charger Samsung e Huawei, rilevando una potenza di uscita reale dai 2 ai 4 watt, che si traducono in tempi di ricarica notevolmente più lunghi rispetto alla ricarica tradizionale. Di fatto quindi, l’utilizzo che facciamo del wireless charger è quello di dare un po’ di autonomia in più allo smartphone durante la giornata, premesso che ci ricordiamo sempre di poggiarlo sul pad di ricarica. 

Xiaomi è tra le aziende più attive nel wireless charging, alla ricerca di soluzioni volte a ridurre i tempi di ricarica anche poggiando lo smartphone sul pad. Durante l’evento di oggi ha annunciato che il Mi 9 Pro 5G, prossimo all’uscita, supporterà la ricarica wireless a 30W e che quindi, assieme al dispositivo, uscirà anche il nuovo wireless charger da 30W

Sulla base di quanto descritto in precedenza molto dipenderà dall’efficienza di ricarica, ma i numeri proiettati da Xiaomi sono molto promettenti: serviranno solo 25 minuti per caricare la batteria da 4,000 mAh fino al 50%, e 69 minuti per una ricarica completa. Se quanto affermato da Xiaomi fosse vero si tratterebbe quindi una ricarica wireless con tempi equiparabili a quelli a cui siamo abituati con un normale charger.

Xiaomi ha annunciato anche che il team di sviluppatori hardware è al lavoro anche su un charger da 40W, che vedrà la luce probabilmente il prossimo anno.