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Guide all'acquisto Smartphone

I migliori smartphone Android (max 250 euro)

I migliori smartphone Android da massimo 250 euro rappresentano modelli di difficile collocazione e la cui considerazione è complicata, perché stiamo parlando di una fascia di prezzo davvero delicata dove si possono trovare smartphone obsoleti, smartphone sovrapprezzati o ancora modelli che sono scesi di prezzo (ex top o medio gamma) e hanno assunto un appeal decisamente accattivante anche agli occhi dei consumatori che seguono di più questo mercato.

Sicuramente, in questo periodo, una variazione di prezzo pesa moltissimo sulla nostra scelta e se ci fossero offerte lampo, sarebbe difficile considerarle. Tenete a mente questi fattori sul prezzo per decidere se acquistare uno dei migliori smartphone Android a meno di 250€ presenti in questa guida.

Cosa cambia tra uno smartphone da 200€ e uno da 250€?

Spesso a livello di architettura hardware, specifiche tecniche e caratteristiche software le differenze sono davvero minime e ridotte all’osso, ma una delle cose che catturano l’attenzione è la presenza di design più curati e spesso l’utilizzo di materiali più pregiati che donano un qualcosa di più a livello estetico che sugli smartphone più economici è difficile ritrovare.

Volete risparmiare qualcosina e vedere se perdete qualcosa? Allora da non perdere le nostre guide ai migliori smartphone da 200 euro e quelli da 150 euro.

Ecco quali sono le caratteristiche essenziali che deve avere uno smartphone Android da 250 euro per essere considerato nella nostra guida (ci potranno essere delle eccezioni ma saranno sempre giustificate):

– Uno schermo di qualità più che adeguata, con una diagonale e un form factor che permetta la riproduzione di contenuti multimediali di un certo livello. Vedere una serie Netflix o Amazon Prime deve essere un piacere. Vale comunque la pena anche osservare smartphone con diagonale minore come punto di “diversità”, a questo proposito eventuali modelli compatti avranno un occhio di riguardo.
– La fotocamera deve essere affidabile nelle condizioni più disparate e essere indicata per chi vuole farne un uso spensierato, senza perdersi nelle molteplici opzioni, spesso poco utilizzate. Inutile parlare di risoluzione o sensori, sono dati più interessanti per il reparto marketing dei produttori, le nostre scelte saranno basate sulla qualità degli scatti.
– Sul sistema operativo è complicato fare considerazioni, specialmente se parliamo di interfaccia software. Il minimo sindacale è Android 9 Pie, l’aggiornamento ad Android 10 deve essere comunque garantito.
– Features aggiuntive come lo sblocco facciale 3D o sensori di impronta rapidissimi saranno accuratamente ponderate, soprattutto in merito alla funzionalità e all’efficacia, specialmente perché si trovano facilmente anche su smartphone dal costo inferiore.

Dove seguire le migliori offerte

La guida verrà aggiornata con costanza se ci saranno nuovi smartphone da prendere in considerazione, ma se ci fosse qualche dubbio non esitate a scriverci qui di seguito nel box dei commenti e magari premiateci “Mi piace” alla nostra pagina Facebook, per aiutarci a crescere e aiutare ancora più persone nella scelta. Non dimenticate il nostro canale Telegram AffariConTec dove segnaliamo le migliori offerte tecnologiche del web.

Un’ultima precisazione prima di passare alla classifica riguarda i prezzi di riferimento, che sono quelli degli store online più conosciuti (come Amazon), mediamente più vantaggiosi rispetto a quelli dei negozi fisici. Vi consigliamo anche la nostra guida per risparmiare davvero su Amazon.

E’ possibile quindi che i prezzi degli smartphone nei centri commerciali differiscano sensibilmente da quelli indicati su questa guida; alcuni modelli hanno un prezzo su Amazon superiore a 200 euro, ma abbiamo voluto inserirli in questa guida perché online è possibile acquistarli a meno.

A voi la nostra classifica dei migliori smartphone Android a meno di 250 euro, non dimenticatevi però il like alla nostra pagina Facebook!

1. Xiaomi Poco X3: il migliore per caratteristiche tecniche

Xiaomi Poco X3

POCO è un altro dei brand indipendenti lanciati da Xiaomi che porta con sè un hardware top ad un prezzo contenuto. Poco X3 è uno degli smartphone più interessanti sul mercato. Il design è aggressivo, con la scritta “POCO” sul retro appariscente. Se cercate uno smartphone “tascabile” e poco ingombrante difficilmente farà al caso vostro, visto il peso importante di 215gr e l’ampio display da 6.7 pollici. Ma se siete alla ricerca di uno smartphone performante, non potete non prenderlo in considerazione. Anzitutto per lo schermo a 120Hz con supporto ad HDR10, che garantisce una perfetta fluidità delle animazioni e che mostra tutti i suoi vantaggi nello scroll durante la navigazione e sui social. La qualità fotografica è più che convincente, così come l’autonomia, forte di una batteria da 5.160 mAh che riesce a reggere i consumi dello schermo a 120Hz e che tra l’altro può beneficiare della ricarica rapida a 33W. Peccato solo per l’assenza dell’ottica zoom che avrebbe reso più divertente l’uso della fotocamera.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Settembre 2020 | Peso: 215 gr | Spessore: 9.4 mm | Sistema operativo: Android 10, MIUI 12 | Aggiornamento disponibile: | Display: 6.67 pollici | Risoluzione: 1080 x 2400 pixel (395 PPI) | Processore: Qualcomm Snapdragon 732G | RAM: 6 GB | Memoria interna totale: 64 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 64 MP, f/1.9 (wide) – 13 MP, f/2.2 119° (ultrawide) – 2 MP, f/2.4 (macro) – 2 MP, f/2.2 (profondità)| Fotocamera anteriore: 20 MP, f/2.2 (wide) | Batteria: 5.160 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G: No | Dual SIM: Sì

2. Redmi Note 9 Pro: il best buy di Redmi

Della serie Redmi Note 9, il brand indipendente nato da una costola di Xiaomi, il Redmi Note 9 Pro è sicuramente il modello da comprare. Redmi Note 9 Pro è un best buy che non si fa mancare nulla, ad eccezione dello schermo AMOLED al posto del quale troviamo un tradizione schermo LCD retroilluminato a LED. Rispetto al Note 9 e al Note 9S ha il chip NFC, utile per i pagamenti contactless, che si aggiunge ad una dotazione hardware completa che include anche la radio FM, il sensore ad infrarossi e il jack audio per connettere le cuffie con il filo. La qualità fotografica è sopra alla media degli smartphone in questa fascia di prezzo, anche se non è presente lo zoom ottico. La MIUI 12, disponibile fin da subito, amplia le possibilità di personalizzazione, migliorando al tempo stesso l’aspetto generale dell’interfaccia utente.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Maggio 2020 | Peso: 209 gr | Spessore: 8.8 mm | Sistema operativo: Android 10, MIUI 11 | Aggiornamento disponibile: | Display: 6.67 pollici | Risoluzione: 1080 x 2400 pixel (395 PPI) | Processore: Qualcomm Snapdragon 720G | RAM: 6 GB | Memoria interna totale: 64 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 64 MP, f/1.9 (wide) – 13 MP, f/2.2 119° (ultrawide) – 8 MP, f/2.4 (macro) – 2 MP, f/2.4 (profondità)| Fotocamera anteriore: 16 MP, f/2.5 (wide) | Batteria: 5.020 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G: No | Dual SIM: Sì

3. Motorola Moto G Pro: per chi vuole il pennino

Moto G Pro

Moto G Pro è uno smartphone che rappresenta un’eccezione in questa fascia di prezzo. La dotazione del pennino infatti lo rende diverso dagli altri, rendendo accessibile un’esperienza d’uso che ricorda, anche se alla lontana, quella della serie Note di Samsung. Il pennino chiaramente non è evoluto come la controparte Samsung, ma si rivela utile quando vogliamo prendere appunti a mano o scattare screenshot su cui disegnare o scrivere rapidamente delle note. L’altro motivo per cui scegliere Motorola Moto G Pro è l’autonomia: nonostante ci siano sul mercato smartphone con batterie più capienti la batteria da 4.000 mAh riesce ad assicurare un’autonomia fuori dal comune. Impossibile arrivare a sera con meno del 40% di autonomia, complice il sistema operativo in versione stock, ottimizzato e un comparto hardware non troppo spinto.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Giugno 2020 | Peso: 192 gr | Spessore: 9.2 mm | Sistema operativo: Android 10, Android One | Aggiornamento disponibile: | Display: 6.4 pollici | Risoluzione: 1080 x 2300 pixel (399 PPI) | Processore: Qualcomm Snapdragon 665 | RAM: 4 GB | Memoria interna totale: 128 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 48 MP, f/1.7 (wide) – 16 MP, f/2.2 117° (ultrawide) – 2 MP, f/2.2 (macro)| Fotocamera anteriore: 16 MP, f/2.0 (wide) | Batteria: 4.000 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G: No | Dual SIM: Sì

4. Xiaomi Mi 10T Lite 5G: il migliore con il 5G

Xiaomi Mi 10T Lite 5G va ad arricchire la vasta gamma Mi 10 del celebre brand cinese, proponendo una versione light, dalla caratteristiche tecniche equilibrate e con un target che punta alla fascia media. In effetti, le componenti di questo smartphone lo fanno apprezzare proprio per il suo essere un giorno equilibrio fra tanti aspetti che l’utente di fascia media vuole soddisfare: l’ottimo schermo AMOLED con supporto all’HDR+, prestazioni molto convincenti, frutto del processore Snapdragon 750 5G, il supporto al 5G e una buona autonomia grazie ad una batteria da 4.820 mAh che sostiene egregiamente qualsiasi stress di utilizzo. Presenti anche radio FM, NFC e jack audio.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Ottobre 2020 | Peso: 215 gr | Spessore: 9 mm | Sistema operativo: Android 10, MIUI 12 | Aggiornamento disponibile: -| Display: 6.67 pollici | Risoluzione: 1080 x 2400 pixel (395 PPI) | Processore: Qualcomm Snapdragon 750 5G | RAM: 6 GB | Memoria interna totale: 64 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 64 MP, f/1.9 (wide) – 8 MP, f/2.2 120° (ultrawide) – 2 MP, f/2.4 (macro) – 2 MP, f/2.4 (profondità)| Fotocamera anteriore: 16 MP, f/2.5 (wide) | Batteria: 4.820 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G:  | Dual SIM: Sì

5. Samsung Galaxy A51: il migliore se volete Samsung

Samsung Galaxy A51

Il Samsung Galaxy A51 è uno smartphone che ha saputo catalizzare l’attenzione di molti consumatori grazie ad un sapiente mix di architettura hardware di alto livello ed un prezzo non esagerato: il display Super AMOLED spicca assolutamente nella fascia di prezzo, pur non arrivando ovviamente alle vette dei top di gamma. E’ il fattore che sicuramente spicca di più, grazie anche ai 6.5 pollici di display FullHD+, ideale per godersi i contenuti multimediali dai vari servizi streaming come Netflix, Amazon Prime Video o NowTV. Non si fa mancare una ottima autonomia, grazie alla batteria da 4000 mAh, e buone prestazioni del comparto fotografico che si arricchisce di ben 4 sensori (di cui uno dedicato al grandangolare e uno al bokeh sfocato), anche se a colpo d’occhio potrebbe non piacere il comparto fotografico posteriore dal punto di vista estetico. Lascia qualche perplessità dal punto di vista del design, complici anche le fotocamere posteriori che non sono state apprezzate da tutti. Strano, invece, trovare nel 2020 chip non di ultimissima generazione, che mina la prestazioni. Ha il gamebooster per giocare ma inizia a scaldare con giochi pesanti. La ricarica inoltre è solo a 15W. Non manca l’NFC.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Dicembre 2019 | Peso: 172 gr | Spessore: 7.9 mm | Sistema operativo: Android 10, One UI 2.5 | Aggiornamento disponibile: | Display: 6.5 pollici | Risoluzione: 1080 x 2400 pixel (405 PPI) | Processore: Exynos 9611 | RAM: 4 GB | Memoria interna totale: 64 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 48 MP, f/2.0 (wide) – 12 MP, f/2.2 123° (ultrawide) – 5 MP, f/2.4 (macro) – 5 MP, f/2.2 (profondità)| Fotocamera anteriore: 32 MP, f/2.2 (wide) | Batteria: 4.000 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G: No | Dual SIM: Sì

6. Realme 6 Pro: il più bilanciato

Realme 6 Pro

Realme 6 Pro rispecchia tutte le qualità del brand: specifiche tecniche e caratteristiche accattivanti accoppiate ad un prezzo aggressivo. Il modello che abbiamo inserito in questa guida è la versione Pro, con 6 GB e 64 GB di memoria interna, rispetto agli 8/128 della versione standard. Nonostante lo storage più piccolo vogliamo consigliarvi questa versione per la dotazione di uno Snapdragon 720G rispetto al processore Mediatek della versione base. Inoltre si distingue da quest’ultimo per la durata della batteria, che consente di arrivare a fine giornata con oltre il 40% di autonomia residua. Per il resto le caratteristiche sono le stesse del Redmi 6: display (purtroppo non AMOLED) con refresh a 90 Hz, che assicura una buona fluidità nelle animazioni, negli scroll e nei video e un discreto comparto fotografico che assicura scatti di buona qualità anche grazie agli accorgimenti via software.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Marzo 2020 | Peso: 202 gr | Spessore: 8.9 mm | Sistema operativo: Android 10, Realme UI| Aggiornamento disponibile: -| Display: 6.6 pollici | Risoluzione: 1080 x 2400 pixel (399 PPI) | Processore: Qualcomm Snapdragon 720G | RAM: 6 GB | Memoria interna totale: 64 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 64 MP, f/1.8 (wide) – 12 MP, f/2.5 120° (telephoto) – 8 MP, f/2.3 (ultrawide) – 2 MP, f/2.4 (profondità)| Fotocamera anteriore: 16 MP, f/2.1 (wide) | Batteria: 4.300 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G: Dual SIM: Sì

7. BlackView BV6300 Pro: il più resistente

BlackView BV6300 Pro

BlackView è un brand che realizza smartphone resistenti, da battaglia, cosiddetti “rugged”. BlackView BV6300 è il top di gamma impermeabile, resistente a cadute e da portare con sè nelle situazioni più estreme per evitare di rompere lo smartphone che utilizziamo come primo telefono. Chiaramente il prezzo da pagare è l’ingombro. Se da un lato il peso non è eccessivo, dall’altro lo spessore si fa sentire così come. La dotazione hardware non è male, grazie a 6 GB di RAM e ben 128 GB di memoria interna, e in generale risulta fluido e reattivo nonostante l’utilizzo di un processore Mediatek. Anche l’autonomia è molto buona e sufficiente a coprire un’intera giornata di utilizzo, aspetto di primaria importanza per uno smartphone pensato soprattutto per essere utilizzato all’aperto. I difetti di questo modello sono nella qualità delle foto, più bassa rispetto alla media, e nella risoluzione a 720p che rende lo schermo meno nitido e definito rispetto agli altri smartphone di questa guida.

Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Luglio 2020 | Peso: 230 gr | Spessore: 12.8 mm | Sistema operativo: Android 10| Aggiornamento disponibile: -| Display: 5.7 pollici | Risoluzione: 720 x 1440 pixel (240 PPI) | Processore: Mediatek MT6771T P70 | RAM: 6 GB | Memoria interna totale: 128 GBMicroSD: SÌ, fino a 256 GB | Fotocamera principale: 16 MP – 8 MP – 2MP, 0.3 MP| Fotocamera anteriore: 13 MP | Batteria: 4.380 mAh, Rimovibile: No | 4G: SÌ | 5G: Dual SIM: Sì

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Recensioni Smartphone

MIUI 12 su smartphone Xiaomi: la recensione

Amici di tecnologici.net ben trovati. A distanza di qualche settimana dai primi avvistamenti per la variante Global stabile, anche Xiaomi Mi 9T, versione Europea, ha finalmente ricevuto la tanto agognata notifica per procedere all’aggiornamento via OTA alla MIUI 12.

Come sempre, i tanti rumors trapelati nell’ultimo periodo, non hanno fatto altro che aumentare l’attesa dei Mi Fans, ansiosi di poter godere delle tante novità promesse da Xiaomi. Basta dare un’occhiata al corposissimo changelog (clicca qui per vedere il changelog) per rendersi subito conto dell’importanza di questo aggiornamento che, dopo l’ottima MIUI 11. La MIUI 12 si propone di andare a limare i pochi aspetti ancora imperfetti ed aggiungere alcune nuove funzioni che si preannunciano davvero interessanti.

L’aspetto grafico della MIUI 12

La cosa che appare immediatamente, una volta ultimata la procedura di aggiornamento, è la cura maniacale di ogni dettaglio grafico. Già con la MIUI 11, la coerenza grafica era stata messa in primo piano ma ancora c’era ancora quel non so che di approssimativo che faceva storcere il naso ai puristi. Con la MIUI 12 tutto è così come uno se lo aspetta, dal dettaglio più insignificante alle animazioni, Xiaomi ha fatto le cose nel migliore dei modi, comprese alcune sciccherie grafiche che lasciano davvero a bocca aperta. Animazioni morbidissime e transizioni molto più che curate, fanno da contorno ad un’interfaccia utente veramente piacevole e funzionale.

Sbloccare il proprio smartphone non è mai stato così piacevole, in particolare per chi potrà godere dei fantastici sfondi animati ma anche per coloro che dovranno accontentarsi, si fa per dire dei classici sfondi statici, l’animazione è veramente curata al meglio. Anche i temi sono ora pienamente compatibili con tutto il sistema, in particolare nello screenshot qui sotto, potete ammirare la schermata home del tema senza limiti. Questo offre finalmente l’opportunità ai puristi Android, di godere delle fantastiche icone stock senza dover più ricorrere a Launcher di terze parti o icon pack.

Passando al pannello delle notifiche, è evidente come sia questo l’aspetto che Xiaomi ha maggiormente cambiato. Oltre all’introduzione del centro di controllo in pieno stile iOS, anche la tendina è stata modificata con un cambio radicale nella scelta dei caratteri che ora sono molto più visibili e funzionali. Da non dimenticare le notifiche dei player audio e video che, come potete vedere, cambiano colore a seconda della copertina del brano o del video in riproduzione.

Oltre a questi accorgimenti cromatici, ho trovato veramente molto utile l’aver introdotto la timeline all’interno della notifica così da rendere lo spostamento all’interno del brano o del video veramente immediato e pratico. Anche la scelta dello sfondo semitrasparente della tendina è secondo me molto azzeccata, in virtù della coerenza grafica generale. In particolare se consideriamo l’opportunità di avere lo sfondo del cassetto app trasparente, questa è una scelta che ho apprezzato molto.

Anche il multitasking è stato ripensato, anche se più a livello funzionale che grafico. Come potete vedere dagli screenshot in questa recensione, premendo il tasto in alto a sinistra, è possibile aprire l’elenco delle applicazioni che supportano le finestre a comparsa. Queste rappresentano la vera e propria novità della MIUI 12. Stesso discorso se teniamo premuto sulla anteprima di un’applicazione che, contrariamente alla versione precedente, aggiunge il comando per abilitare la finestra a comparsa se l’applicazione in questione supporta la funzione.

Proprio riguardo le finestre a comparsa, a mio parere parliamo di una funzione che tralasciando l’innegabile effetto wow, potrà essere giudicata solo con il tempo. Sì tratta in buona sostanza di una via di mezzo tra il classico picture-in-picture ed il multischermo introdotto già nelle versioni precedenti della MIUI. Oltreché dal multitasking, potremmo abilitare questa funzione anche quando riceviamo una notifica, ci basterà tenere premuto sulla parte inferiore del banner che compare sulla parte superiore del display e trascinare verso il basso. Sarà possibile spostare la finestra o ridurla ad icona premendo sulla parte superiore della schermata oppure portarla a schermo intero o chiuderla premendo sulla parte inferiore.

Le novità sulle impostazioni di MIUI 12

Passando al menù delle impostazioni (clicca qui per vedere il menù impostazioni), anche qui secondo tradizione Xiaomi, abbiamo assistito ad una generale riorganizzazione di alcune sezioni che rendono la navigazione estremamente semplice.

Degna di menzione è sicuramente la sezione protezione e privacy che concentra all’interno di un unico menù, tutto ciò che riguarda i permessi concessi alle applicazioni. Questo rende sensibilmente più semplice avere un quadro completo del comportamento delle stesse.

Anche la Dark Mode è stata potenziata: è ora possibile applicarla allo sfondo della schermata Home per risparmiare un po’ di autonomia. La vera aggiunta riguarda la forzatura del tema scuro per tutte quelle applicazioni di terze parti che non lo supportano nativamente. L’Always On Display, oltre ad essere pienamente compatibile con i sopracitati super sfondi animati, permette di utilizzare una foto presente nella nostra galleria come sfondo. La sezione funzionalità speciali, ha visto l’aggiunta di due nuove opzioni, la prima fa riferimento agli strumenti video mentre la seconda è chiamata Modalità Lite che può essere considerata una sorta di modalità semplificata con i come e testo più grande, probabilmente pensata per persone anziane.

Il vero punto di forza della MIUI 11 è stato senza ombra di dubbio l’introduzione della visualizzazione a schermo intero con la navigazione gestuale e, anche qui, Xiaomi ha voluto aggiungere un paio di novità che migliorano sensibilmente la user experience. Il gesto che permetteva di switchare tra le ultime due applicazioni, è stato sostituito da un’alternativa molto più funzionale, in pratica, effettuando uno swipe verso destra o verso sinistra nella parte inferiore del display partendo dal centro, potremmo navigare tra le applicazioni recenti come fossero le pagine di un libro, non limitatamente alle ultime due. Un’altra novità che ho molto apprezzato è stata la possibilità di richiamare Google assistant con uno swipe dal basso verso l’alto da effettuarsi nell’angolo inferiore destro o sinistro del display. Questa funzione così pensata è accessibile anche a coloro che utilizzano lo smartphone con la mano sinistra.

Le novità di MIUI 12 per l’autonomia

Un’altra delle novità che più ho apprezzato in questi primi giorni di utilizzo è sicuramente l’ultra risparmio energetico. Una volta attivato, lo smartphone terrà aperte un numero molto limitato di funzioni in particolare, chiamate, messaggi e le applicazioni a nostra scelta limitando il consumo energetico allo stretto indispensabile.

Oltre alla classica situazione dove siamo rimasti con pochissima batteria e non possiamo ricaricare, trovo questo profilo energetico molto utile anche durante la notte. Ho notato che attivando l’ultra risparmio il consumo della batteria in stand-by è sensibilmente più basso. Relativamente all’autonomia, con un utilizzo standard, non ho riscontrato criticità di sorta. Ovviamente mi riservo di formulare un giudizio più preciso tra qualche ciclo di ricarica.

Le novità software della fotocamera con la MIUI 12

Relativamente alla fotocamera, sia l’interfaccia che il menù delle impostazioni, sono stati riorganizzati rendendo il tutto decisamente più accessibile. Questo permette di ridurre sensibilmente il tempo per modificare i settaggi o richiamare una particolare modalità sia per quanto riguarda le foto che i video.

Le conclusioni su MIUI 12

E’ evidente come siano sufficienti pochi giorni per rendersi conto di come questa MIUI 12 appaia solida e già pienamente ottimizzata. Se, come auspicabile la tradizione Xiaomi verrà rispettata, questa ROM non potrà far altro che migliorare con i prossimi aggiornamenti, che dovranno limitarsi ad aggiungere qualche nuova funzione. Infatti, contrariamente ai ben noti precedenti, di problemi o bug da risolvere, almeno per il momento, io non ne ho riscontrati.

Articolo a cura di Stefano De Ponte

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Come migliorare uno smartphone Xiaomi con Android 10

Ben ritrovati amici di Tecnologici.net. La scorsa volta avevo parlato brevemente delle novità introdotte da Xiaomi su Mi 9T con Android 10, ossia l’ultima versione del sistema operativo di Google. Oggi vi porto una guida per ottimizzare le prestazioni ed in particolare i consumi del vostro smartphone che se seguita, vi farà guadagnare un bel po’ di autonomia.

Prima di iniziare però, una doverosa premessa, dopo l’uscita del precedente articolo, sono cominciate a circolare voci su alcuni problemi relativi proprio alla batteria di Xiaomi Mi 9T conseguenti al passaggio ad Android 10 che, almeno personalmente non ho riscontrato ed essendo membro del gruppo Telegram dedicato, ho potuto constatare come la stragrande maggioranza degli utenti non abbia avuto questo problema.
In realtà Xiaomi ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere questo inaspettato battery drain data l’enorme mole di segnalazioni provenienti dagli utenti.

La guida per ottimizzare Xiaomi Mi 9T con Android 10

Possiamo cominciare facendo pulizia all’interno dello smartphone, andando a rimuovere tutte quelle applicazioni che non utilizziamo e che consumano solo risorse. Scaricate l’applicazione “Hidden Settings for MIUI” dal seguente link ufficiale del Play Store:

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.ceyhan.sets

Una volta avviata, premete su “Manage applications” e disattivate tutte le applicazioni Google che non vi servono. Ovviamente il consiglio è di prestare la massima attenzione a cosa disattivate e, ovviamente, non ci assumiamo alcuna responsabilità per eventuali danni arrecati allo smartphone da questa operazione.

Fatto questo recatevi nelle impostazioni del telefono e scorrete fino alla voce “App” e una volta entrati nel menu, premete su “Permessi” e selezionare “Avvio automatico” ora premete su “altro” e selezionate la voce “Mostra applicazioni di sistema”. Togliete la spunta a tutte le applicazioni, di sistema o terze parti, delle quali non avete bisogno per le notifiche push in quanto questa funzione serve proprio ad avviare automaticamente un applicazione per permetterle di ricevere le notifiche quando accendete o riavviate lo smartphone.

Ora abbassate il pannello delle notifiche ed attivate il risparmio energetico e la sincronizzazione, fatto questo, dalle impostazioni dello smartphone, scorrete fino alla voce “Batteria & Prestazioni” e premete sull’icona a forma di ingranaggio in alto a destra, impostate il parametro “Pulisci la cache quando il dispositivo è bloccato” su “, Tra 1 minuto” lasciando “Disattiva i dati mobili quando il dispositivo è bloccato,” impostato su “Mai”.

Non temete di perdere qualche notifica importante in quanto, se avete concesso l’autorizzazione alle applicazioni con l’avvio automatico di chat, social network, anche se il dispositivo andrà a svuotare la RAM, le stesse verranno riavviate automaticamente.

Sempre dalla sezione “Batteria & Prestazioni” selezionate “Risparmio energetico app” premete sui 3 pallini in alto a destra e selezionate “Mostra le applicazioni di sistema” e “Ordina per impostazioni app”. Ora potete impostare il profilo energetico per singola applicazione, per le app come chat, social network e lettori multimediali, impostate “Risparmio energetico (consigliato), Identifica le applicazioni e le attività di cui preservare i processi importanti” per tutte le altre applicazioni, impostate “Limita le attività in background” così da impedire un inutile spreco di carica.

Un ultimo passaggio, sempre dalle impostazioni dello smartphone, è il seguente: selezionate “Password e sicurezza” – “Privacy” – “App con accesso speciale” e “Ottimizzazione batteria” si apre un elenco di applicazioni e per tutte quelle che ve lo consentono, selezionate la voce “Ottimizza”.

Trucchi per ottimizzare uno smartphone Xiaomi Android 10

Ora vi farò un elenco di funzioni ed opzioni da disattivare che se non utilizzate, consumano inutilmente la batteria. Per ragioni di rapidità e sintesi, indico solo i menù all’interno dei quali potete trovarle.

1. ASSISTENTE WI-FI
Impostazioni – WiFi – Impostazioni aggiuntive.

2. MI SHARE
Impostazioni – Connessione e condivisione

3. SERVIZI DI STAMPA DI SISTEMA
Impostazioni – Connessione e condivisione – Stampa

4. MODALITA TASCA
Impostazioni – Always-on display e Schermata di blocco

5. SCANZIONE WI-FI E BLUETOOTH
Impostazioni – Password e sicurezza – Geolocalizzazione

 

Ricezione telefonica e celle su smarpthone Xiaomi

Prima di salutarvi ed augurando mi che questi consigli possano esservi utili, andiamo a modificare un parametro relativo alla connessione dati. Gli smartphone Xiaomi sono impostati per ricercare anche le reti cinesi, TD-SCDMA, che ovviamente, in Italia non sono presenti, questo può causare ritardi nell’agganciare una cella oltre che un leggero aumento del consumo della batteria, per ovviare a questo problema, procedete come segue.
Aprite l’app Telefono e digitate questa stringa:

*#*#4636#*#*

nella schermata che si apre, selezionate “Informazioni telefono1” scorrete fino verso metà schermata fino alla voce “Imposta il tipo di rete preferita” ed impostate il parametro “LTE/UMTS auto (PRL)”
Ovviamente qualora utilizziate due sim, potete ripetere l’operazione anche per l’altra scheda semplicemente selezionando “Informazioni telefono 2”.

Buona MIUI a tutti. Un saluto, alla prossima.

 

 

Articolo a cura di Stefano De Ponte

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Recensioni Smartphone

Android 10 su Xiaomi Mi 9T: la recensione

Amici di Tecnologici.net ben trovati. Dopo un bel po’ di tempo, torniamo a parlare di Xiaomi e, più nel dettaglio di uno degli smartphone più apprezzati dagli utenti Android, Xiaomi Mi 9T.

In occasione del Prime Day Amazon di quest’estate, ho acquistato questo gioiellino e quindi ho potuto assistere quasi dall’inizio alla sua evoluzione lato software. In realtà, già dall’accensione era evidente come lo smartphone fosse già pienamente ottimizzato anche se con qualche piccolo problema ed imperfezione ereditato dalla MIUI 10.

Il 22 Ottobre 2019 quando la prima release MIUI 11 venne rilasciata, molte delle imperfezioni di cui sopra furono brillantemente risolte: la tanto agognata coerenza grafica in particolare delle icone, il menù delle impostazioni riorganizzato in modo molto più intuitivo ed ordinato ed in generale una migliore ottimizzazione lato software, migliorò sensibilmente l’esperienza utente, pur non introducendo particolari novità a livello generale.

Android 10 su Xiaomi Mi 9T

A distanza di 2 mesi e dopo i primi avvistamenti di inizio 2020, finalmente è arrivato il tanto atteso aggiornamento all’ultima release del robottino verde. La ROM su base Android 10 sta raggiungendo a scaglioni anche gli utenti europei e le novità sono davvero interessanti. L’aggiornamento che ha un peso di poco più di 2.2GB, porta il numero di versione del firmware MIUI 11.0.4.0QFJEUXM. nello screenshot qui sotto il changelog:

Le novità di Android 10 su MIUI 11

Non tragga in inganno la scarsità di indicazioni del changelog perché di cose da dire ce ne sono un bel po’. Oltre alle patch di sicurezza di Gennaio 2020, è stato aggiunto il supporto Android auto ed implementata la tecnologia Android system webview.

L’applicazione Temi è tornata accessibile anche a noi utenti italiani senza la necessità di modificare la regione, è stata aggiunta la modalità blog alla fotocamera MIUI oltre ad alcune funzioni molto utili tra le quali vi segnalo la gestione attività all’interno delle applicazione Note, che oltre alle classiche note di testo e vocali, registrabili semplicemente tenendo premuta l’icona per l’inserimento di una nuova nota ora permette anche di creare dei promemoria che non vi faranno perdere nessun nuovo appuntamento. Altra novità molto apprezzata e la possibilità di avere Gmail in modalità scura, funzione fin qui riservata agli smartphone dotati di Android 10.

 

La recensione

Venendo alle prestazioni è davvero sorprendente constatare come lo smartphone sia sensibilmente più reattivo e veloce: per spiegare la sensazione che rimane durante l’utilizzo, immaginate di avere sempre avuto attivo il risparmio energetico di sistema e di disattivarlo, tutto è più veloce, immediato e reattivo senza in realtà andare ad impattare minimamente sulla durata della batteria che nei primi cicli di ricarica, sembra addirittura più performante. Anche il display ha visto aumentata la sensibilità al tocco con una conseguente riduzione del tempo che trascorre tra un gesto e l’effettiva esecuzione del comando da parte dello smartphone.

Anche la fotocamera stock è decisamente migliore rispetto alla versione precedente in particolare nei video che sembrano essere gestiti meglio per quanto riguarda l’esposizione in condizioni di scarsa luminosità ed in generale, l’aggiunta delle scorciatoie per le varie modalità di scatto rende la fruizione dell’applicazione molto più veloce senza la necessità di entrare ogni volta nelle impostazioni per modificare questo o quel parametro.

Venendo alle conclusioni, trovare un difetto a questo smartphone dopo l’ultimo aggiornamento è impresa davvero ardua, se si escludono alcune mancanze relative alla dark Mode in alcuni menù ed impostazioni di sistema che verranno colmate dai prossimi aggiornamenti, come anticipato da Xiaomi.

Articolo a cura di Stefano De Ponte

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Xiaomi: aggiornamenti solo per un anno e stop alle Beta

Ciao Mi Fans,

Oggi non siamo qui per parlarvi di un nuovo smartphone in arrivo o per proporvi una recensione di un device o segnalarvi qualche app interessante da provare, bensì per qualche considerazione riguardo ad una notizia ufficiale e relativi rumors più o meno attendibili che, se confermati, potrebbero rappresentare un vero e proprio terremoto all’interno di uno dei brand più famosi ed amati dell’ultimo periodo: Xiaomi.

Sono passati poco più di due mesi da quando MIUI Forum ha iniziato il percorso che lo porterà, il 30 giugno, a chiudere definitivamente i battenti. Da poco sono stati inaugurati i Mi store di Roma, Catania e Napoli. Il 24 maggio Xiaomi ha festeggiato il primo compleanno di presenza ufficiale in Italia e sta per aprire un nuovo Store a Genova. Questi sono i fatti più importanti dell’ultimo periodo che hanno costituito il prosieguo di un’espansione inarrestabile da parte di Xiaomi, non solo in Italia ma anche in altri Paesi. Tutto questo, unito all’arrivo sul mercato di smartphone davvero interessanti come Xiaomi Mi 9 T, l’arrivo del Mi band 4, la quarta generazione del popolare fitness tracker, il Mi electric scooter, presentati pochi giorni fa in un evento a Milano, lasciava presagire che Xiaomi avesse tutta l’intenzione di spingere l’acceleratore a tavoletta.

Mi Community: l’annuncio che cambia le cose

Appare invece come un fulmine a ciel sereno, giusto pochi giorni fa, un thread su Mi Community che annuncia la fine del rilascio delle versioni beta a partire dal primo Luglio.

Potete trovare ulteriori informazioni al seguente link: http://c.mi.com/thread-2232172-1-0.html?utm_source=share

Ma cosa significa questo all’atto pratico? Quali potranno essere le conseguenze per l’utente finale? Proviamo a formulare qualche ipotesi, concludendo con qualche considerazione a riguardo. Da sempre Xiaomi ha molto apprezzato, se non addirittura incentivato, il supporto degli utenti, cercando di metterli al centro dello sviluppo della MIUI. Chiunque fosse dotato delle necessarie competenze tecniche ha sempre potuto installare la MIUI Beta sia per provare in anteprima tutte le ultime novità, ma anche e soprattutto, per fornire feedback necessari a limare tutti quei problemi fisiologici all’interno dello sviluppo, prima del rilascio della versione stabile.

Questo fondamentale supporto, dato spontaneamente dagli utenti più esperti, ha costituito una risorsa vitale per Xiaomi, che ha potuto offrire una delle esperienze utente più apprezzata di tutto il panorama Android ed allo stesso tempo, limare, seppur in modo parziale, tutti quei piccoli problemi che affliggono la MIUI Global fin dal suo arrivo nel mercato internazionale. Appare quindi abbastanza incomprensibile la scelta di Xiaomi di privarsi di questa importantissima risorsa in termini di feedback ed opinioni degli utenti. Ancor più inspiegabile se, come pare ormai certo, ci sarà un massiccio ridimensionamento del Beta Team interno a Xiaomi, oltretutto se consideriamo che pochi giorni prima era stato aperto il reclutamento ufficiale dei beta tester.

Intervista a un Beta Tester Xiaomi

Per parlare di questo, abbiamo contattato un membro del programma Beta Test che ci ha rilasciato questa intervista chiedendo, come capirete, di restare anonimo.

Tecnologici.net: “Ciao e grazie per la disponibilità. puoi farci un riassunto di quello che è accaduto successivamente al tuo ingresso nel Beta Team e se, per voi, come per noi, si è trattato di un fulmine a ciel sereno oppure se qualcosa già stava circolando?”

Beta Tester: “Quando sono entrato nel gruppo dei beta  tester ufficiale non c’era alcuna avvisaglia riguardo la decisione annunciata a proposito della sospensione delle Global developer e del relativo programma di test. È stato un fulmine a ciel sereno ed ha lasciato tutti di stucco.
Tutti attendevamo l’annuncio della sospensione (come di consueto) del programma per poter procedere allo sviluppo della MIUI 11… Ma nel momento stesso in cui gli amministratori ci hanno annunciato che qualcosa stava bollendo in pentola. Ecco la notizia che ha lasciato tutti a bocca aperta”

T: “Puoi dirci quali sono state le reazioni degli altri beta tester? Ad oggi, che aria si respira all’interno del gruppo?”

BT: “All’interno del gruppo molti dopo l’annuncio hanno deciso di tornare alla stabile.Chi per protesta e chi per lanciare un segnale forte di disapprovazione.”

T: “Mi dicevi in privato che sei dentro ai programmi beta da parecchio tempo. In questo contesto come giudichi questa scelta da parte di Xiaomi e quali sono, secondo te, le conseguenze per gli utenti finali nel Breve, Medio e lungo termine?”

BT: “Non nascondo che mi ha lasciato senza parole anche se, da un lato, ce lo potevamo aspettare vista la mole di dispositivi rilasciati da Xiaomi. Non è semplice portare avanti lo sviluppo di così tanti device allo stesso tempo. Credo che per l’utente finale e soprattutto per gli utenti “normali” le differenze saranno davvero poche in quanto gli aggiornamenti che ricevono sulle stabili sono con cadenza di 60 giorni. Quindi concentrando tutte le forze sulla versione stabile del sistema operativo si dovrebbero accorciare i tempi tra un aggiornamento e l’altro, a beneficio della stabilità dello stesso.”

T: “Quindi pensi che le versioni stabili non risentiranno in alcun modo di questo ridimensionamento dello sviluppo software? Non credi che invece, i ben noti problemi che molti hanno riscontrato su MIUI 10, potranno ripresentarsi anche con la prossima versione considerando che, ad oggi, non è chiara la portata e soprattutto la risposta degli utenti finali in termini di vendite?”

BT: “Credo semplicemente che concentrando tutte le forze sulla versione stabile si arrivi ad avere una MIUI 11 che risolve i vari bug e tutte le problematiche riscontrate nella precedente versione del sistema operativo.. Detto ciò, questo è un mio pensiero ma credo che anche se resterà solamente il ramo stabile dovrà per forza di cose esistere uno stage di Beta. Altrimenti non potranno rilasciare all’utente finale un device privo di bug.”

T: “Come giudichi la decisione di Xiaomi di garantire solo un anno di sviluppo software a tutti gli smartphone contrariamente a prima? Fino ad oggi, chi acquistava un device Xiaomi, era certo che sarebbe stato sviluppato per molto tempo, anche se si trattava di uno Smartphone mid range. Secondo te, un utente prenderà in considerazione questo cambio di programma nella valutazione del suo prossimo acquisto?”

BT: “Probabilmente è un deterrente non da poco. Anche se sono sicuro che per chi ha un minimo dimestichezza gli aggiornamenti dureranno molto più a lungo. Per l’utente normale invece cambierà musica secondo me. C’è da dire, poi, che gli utenti normali non sono così informati a riguardo come può essere un Beta Tester o un utente che partecipa attivamente nelle Community o nei forum”

Tecnologici.net ringrazia il beta tester per la disponibilità e cortesia accordataci in occasione di questa intervista.

Xiaomi: quali sono le conseguenze future?

Pur non conoscendo quelle che sono le motivazioni di questa scelta ed ovviamente, non potendo prevedere le decisioni future compresi eventuali cambi di rotta, ci chiediamo quale sarà il destino della MIUI, uno dei punti di forza che ha consentito a Xiaomi di affermarsi in pochissimo tempo all’interno del panorama Android.

Non solo come prodotto di nicchia indirizzato agli utenti esperti di modding, ma anche e soprattutto, come prodotto di alto consumo indirizzato anche ad utenti meno preparati e desiderosi di poter approfittare senza dover essere necessariamente esperti di Custom ROM, di un prodotto che conserva ancora un imbattibile rapporto qualità prezzo.

Sembra abbastanza chiaro dunque come non sia più possibile consigliare l’acquisto di uno smartphone Xiaomi anche perché, non bastasse questo quadro molto nebuloso, unito ai ben noti fatti che di recente hanno coinvolto Huawei, Xiaomi ha deciso di garantire lo sviluppo software dei propri smartphone per un periodo non superiore ad un anno dalla data di uscita sul mercato.

Non mancano certamente i rumors in rete: il più clamoroso anche se, ad oggi, assolutamente privo di qualsiasi riscontro ufficiale, afferma che Xiaomi avrebbe intenzione di testare sui propri device il sistema operativo di Huawei, di cui si sente parlare dopo la decisione del governo americano di impedire ogni rapporto commerciale tra le aziende statunitensi ed il colosso cinese.

E’ ancora poco chiaro se questi radicali cambi di strategia e la tensione tra Cina e America siano in qualche modo collegati ma stupisce che Xiaomi, oltre a depotenziare lo sviluppo del proprio sistema operativo abbia deciso di rinunciare a quello che è sempre stato uno dei suoi punti di forza, vale a dire l’aggiornamento a lungo termine di tutti i suoi smartphone, compresi quelli di fascia media.

Ora dobbiamo solo attendere per capire quali e quante conseguenze ci saranno nell’immediato futuro ed a lungo termine per un brand che, fino ad oggi, ha saputo ritagliarsi una fetta davvero importante sul mercato.

Per questo articolo ringraziamo il nostro amico Stefano De Ponte.